La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Articoli con tag “Langston Hughes

Colore

Bella è la notte,
e il volto della mia gente.
Belle le stelle,
e gli occhi della mia gente.
Bello, anche il sole,
Bella, anche, l'anima
della mia gente.
Portatelo
come uno stendardo
d'orgoglio:
non come sudario.
Portatelo
come un canto
che si leva alto:
non lutto o pianto. 
Langston Hughes 
Dipinto di Jacopo Camera

Le storie di zia Sue

Zia Sue ha la testa piena di storie.
Zia Sue ha un cuore colmo di storie.
Le sere d'estate sul portico
zia Sue stringe al seno un bimbo 
dal viso bruno
e gli racconta delle storie.
Schiavi negri
che lavorano sotto il sole cocente,
e schiavi negri
che camminano nella rugiada 
della notte,
e schiavi negri .
che intonano canti di dolore 
sulle rive d'un
grande fiume
si confondono dolcemente
nel fluire delle parole della vecchia 
zia Sue,
si confondono dolcemente
nelle ombre scure che passano e ripassano
nelle storie di zia Sue.
Il bimbo dal viso bruno ascolta
e sa che quelle di zia Sue sono storie vere.
Sa che zia Sue
non ha mai tolto quelle storie dai libri,
ma che sono uscite
proprio dalla sua vita.
E il bimbo dal viso bruno quieto
nella sera d'estate
ascolta le storie di zia Sue. 


Langston Hughes 
dipinto di Homer Winslow

Blues di nostalgia

Il ponte della ferrovia
è un canto triste nell'aria.
Quando passa un treno
vorrei andare chissà dove.
Sono sceso alla stazione.
Avevo il cuore in bocca.
Sono sceso alla stazione.
Avevo il cuore in bocca.
In cerca di un vagone
che mi portasse al Sud.
La nostalgia, Signore,
è una cosa orribile.
La nostalgia,
è una cosa orribile.
Per frenare il pianto
Apro la bocca e rido. 

Langston Hughes

Anch’io

Anch'io canto l'America.
lo sono il fratello più  scuro.
Mi mandano a mangiare in cucina
quando vien gente,
ma io rido, e mangio bene,
e divento forte.
I negri e l'America
Domani
siederò a tavola
quando verrà gente.
Nessuno oserà
dirmi:
«Mangia in cucina »,
allora.
E poi,
vedranno la mia bellezza
e ne avranno vergogna  
anch'io sono l'America. 

Langston Hughes
Dipinto di Jean-Louis André Théodore Géricault

Sono un nero Pierrot

Sono un nero Pierrot:
lei non mi amava,
così io mi tuffai dentro la notte,
e la notte era nera, anche la notte.
Sono un nero Pierrot:
lei non mi amava,
così io piansi fin quando fu l'alba
e insanguinò le colline ad oriente
e il cuore, anche il mio cuore sanguinava.

Sono un nero Pierrot:
lei non mi amava,
così con l'anima un tempo a colori
come un pallone sgonfiato grinzosa,
me ne andai via nella mattina in cerca
d'un altro amore bruno. 


Langston Hughes 


Illustrazione di Lynette Yadom Boakye

La giostra

Bambino negro alla fiera:

Dov'è il reparto di Jim Crow
in questa giostra,
signore? Perché ci voglio salire.
Giù nel Sud da dove vengo
bianchi e negri
non possono sedere vicini.
Giù nel Sud nel treno
c'è un vagone per i negri.
Sul tram ci mettono dietro:
ma non c'è un dietro nella giostra!
Dov'è il cavallo
per i bambini negri? 


Langston Hughes

La scala di cristallo

Figlio, ti dirò che la mia vita
non è stata una scala di cristallo
ma una scala di legno tarlato
con dentro i chiodi e piena di schegge
e gradini smossi sconnessi
e luoghi squallidi
senza tappeti in terra.
Ma ho sempre continuato a salire,
ed ho raggiunto le porte
ed ho voltato gli angoli di strade,
e qualche volta mi sono trovato nel buio,
buio nero, dove mai è stata luce.
Così ti dico, ragazzo mio,
di non tornare indietro,
di non soffermarti sulla scala
perché penoso è il cammino,
di non cedere, ora.
Vedi io, continuo a salire…
E la mia vita,
non è stata una scala di cristallo.

Langston Hughes