La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Trafiletto

Qualche giorno fa, sul “Corriere della Sera”, la lettera di Giuliano Melani, un imprenditore ed intermediario finanziario di Pistoia che ha invitato gli italiani a comperare il nostro debito pubblico, ossia ad acquistare i titoli di stato, dando così un’iniezione di fiducia al nostro Paese e sbugiardare così i mercati e le loro speculazioni. Lui per primo ha dato l’esempio, investendo 20mila euro.

Giorgia Meloni, ministro della Gioventù, ha invece proposto che gli emolumenti di novembre spettanti ai parlamentari vengano corrisposti sempre in titoli di stato e lei stessa lo ha fatto.Personalmente proporrei che in detti titoli vengano pagate le pensioni d’oro,Dini e D’Amato in testa… E guai se quest’ultimo si dovesse azzardare a protestare dopo il ladrocinio perpetrato a nostro danno anni orsono!


Lamberto Dini

E dopo il beneAmato… tocca al secondo “tagliapensioni”, ossia Lamberto Dini.

Notizie rilevate sempre dal libro “Sanguisughe” di Mario Giordano, che si rivela essere sempre più interessante…

Sarà un caso, ma i moralizzatori delle finanze pubbliche sono quelli che hanno mantenuto intatti i loro privilegi (chiamarli diritti mi sembra un’oscenità).

Dini infatti fu quello che nel 1995 abolì le pensioni calcolate con il sistema retributivo (una certa percentuale,solitamente il 2%, dell’ultima retribuzione percepita per ogni anno di servizio) sostituendola con il contributivo, ossia in base ai contributi versati. Venivano così penalizzati tanti lavoratori dipendenti, pubblici e privati, che avevano iniziato la carriera dai livelli più bassi, salendo di grado via via.

E nel contempo decretò il divieto di cumulo per i pensionati.

Però il Lamberto nazionale, che varò la legge nel 2005, l’anno precedente (guarda caso!), si pensionò dalla Banca d’Italia (notoriamente larga di manica con i propri dipendenti, corrispondendo loro ben 15 mensilità) con un vitalizio corrispondente ad oltre 18.000 euro mensili cumulandola con un’altra pensione INPS di circa 7.000 euro, pensioni che andavano a sommarsi allo stipendio ministeriale ed alla indennità parlamentare….non male per un moralizzatore dei conti pubblici.

E a noi continuano a chiedere sacrifici.

Io non so quando riuscirò ad andare in pensione (meglio non pensarci)… Mio marito rientra nel blocco per una pensione pubblica…per l’altra vedremo, perché le finestre si allargano sempre più.. Ma a me personalmente le finestre servirebbero solo per buttarci fuori certi personaggi…