La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Labirinto

labirinto 9ae7fc73821b97dbad8460db6f431e6eIn me ti perdo, notturna apparizione,

nel bosco degl’inganni, nell’assenza,

nel nebbioso grigior della distanza,

nel lungo corridoio di porte false.

Dal tutto si fa il nulla, e questo nulla

di un corpo vivo subito si popola,

come isole che fluttuano nel sogno,

brumose, nel ricordo rinnovato.

In me ti perdo, dico, se la notte

sulla mia bocca colloca il suggello

dell’enigma che, detto, si ravviva

e s’avvolge in spire di segreto.

Nei giri e nei rigiri che m’adombrano,

nell’andare a tentoni a occhi aperti,

qual è del labirinto l’ampia porta,

dove il raggio di sole, i passi certi?

In me ti perdo, insisto, in me ti sfuggo,

in me fonde il cristallo e si frantuma,

ma quando il corpo cede alla stanchezza

in te mi vinco e salvo, in te mi trovo.

José Saramago


Non importa quanti anni ho

Ho l’età in cui le cose si osservano con più calma, ma con l’intento di continuare a crescere. Ho gli anni in cui si cominciano ad accarezzare i sogni con le dita e le illusioni diventano speranza. Ho gli anni in cui l’amore, a volte, è una folle vampata, ansiosa di consumarsi nel fuoco di una passione attesa. E altre volte, è un angolo di pace, come un tramonto sulla spiaggia.
Quanti anni ho, io? Non ho bisogno di segnarli con un numero, perché i miei desideri avverati, le lacrime versate lungo il cammino al vedere le mie illusioni infrante valgono molto più di questo. Che importa se compio venti, quaranta o sessant’anni! Quel che importa è l’età che sento. Ho gli anni che mi servono per vivere libero e senza paure.
Per continuare senza timore il mio cammino, perché porto con me l’esperienza acquisita e la forza dei miei sogni.
Quanti anni ho, io? A chi importa! Ho gli anni che servono per abbandonare la paura e fare ciò che voglio e sento.

José Saramago


Parole


“Le parole sono cattive.
Le parole offendono.
Le parole chiedono scusa.
Le parole bruciano.
Le parole accarezzano.
Le parole sono date, scambiate, offerte, vendute e inventate.
Le parole sono assenti.
Alcune parole ci succhiano, non ci mollano;
sono come zecche: si annidano nei libri, nei giornali, nelle carte e nei cartelloni.
Le parole consigliano, suggeriscono, insinuano, ordinano, impongono, segregano, eliminano.
Sono melliflue o aspre.
Il mondo gira sulle parole lubrificate con l’olio della pazienza.
I cervelli sono pieni di parole che vivono in santa pace con le loro contrarie e nemiche.

Per questo le persone fanno il contrario di quel che pensano, credendo di pensare quel che fanno.

José Saramago”


finalmente Natale…

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Natale
Né qui, né ora.
Inutile promessa d’altro calore e di nuova scoperta
sotto l’ora che annotta viene meno.
Brillan le luci in cielo ? Brillan da sempre.
Questa vecchia illusione abbandoniamo.
Oggi è Natale. E proprio niente avviene.

José Saramago

auguri