La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Inno

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Che in Germania abbiano accolto il nostro premier al ritmo di “Azzurro”…beh, mi fa semplicemente ridere e mi sa tanto di presa in giro. Anche perché il testo ad un certo punto dice “Mi accorgo di non avere più risorse senza di te”…

Matteuccio,siamo noi senza risorse, non certamente tu, che continui a pontificare e ridacchiare senza alcun motivo. A meno che tu non ti senta senza risorse senza la Frau Angela.

Comunque, un consiglio per gli amici tedeschi: la prossima volta suonate “Il ballo del quà-quà”: per il paperello ci sta più che bene.

 

 


Inno

 

 

Ieri sera alle 22, partita di calcio della Germania.

Ogni volta che sento l’inno tedesco, ripenso a quando Schumacher correva per la Ferrari ed alla fine della corsa venivano suonati sia l’inno tedesco in onore del pilota che quello italiano per celebrare la casa costruttrice, ed ovviamente il nostro inno ne usciva perdente. Il primo solenne e coinvolgente, l’altro tutto sembra meno che un inno: è piuttosto una marcetta da banda di paese.

E dire che abbiamo avuto i migliori musicisti del mondo… Verdi, Puccini, Rossini, Donizetti, Leoncavallo, Scarlatti, Pergolesi, Paisiello, Giordano e tanti altri.

Non me ne vogliate, però il nostro inno non mi emoziona.

Mi hanno contestato che bisogna amare il nostro inno ed essere nazionalisti: quello che certe persone non hanno capito è che io non contesto l’inno in sé, per quello che rappresenta, ma lo giudico solo dal punto musicale: è brutto.

Stop.

Non che non ci siano “marce” belle: moltissime marce militari sono davvero emozionanti, ma questa, ribadisco, non lo è.

Mi hanno contestato anche il fatto per cui bisogna collocarlo nell’epoca in cui è stato scritto e collegarlo al testo: ebbene, la musica dell’Inno di Mameli, diventato poi chissà perché “Il canto degli Italiani”, fu composta nel 1875 (il testo invece è del 1824), proprio nel periodo di maggior splendore dell’operistica italiana. Penso ad un inno con musiche di Verdi, simile alla Marcia trionfale dell’Aida, o da Puccini, come “All’alba vincerò”… sarebbe tutt’altra cosa.

Non parliamo del testo: pura retorica, ma questo è logico: analizzando anche i testi degli altri inni esteri la retorica abbonda pure lì, anche perché risalgono tutti ad epoche passate, quando le parolone abbondavano e proliferavano. In questo caso, il più bello e poetico è forse Say Can You See, l’inno statunitense.

E che il nostro inno sia brutto, lo dimostra forse anche il fatto che è rimasto “provvisorio” dal 1946, quando sostituì la Marcia Reale (quella sì, bella), fino alla definitiva consacrazione e legittimazione nel 2012.