La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Quore con la q

Così la maestra che scriveva sQuola con la Q e sbagliava le doppie è stata licenziata.

Licenziamento dopo ben due ricorsi, persi per fortuna, perché qui in Italia ci si potrebbe aspettare di tutto, anche che costei vincesse il ricorso e venisse magari inviata ad insegnare italiano agli extracomunitari, molti dei quali parlano e scrivono più correttamente di lei.

C’è però da chiedersi come abbia fatto una persona con delle così gravi lacune linguistiche a passare non solo la maturità, ma anche il concorso per l’insegnamento. E non dimentico neppure la maestra che scrisse ZEBBRA, correggendo lo scolaro che aveva scritto correttamente.
In una nazione dove il ministro per l’istruzione si esprime come si esprime, ed un Di Maio inanella strafalcioni, non c’è da meravigliarsi.
Un paese dove si perculava (passatemi il termine) il novantenne De Mita per il forte accento campano, ma che si esprimeva in un italiano forbito e corretto.
E la colpa di chi è? Della buona scuola che privilegia l’inglese alla nostra lingua anche negli atti ufficiali, tanto che i nostri politici ne infarciscono anche i loro discorsi, ma quando si tratta di parlare inglese all’estero fanno quasi sempre una magra figura.
Oppure colpa dei moderni strumenti tecnologici, con tanti correttori automatici che però non distinguono tra “anno” ed “hanno” , “c’è” e “ce ” l’uso incongruo delle “k” al posto dell’italianissimo “ch”, ed in questo modo contribuiscono all’assassinio del nostro idioma.

Ed alla maestra dedico questa vecchia canzone di Celentano 😀

 


Non conosco l’inglese

 

Io non conosco l’inglese.

Se questo è un intoppo per quello che riguarda internet, quale lo scaricare o aggiornare determinati programmi, per quanto concerne invece la letteratura è una vera disgrazia. Mentre alcuni testi posso tranquillamente leggerli in francese o tedesco, pur incontrando a volte qualche difficoltà, e sono quindi in grado di apprezzarne molte sfumature, non posso fare altrettanto per quelli inglesi.

Sto rileggendo infatti il “Paradiso Perduto” di Milton con testo a fronte, e mi accorgo che nell’ originale c’è una “solennità” che si perde leggendo la traduzione italiana. I bellissimi versi rendono solo l’idea di quello che devono essere in originale, con una metrica ed una musicalità che ovviamente nella trasposizione viene smarrita.

Mi chiedo allora come uno straniero possa parimenti apprezzare la “Divina Commedia”.

 

“Sweet is the breath of morn, her risin sweet,

With charm of earliest birds; pleasant the sun

When first on this delightful land he spreads

His orient beams, on herb, tree, fruit, and flow’r,

Glist’ring whit dew; fragrant the fertile earth

After soft showers; and sweet the coming on

Of grateful ev’ning mild, the silent night

With this her solemn bird and this fair moon,

And these the gems of heav’n, her starry train:

But neither breath of morn when she ascends

With charms of earliest birds, nor rising sun

On this delightful land, nor herb, fruit, flow’r,

Glist’ring whit dew, nor fragrance after showers,

nor grateful ev’ning mild, nor silent night

With this her solems bird, nor walk by moon

Or glittering starlight without thee is sweet.

But wherefore all night long shine these, for whom

This glorious sight, when sleep hath shut all eyes?”

“Dolce il respiro del mattino, dolce

il suo risveglio col canto degli uccelli appena desti;

e piacevole il sole quando diffonde i suoi raggi orientali

su questa terra piena di delizie, sull’erba, sugli alberi,

sulla frutta e sui fiori stillanti di rugiada, fragrante

questa fertile terra dopo ogni tenero scroscio di pioggia;

dolce e mite la sera quand’essa sopravviene

piena di grazie, e poi la notte che avanza silenziosa

con i suoi uccelli solenni e questa bella luna, e queste

gemme del cielo, il suo corteo di stelle: e tuttavia

non il respiro del mattino, che ascende

col canto degli uccelli appena desti, né il sole che sorge

su questa terra piena di delizie, non l’erba,

né la frutta né i fiori stillanti di rugiada, o la fragranza

dopo gli scrosci di pioggia, o la sera che giunge

mite e piena di grazie, non la notte che avanza silenziosa

con i suoi uccelli solenni, nessuna passeggiata

sotto la luna, sotto la scintillante luce delle stelle, nulla

di tutto questo è dolce senza te. Eppure perché mai

splendono tutta la notte, a chi è rivolto un simile

meravigliso spettacolo, appena il sonno, ha chiuso tutti gli occhi?”

(Paradiso perduto libro IV 641-658)

(Ho cercato di riportare il testo inglese il più esattamente possibile…se ho fatto errori mi scuso in anticipo)