La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Tradizioni e polemiche

Halloween è passato, e con esso le varie polemiche che spesso accompagnano questa ricorrenza.

Già, perché inevitabilmente saltano fuori le persone che criticano “l’americanata” che distrugge le nostre tradizioni, dimenticando che le origini prima che americane sono anche celtiche , ma provengono anche dall’area alpina, dove la notte del 1° novembre era usanza accendere delle lanterne ricavate dalle zucche intagliate (le Lümere), lasciando un po’ di cibo in un piattino, solitamente fave, castagne e qualche dolcetto. Da qui la tradizione ancora viva a Milano del “Pan dei morti”, biscottoni tipici di questo periodo, impastati con cacao e pinoli. Usanze, quelle di lasciare dolcetti e fare regali ai bambini, che esistono anche in altre parti d’Italia.

E stupisce tanto più l’atteggiamento di queste persone in quanto sono spesso le medesime che accettano senza battere ciglio che nelle scuole la festa di Natale venga rinominata “festa d’inverno”, abolendo anche presepi, recite e canti natalizi, o quella di Pasqua diventi “festa delle uova di cioccolato”, tutto in nome di un asservimento totale ad un nuovo ordine che invita a non “infastidire” quanti professano altre religioni (in particolare una…).


Halloween

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Un’americanata?
Certo, oltre oceano l’hanno ridotta così,  una festa grottesca a metà tra l’horror ed il carnevale.
In realtà è una ricorrenza “di ritorno “, in quanto le sue origini sono europee.

Nel calendario celtico la notte tra il 31 ottobre ed il 1° di novembre, chiamata Shamain e che rappresenta il capodanno celtico, è il periodo in cui la Grande Madre (la Terra) inizia il suo riposo ed incomincia il periodo più freddo ed oscuro. E questa notte, che non è più estate ma non è ancora inverno, è un giorno magico, una “notte di mezzo” nella quale il tempo si comprime, si aprono le porte di Sidhe (l’Oltretomba celtico) e gli umani possono comunicare con i defunti.

Questo “ritorno” dei defunti incuteva rispetto, ma non paura. Per indicare loro la strada venivano accesi grossi falò.


La tradizione cristiana si è in qualche modo appropriata di questo periodo per celebrare e ricordare i morti. Come il Natale, che prese il posto della festività del “Sol invictus” che cadeva il 21 dicembre, o Litha (il solstizio d’estate) sostituito dalla fesa di San Giovanni, pure questi due giorni che cadono a cavallo di ottobre e novembre vennero sostituiti dalle feste di Ognissanti e dal Giorno dei Morti, questo per non imporre drasticamente il culto cristiano sostituendolo a quello pagano.

In memoria degli scomparsi, ci si travestiva da santi, da angeli e da diavoli: da qui l’usanza di mascherarsi, come dai falò è derivata l’usanza dei lumini nei cimiteri e delle lanterne.

Per quello che concerne la zucca, c’è una simpatica favola.

In Irlanda viveva un fabbro, di nome Stingy Jack, che era solito passare il tempo bevendo e scommettendo. Una notte Jack incontrò il demonio, con il quale si recò a bere. Non avendo soldi per pagare la consumazione, il diavolo si trasformò in una moneta e Jack lo rinchiuse in un borsellino. Per farsi liberare, il diavolo promise a Jack che lo avrebbe lasciato in pace per un decennio. Scaduto il periodo Satana si presentò nuovamente, sicuro questa volta di impossessarsi dell’anima del fabbro. Ma Jack con uno sratagemma lo fece salire su di un albero, incidendo quindi una croce sul tronco. Per poter scendere, il demonio promise a Jack che non avrebbe più reclamato la sua anima, e Jack cancellò così la croce.

Quando il fabbro morì, il Paradiso si rifiutò di accoglierlo a causa dei suoi peccati, ma nemmeno l’inferno lo volle in quanto Satana mantenne la sua promessa, però vedendo che Jack vagava al buio, gli donò un carbone ardente. Per far durare la luce più a lungo, Jack pose il tizzone in una rapa della quale aveva mangiato la polpa.

 

Gli Irlandesi trapiantati in America portarono con loro questa tradizione, solo che là le rape non abbondavano, ma c’erano molte zucche che, opportunamente scavate, venivano poste sui davanzali o davanti all’uscio con dentro una candela per allontanare gli spiriti cattivi.