La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Articoli con tag “Grecia

Sciacalli ed austerità

Adesso pure Junker ammette che l’austerità imposta alla Grecia fu alquanto pesante.

Non dice però che questa misura fu dettata dal fatto che le banche tedesche erano colme di derivati greci tossici, bond dal valore praticamente nullo.

Non dice che la Grecia fu costretta dalla UE ad ad emettere obbligazioni e che queste furono acquistate dai tedeschi.

Non dice che i patti prevedevano che,una volta rispettati gli obblighi sulle riforme, gli interessi avrebbero dovuti essere restituiti interamente alla Grecia. La Grecia ha rispettato tutti gli adempimenti, ma fino ad ora le sono stati restituiti nemmeno 900 milioni, mentre la Germania se ne è intascati circa 3 miliardi.

Non dice che sanzionare uno stato già pesantemente indebitato significa affossarlo definitivamente.

Ora Junker piange lacrime di coccodrillo (come da lui stesso affermato), ma chi ripagherà i greci della mazzata subita?


Letterina a Babbo Natale

Càpito per sbaglio su un sito internet tedesco e qui mi si stringe il cuore, perché leggo la letterina a Babbo Natale di un bimbo greco di otto anni. Non conosco il greco, però sono riuscita a tradurre la richiesta dal tedesco, ripresa da Keep Talking Greece. I nostri bambini per questa festa chiedono regali vari, videogiochi, cellulari, tablet i più grandicelli, mentre gli altri si accontentano di bambole, costruzioni, Lego.

Alexis , questo bimbo di Patrasso, non chiede nulla di tutto questo…chiede CIBO, e se domanda un giocattolo, non è per sé, ma per il fratellino ammalato.

In questa società opulenta ma comunque arida, sembra impossibile che in un paese civilizzato ci debbano ancora essere bambini che soffrono per la fame. L’articolo prosegue, parlando della situazione di circa un terzo dei bambini greci che vive in assoluta povertà, a causa delle ristrettezze economiche imposte dalla Troika.

Ho scoperto in seguito che la notizia è stata ripresa pure da alcuni siti italiani, e che molti si sono attivati per aiutare il bambino e la sua famiglia. Per uno che viene aiutato però ce ne sono moltissimi che soffriranno comunque.

Caro Babbo Natale, sono Alexis e sto facendo la quarta elementare. Sono stato un bambino bravo. Quest’anno vorrei che mi portassi molto cibo, così la mia mamma non dovrà più piangere. Non ha il lavoro. Se non puoi, vorrei che portassi un giocattolo a mio fratello che sta male. Ti voglio tanto bene“


Povera Grecia? No, poveri noi.

A tutti quelli che dicevano “povera Grecia qua, povera Grecia là ” faccio una domanda semplice semplice : siete disposti a pagare  la VOSTRA parte dei nuovi finanziamenti a questa Nazione?  Se rispondete di sì,  ok, ma non lamentatevi se poi  NOI (quindi anche VOI) dovremo sopportare nuove tasse e nuove restrizioni per favorire chi non rispetta le regole. E le regole sono chiare: se fai un debito, lo devi pagare, anche perché si tratta di 300 miliardi di euro, una cifra spaventosa .
La Grecia con il suo referendum ha scelto di non volere più  austerità,  quindi di fatto ha rinunciato a chiedere ulteriori prestiti e Tsipras che fa? Accetta il diktat europeo che consiste in nuovi sacrifici, ancora più pesanti delle richieste originarie, e che, a mio parere,  non fa altro che prolungare l’agonia ellenica. (Ma forse pensava solo spremerci altri soldi per poi prenderci nuovamente per i fondelli come ha fatto fino ad oggi, ma questa volta il giochetto non funzionerà più).

FB_IMG_1436787139946Poi, tutti a parlare della “cattiva Germania”.

Già,  la cattiva Germania che ha un saldo negativo tra soldi versati all’Europa e quelli ricevuti.  I telegiornali ieri parlavano del NOSTRO saldo negativo di 37,9 miliardi di euro (siamo al 4°posto in questa classifica ), ma la Germania ha un saldo che equivale a più del doppio del nostro,  83,5 miliardi. Ovvio che i “crucchi” siano piuttosto scocciati da questa  faccenda, e lo sonopure io, perché il nostro saldo negativo è all’incirca uguale alla somma che vantiamo come credito dalla Grecia.
Un amico si lamentava con me ieri perché l’immissione dei paesi ex – Europa est nell’area euro si è tradotta in una concorrenza sleale di manodopera a basso prezzo, ma di questo proprio la Germania dovrebbe essere maggiormente danneggiata, visti gli alti salari dei suoi operai. Ma la Germania di questo non ha sofferto data la qualità dei suoi prodotti.  E noi italiani su questo dobbiamo puntare, la qualità e la specificità, solo che in Europa non abbiamo voce in capitolo vista l’inadeguatezza dei nostri rappresentanti che spesso non vengono neppure interpellati.
(Invece io adesso temo per la nostra economia agricola  quando verremo inondati da milioni di ettolitri di olio d’oliva greco a prezzo stracciato: non bastava la xylella…)
Quello che sta rovinando la Grecia è la perdita di credibilità.  La Merkel ha parlato di mancanza di fiducia e non posso darle torto.  La Grecia si è comportata come la cicala della favola, continuando a spendere soldi che non aveva, assumendo sempre più dipendenti pubblici, non alzando l’età pensionabile, mantenendo bassa l’aliquota IVA (la più bassa in assoluto in Europa), non tassando gli armatori, concedendo pensioni di reversibilità anche alle figlie nubili dei dipendenti statali.

Praticamente aveva fatto suo il detto keynesiano  “Se ti devo un dollaro, ho un problema,  ma se ti devo un milione di dollari il problema è  tuo”, ma ad un certo punto la corda si spezza…

Non per altro i più favorevoli a Grexit erano i paesi nordici, di stampo calvinista, molto più “rigidi” di noi cattolici e latini, che vogliamo mantenere in Europa la Grecia solo per via della sua storia e cultura millenaria. Ma in questo caso i greci si sono dimostrati più bizantini che europei.

(A proposito…dove sono tutti i nostri politici che in piazza Syngtagma esultavanoperla vittoria dei “NO”?)


La Crante Cermania

Vabbè , non è un economista, e non lo sono neppure io, però Marcello Veneziani dice, molto più educatamente di quanto abbia fatto io, quello che avevo scritto qualche tempo fa.

Quello che leggerete è un corso intensivo di economia surreale, ma non troppo,per salvare la Grecia, l’Italia e l’Europa.

Cominciamo dalla mozione degli affetti e dalla memoria storica: la Grecia non può uscire dall’Europa, perché è l’Europa, anzi il suo grembo.

Non si abbandona la Madre per gli interessi. Torniamo a Foscolo e Santorre di Santarosa che andò a morire per la Grecia. Certo, c’è un abisso tra i greci antichi e i greaculi moderni, ma c’è pure un abisso tra i romani antichi e i romaneschi d’oggi. Piuttosto che far uscire la Grecia dall’euro, entriamo noi nella dracma, una moneta gloriosa e antica.

Ma avviciniamoci dal paradosso alla realtà: perché non svalutare l’euro fino a pareggiarlo nel cambio col dollaro? Sarebbe la salvezza di tre quarti d’Europa, volerebbero le esportazioni, il debito non ci stritolerebbe, faremmo come abbiamo fatto per decenni. Meglio il trauma della svalutazione che la tragedia annunciata.

Qual è l’ostacolo alla svalutazione? L’eccesso di salute della Germania. Soluzione subordinata, ratifichiamo l’Europa a due velocità: separiamo dall’area germanica il destino dell’Europa mediterranea, Grecia, Spagna, Italia, Francia e Portogallo, più minori.

Resta un paradosso: il problema dell’Europa oggi non è la Grecia, è la Germania che scoppia di salute e fa scoppiare noi. Che dite, le chiediamo gentilmente di uscire? Esagero. Ma se fosse la Germania a doversi adeguare al resto d’Europa e non noi? Invertiamo la clessidra dello spread. Gli ultimi saranno i primi, si ricomincia dalle origini.

(il Giornale, 22 maggio 2012 – Cucù di Marcello Veneziani)

Vero, la Germania è troppo forte economicamente, e se pur fa bene a chiedere che l’area Euro rispetti determinati criteri di bilancio, non può nemmeno pretendere che ci si strangoli per far piacere a Frau Merkel.

E’ che prima di costruire un grande stato, hanno costruito un’unione monetaria. Però non necessariamente grande vuol dire forte, potente… E’ il caso dell’Europa: una superNazione che si è rivelato il classico gigante dai piedi di argilla. Prima ancora di amalgamare le varie nazionalità, di creare un vero spirito europeo, hanno voluto fare un’unione economica, composta inizialmente di dodici stati, le dodici stelle iniziali, con paesi dalla differente potenzialità economica, dalla forte Germania alla debole Grecia che, pur di entrare nell’area Euro ha perfino truccato i bilanci. Poi sono stati aggregati altri stati dell’Est europeo, anch’essi con un’economia debole, il che ha solo causato un’indiscriminata emigrazione di questa gente nei paesi ritenuti più ricchi, ma con il solo risultato di indebolire le nazioni che hanno accolto questi immigrati, a tutti gli effetti cittadini europei.

Così adesso abbiamo un gigante malaticcio, solo lo scheletro, la Germania, è forte e detta le sue leggi, mentre chi se la cava meglio sono gli stati piccoli non dell’Unione Europea (come la Svizzera) o quelli che puer europei non hanno aderito all’area Euro, Danimarca e Regno Unito ad esempio.


festa dei lavoratori?

Alla notizia dell’ennesimo suicidio in Italia, una sessantina dall’inizio del suo mandato, il premier ha commentato che nello stesso periodo di tempo in Grecia i suicidi sono stati 1700. Parlare di morti in questa maniera asettica, senza mostrare compassione o rispetto per chi si toglie la vita perché strangolato dalla crisi economica, quasi si parlasse di spread che sale, o del rapporto tra defici e PIL, di rami secchi da tagliare perché improduttivi, quasi compiacendosi che il nostro numero di suicidi fosse inferiore a quello degli ellenici e fosse motivo di consolazione è semplicemente inumano

Una vera caduta di stile!

E allora a tutti i lavoratori, o meglio sarebbe dire ex-lavoratori, buon Primo Maggio, e chiedetevi se tutti i soldi spesi per i vari concertoni non  sarebbe stato meglio destinarli ad altri scopi.