La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Canzoni per Milano- O mia bela madonina

Non potevo non iniziare che con la canzone di Giovanni D’Anzi, diventata ormai quasi l’inno ufficiale della città. Anche se il dialetto è un po’ approssimativo e quindi comprensibilissimo a tutti, la canzone è ancora oggi simbolo della città. D’Anzi, al quale è dedicata una targa in Galleria, purtroppo in locazione un poco defilata, ha scritto tantissime canzoni in dialetto milanese, alcune delle quali riproposte in epoca più moderna da Memo Remigi.

(nb. Ho volutamente scritto Madonina con la “o” (come per altro nel testo del video), perché la grafia esatta è questa, anche se, ovviamente, si legge Madunina).


14 maggio- ultimo giorno

 gratosoglio, gratosoglio anni 80, gratosoglio milano, torri gratosoglio

Milano però non è solo quella degli angolini nascosti. Basta prendere la circolare (il filobus 91 o 92, tristemente noti per gli scippi ed I borseggi) o gli jumbotram, di colore verde o variamente decorati da pubblicità che percorrono tutta la città da una periferia all’altra…

Ed allora vedi la Barona, il Lorenteggio, la Bovisa, l’Ortica, Rozzano ed il Gratosoglio, con i loro immensi casermoni… Mi sgomentano e penso con un pizzico di malizia a cosa debbano sembrare le loro riunioni di condominio se, nel nostro, con solo 9 famiglie, a volte riusciamo a scannarci così bene!

La periferia poi è tutta un susseguirsi di centri commerciali: Saturn, Mediaword, Auchan, Ikea, Divani e Divani e via dicendo. Parcheggi enormi, traffico in entrata ed uscita ininterrotto fino a tarda sera. Un incubo.

La città si espande sempre di più, ed ha inglobato paesini come Gorla

e Precotto. Ormai anche Sesto San Giovanni “è” Milano, anche se ha una diversa amministrazione, e viale Monza è l’asse che collega queste realtà. Piano piano anche a sud i paesi come Corsico verranno raggiunti dalla metropoli.. E così pure nelle altre direzioni. Fortunatamente si sta facendo strada l’idea di altre soluzioni abitative, con tanto verde, parchi giochi e con collegamenti tramite i mezzi pubblici, tanto che la rete della metropolitana ogni volta si dirama e si allunga sempre più. Ma prima di raggiungere i livelli europei, ce ne vorrà ancora del tempo.

Di Gorla ( che ha una tragica storia) e Sesto cercherò di parlare in seguito… ne vale veramente la pena.

 

E domani si ritorna a casa…

Ed ho già nostalgia.


La Madonnina

Ai milanesi, credenti o no, guai a chi gli tocca la Madonnina! Oltre alla canzone di Giovanni D’Anzi, è ricordata anche in altre opere come, ad esempio, quella che segue.

O Madonna indorata del Domm,

fina tant che te vedi a lusì

mi sto ben, sont alegher, foo i tomm.

Ma on moment che no t’abbia pu ti

sott i oeucc, o Madonna del Domm

sent on voeui, gh’hoo on magon de no dì.

Sberlusiss, o Madonna del Domm!

(Vespasiano Bignami)

 

Costruita tra il 1769 ed il 1774 da Antignani, intagliatore, Perego, scultore, Preda e Bini, orefici, De Giorgi, pittore, mentre lo scheletro interno di ferro è di Varino, fabbro.

Alta 4,16 metri, pesa circa 3 quintali, ed è stata ridorata più volte, mentre nel 1967 si è provveduto a rifare l’intero scheletro metallico, ridotto a pura ruggine e sostituito con un’intelaiatura d’acciaio. L’altezza da terra raggiunge metri 108,50 e per anni è stato proibito di costruire edifici più alti di questa misura, proprio per la simbologia della protezione sulla città. Ma quando per la prima volta il grattacielo Pirelli superò questa misura, si trovò un escamotage… Una riproduzione in piccolo della statua della Madonna proprio sulla sommità della costruzione, ora spostata sulla cima del Palazzo Lombardia.

(acci…mi sono accorta in ritardo che questa è una Madonnina INTERISTA!!!! nOOOOO!!!!)