La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Articoli con tag “Giorgio Albertazzi

Oggi, 28 maggio

Volevo scrivere oggi di questa Milano un po’ madrilena, con tifosi che girano per tutta la città, riconoscibili per i colori di sciarpe e magliette: bianche quelli del Real, a righe bianche e rosse (e per questo soprannominati “materassai”) quelli dell’Atletico.

Pure i tram hanno vestito la livrea di questo avvenimento, ed anche sui tabelloni degli orari le scritte sono state tradotte in spagnolo.

20160528_114639

Invece mi trovo a commemorare la scomparsa di un altro grandissimo attore teatrale, Giorgio Albertazzi.

La sua perdita era forse nell’aria, in quanto aveva già 92 anni, ma fino allo scorso anno aveva calcato le scene con “Memorie di Adriano”.

Ed è ascoltando questa voce limpida e chiara che viene spontaneo paragonarlo a tanti “mestieranti” che salgono sì sul palcoscenico, ma non sanno minimamente cosa significhi recitare. È sufficiente ascoltarlo nel monologo de “L’idiota” per apprezzarne in pieno la grandezza…una voce davvero straordinaria, un viso che esprime tanto…

Non racconto qui la sua biografia, è facilmente reperibile su molti siti internet. Basta ascoltare per comprenderne l’arte.

Purtroppo non ho potuto mai ascoltarlo in teatro, ma solo in televisione, negli sceneggiati (quando la televisione di stato forniva davvero un servizio pubblico in fatto di cultura), ma anche in cose più “leggere”, come “Philo Vance” (e di questo ho tutti i dvd 🙂 ).
image


Il Marpione

Ho sempre avuto ammirazione e simpatia per i toscani. Lasciamo perdere i “classici”, come Dante, Petrarca,Boccaccio, Michelangelo, Giotto etc e passiamo ai contemporanei : ho una vera adorazione per Alessandro Benvenuti, mi piacciono Leonardo Pieraccioni e quel povero cristo di Francesco Nuti prima che la malattia lo riducesse molto, molto male… Paolo Hendel, Athina Cenci ed il “vecchietto” Novello Novelli sono anche tra i miei preferiti… Mi è simpatico anche quella faccia da schiaffi di Ceccherini, un pochino meno Panariello, ma ce n’è uno che proprio non digerisco.
Decisamente non sopporto più Roberto Benigni e la sua volgarità che non data da adesso, ma da tanto, tanto tempo, ancora dai tempi di “Televacca”. Ricordo il suo “Inno del corpo sciolto”, i palpeggiamenti alle parti intime di Pippo Baudo, lo sbaciucchiare e brancicare Raffaella Carrà… Tutte cose che mi hanno dato estremo fastidio, specie perché passate sulla televisione pubblica. Quindi nel contesto odierno, tra gli insulti di Grillo, la ribollita toscana Bindi che manda affan… la zarina Rossa Berlinguer ed altre amenità del genere, Benigni ci sta a meraviglia, la classica ciliegina sulla torta.
Un personaggio ritenuto genio, anzi geniaccio, ma le cui uniche performances rimarchevoli sono l’aver camminato sulle spalle altrui alla cerimonia per il ritiro dell’Oscar, e l’essere arrivato sul palco di Sanremo sul dorso di un cavallo bianco con tanto di vessillo sventolante propinandoci pistolotti scontati sull’Unità d’Italia a tutto spiano. Ma chi si crede di essere?
Ed ora tra pochi giorni ci delizierà con la lettura e l”interpretazione della Costituzione, la più bella del mondo…sarà, ma la nostra carta ha anche bisogno di un ritocchino perché ormai mostra tutti i segni dell’età. Ma si sa: noi, popolo bue, dobbiamo essere “educati”, quindi via libera alla lezioncina esplicativa.
Boh, la RAI non può buttar via i suoi soldi in maniera migliore? Si parla di 1,8 milioni di euro, cui aggiungere altri 4 milioni per le 12 serate “Tutto Dante”, alla faccia della crisi ed alla faccia dei “compagni” che sono sempre meno proletari e sempre più capitalisti.
Se la lettura dei versi della Divina commedia ci può anche stare (ma li avete mai sentiti declamare da Gassman, Carmelo Bene o Albertazzi?), la Costituzione…per carità, no…
Personalmente poi non ritengo Benigni neppure un attore (figuriamoci poi un “grande” attore), ma un guitto, un istrione grottesco, una maschera dai tratti volgari e dall’espressione pressocché perennemente imbambolata ….e un marpione estremamente sopravvalutato da pubblico e critica (e forse è stata la critica ad influenzare il pubblico). E se i primi filmetti erano “cosine” simpatiche, molti sono stati i flop, anche al botteghino. Ciononostante, il nostro trova sempre spazi sulla televisione pubblica, e pure a caro prezzo.
Tutto questo, dato che pur non guardando quasi mai la TV, mi fa incavolare e parecchio perché sono una di quelle stupide che paga regolarmente il canone per tutte le scempiaggini che vengono mandate in onda.

Confrontate…

(Intervento rebloggato da quello già postato su Fuga da Polis per acuto attacco di pigrizia)