La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Articoli con tag “genitori

Genitori e figli

Essere genitori è difficile.

Non ci si nasce, ma si diventa ASSIEME ai nostri figli, commettendo a volte anche degli errori.

genitori-e-figliNon me la sento di tirare la croce addosso a quella povera mamma di Lavagna, che deve già confrontarsi con il rimorso di essere stata la causa della morte del figlio per aver chiamato lei stessa la Guardia di Finanza.

L’accusano in quanto è una “madre adottiva”, come se l’aver allevato un figlio per sedici anni non conti nulla.

L’accusano perché, secondo loro, l’uso di marjuana non doveva considerarsi droga.

L’accusano di aver cercato un riscontro mediatico per aver parlato in chiesa della morte del ragazzo davanti alle telecamere, mentre era solo un monito per altri coetanei del figlio a non cedere alle tentazioni della droga e ad avere maggior comunicatività con i propri genitori.

Una madre non si rivolge alle forze dell’ordine per danneggiare scientemente il figlio, ma per salvarlo dalla rovina: pensava certamente che con l’intervento delle forze dell’Ordine, si sarebbe spaventato e non avrebbe più fatto uso di marjuana.

Anche il padre si è autoaccusato di non aver saputo comprendere il ragazzo, interiormente fragile per essere arrivato ad un gesto così estremo.

Noi genitori sbagliamo, sia per troppo permissivismo che per troppa severità. Qualche volta, magari solo per fortuna, ci va bene, ed escono dei bravi ragazzi; altre volte, anche per fattori esterni alla famiglia, invece va male, e non esiste il manuale per diventare genitori perfetti.

Alzi la mano chi non ha mai commesso errori nell’allevare i figli, ma sia sincero nell’ammetterlo.

I genitori perfetti non esistono (e neppure i figli perfetti se è per questo).


giovani…

Bene.

Il Cocoricò, discoteca riminese dove recentemente ha trovato la morte un sedicenne per aver ingerito una pastiglia di ecstasy (per altro comperata a Perugia), dovrà rimanere chiuso per 120 giorni a partire da domani dietro disposizione del questore di Rimini.

Che le discoteche siano luoghi di smercio di sostanze stupefacenti è convinzione condivisa da tanti. Ma allora perché chiudere solo questa discoteca, in questo caso assolutamente estranea al fatto dato che il ragazzo le pasticche se le era procurate nella sua città, e non chiudere anche le altre, visto che il provvedimento indica come causale “fornire adeguata protezione e tutela ai minorenni, particolarmente vulnerabili rispetto ai ragazzi di maggiore età” (opinione discutibile, perché anche molti maggiorenni fanno comunque uso di sostanze nocive con conseguenze deleterie per il loro organismo).

Ma quello che più mi sconcerta, è che certi genitori lascino mano fin troppo libera ai propri figli. Non è ammissibile che tanti ragazzi facciano le ore piccole e ricerchino lo sballo: ci si può anche fidare dei propri figli, ovvio, ma alcuni limiti vanno comunque rispettati. Spesso i ragazzi, anche i più tranquilli, eludono la sorveglianza dei genitori e specie se sono in compagnia compiono atti che normalmente non commetterebbero mai. Molti genitori, o per poca preparazione o per poca disposizione, non affrontano il discorso dei pericoli della droga con i loro figli e demandano il tutto alla scuola, ma come spesso ho scritto, un conto è l’educazione (compito della famiglia) ed un altro è l’istruzione (che spetta invece alla scuola). Chi ci va di mezzo allora sono gli adolescenti, lasciati a volte a se stessi, alle prese con i loro problemi, che trovano complicità e sostegno solo nel “gruppo”, nel quale a volte ci sono soggetti più smaliziati che non possono certo consigliarli per il meglio.

E spesso, come in questo caso, molti giovanissimi trovano una brutta fine.


NO.

Qualche giorno fa, parlavo delle mamme che al supermercato, ma anche in altri luoghi pubblici, permettono ai loro figli di fare di tutto. Sta crescendo una generazione di bambini e ragazzi maleducati ed indisciplinati, tutto perché padri e madri tendono più ad un rapporto di amicizia più che genitoriale, non sanno dire di NO ai loro ragazzi (anche per quieto vivere) e fanno quindi mancare ai ragazzi il senso della famiglia.

Ed allora si assiste al fenomeno del bullismo con il suo corollario di violenza ed aggressività, dell’alcolismo giovanile, delle assenze da scuola all’insaputa dei genitori, di assunzione di droghe.

 

 

Qui in Alto Adige il consumo di alcol è molto elevato tra i giovani, e si sono verificati anche casi di coma etilico tra ragazzini delle medie inferiori.

Certo, c’è modo e modo di dire NO al proprio figlio, non in maniera violenta, ovviamente, però decisa e ferma La famiglia è il fulcro della società, ed i genitori debbono dare l’esempio ai propri figli fin dalla più tenera età, parlando con loro perché imparino a capire quali sono i pericoli che si corrono nella vita e un eccessivo permissivismo può portare a questi comportamenti dannosi.

Ed è importante anche la loro vicinanza, perché altrimenti i ragazzi trovano nell’alcol il coraggio che manca loro, e sostituiscono il gruppo di bulli con la famiglia e nel capo del gruppo quell’autorità che ad essi è mancata. Peggio se, per estraniarsi dalle responsabilità, trovano evasione nell’assunzione di droghe.

Purtroppo genitori non si nasce, si fanno errori, dei quali il peggiore è la differenza del concetto di educazione tra madre e padre, che spesso entrano in contraddizione tra loro. E non c’è nessun libro che possa insegnare a diventare tali….


Figli contesi

I primi colpevoli sono i genitori.

Se il ragazzino di Cittadella è rimasto traumatizzato dall’attacco della Polizia che ha usato metodi alquanto discutibili, è però anche innegabile che certi genitori non pensano al bene dei figli, considerati come “cose” e non come persone. Non per altro la scena dell’intervento è stata interamente ripresa col cellulare dalla zia del piccolo, quasi si aspettasse l’azione violenta. Ma come, “rapiscono” tuo nipote, che si lamenta pure di non poter respirare, e tu continui imperterrita a riprendere la scena? Cosa c’è sotto? Desiderio di esibizione?

Lo stesso dicasi per il padre, presente all’azione, che avrebbe avuto voce in capitolo con l’ispettrice di polizia in quanto genitore, legame parentale invece non riconosciuto per la zia e per il nonno.

Il tutto ha avuto il sapore di una sceneggiata napoletana, solo che in questo caso iI figlio non era “nu piezz’ ‘e core”, e nessuno si curava del trauma che stava subendo.

Non sono in grado di giudicare se il provvedimento di affido al padre, per via della sindrome da alienazione parentale (PAS) sia legittimo o meno…Su Wikipedia addirittura dicono che questa sindrome , teorizzata dallo psicologo Richard Gardner, non sia nemmeno riconosciuta negli ambiti medici. Posso però convenire che in tanti casi di separazione, i figli sono visti solo come arma di

ricatto nei confronti del coniuge soccombente e che spesso il genitore affidatario, con mezzi più o meno leciti, denigra l’altro genitore.

E le istituzioni? Le solite frasi…Siamo rimasti turbati…Esprimiamo profondo rammarico…parole, parole, parole e chi ci va di mezzo, come al solito, sono dei ragazzini incolpevoli.


Genitori

Ascolto le parole di papà Josef Schwazer,  che si assume le colpe per non aver notato le difficoltà del figlio, e ricordo quanto sia difficile il compito dei genitori: quel difficile equilibrio tra indulgenza e severità , quel desiderio di proteggere i figli dai pericoli e la necessità di lasciarli liberi di fare le proprie esperienze, anche se negative, quel volerli controllare con discrezione, senza però sembrare invadenti.

Nessuno può insegnarci ad essere genitori, i manuali sono superflui se non addirittura dannosi, possiamo solo attingere alle nostre personali esperienze, ricordando come si comportavano con noi i nostri genitori comprendendo, a distanza di anni, le ragioni di tanti divieti.

Ciononostante si sbaglia, perché ogni figlio è un caso a sé, si sbaglia per la nostra inesperienza, si sbaglia per un “no” di troppo che scatena a volte la ribellione o un “sì” detto per quieto vivere e far cessare i malumori.

E spesso si sbaglia perché sui figli, a volte, si fanno pesare i nostri stati d’animo, la mancanza di pazienza dovuta a stress o il nervosismo per particolari situazioni… Certo, non è una scusante, però succede, perché anche i padri e le madri sono esseri umani e non santi. Ed adesso vedo che pure mio figlio ricade negli stessi errori… Il cerchio si ripete.