La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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L’arca di Noè

Mi chiedono spesso perché, dopo la morte della gatta,non prendo un altro animale.

Di animali ne ho avuti tanti. Il canarino Roland, che fischiava appena mio padre metteva il berretto perché capiva che avrebbe messo la gabbia sul balcone; il lupo Jack, che mi ha tenuto compagnia nel periodo trascorso a Tubre ed era in pratica il mio unico compagno di giochi; la barboncina Kim che mi ha fatto “acchiappare” tanti amichetti nel periodo dell’adolescenza ed è rimasta con me fino alla nascita del nostro secondogenito; la cavia Margherita, chiamata anche “offerta speciale” in quanto una mattina nella gabbia ci siamo trovati altri 3 piccoli ospiti battezzati Dinamite Bla, Kit Carson e Lucky Joe. Le tartarughine californiane Alfa, Beta, Gamma e Delta, cresciute talmente da non stare più nell’acquario, per quanto grande, da doverle portare al rettilario di Affi, annesso al parco zoo da dove proveniva la gatta Lea, dal carattere “deciso” e selvatico, vissuta 18 anni, con la quale avevo un buon rapporto, ma altrettanto non può dire mio marito, bersaglio delle sue unghiate e morsi.

Ci sono stati anche ospiti più o meno “temporanei”, quali passerotti, criceti e pesci rossi, una quaglia sfuggita al Luna Park, un riccio scampato all’investimento, un corvo giovane che i genitori sono venuti a riprendersi, Otto il merlo cui abbiamo insegnato a volare, Zeus, il cane ribelle che abbiamo ospitato in attesa di trovargli una sistemazione. Ultima in ordine di tempo lei, la dolcissima Lady, sempre in attesa di attenzioni e carezze, che non poteva nemmeno essere definita una gatta, ma la nostra “bambina” pelosa… E poiché è stata davvero unica ed insostituibile, non pensiamo proprio di prendere altri animali. Almeno per ora… Poi, si vedrà.


primavera?

Forse sta arrivando la primavera…
A parte la mia micia che corre come un’ossessa dentro e fuori dal terrazzino di casa, stamattina ho notato un insolito movimento tra le frasche del cipressetto che sta sul balconcino dello studio. Osservando meglio, ho notato un uccelletto piccolo la metà di un passerotto che becchettava tra i  rami. Ho impiegato un bel po’ di tempo prima di realizzare che stavo vedendo, per la prima volta in vita mia, uno scricciolo..così piccino da destare tenerezza…