La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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‘ndemm a tapascià

Ogni tanto ci vogliamo cavare qualche sfizio ed allora, invece di pranzare come al solito, abbiamo deciso: oggi patate fritte! In via Torino c’è la friggitoria di Amsterdam chips… evvai!

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Confezione piccola, media o family? Dato che è il nostro pranzo, via con l’opzione media . Al naturale per me, salsa curry-ketchup per mio marito, uno steccone per infilare le patate mentre si mangia e via! Ci si sente ringiovanire con un bel cartoccione del genere, ma l’appetito non è più quello dei 20 anni… Morale della favola: almeno un terzo del pranzo è finito nel cestino, e mi piangeva il cuore…:'(
Gira e rigira, pur se Milano è grande, si frequentano sempre gli stessi posti, perciò ecco un salto in Galleria e ci attende una sorpresa: Viganò si trasferirà da lì in zona piazza Diaz. Non è molto distante, ma non sarà più la stessa cosa. Ripenso a quante belle cosette ho acquistato in quel negozio, foulards, cappellini, ventagli, molta bella bigiotteria sia per me che da regalare a mia madre, a mia nuora o a diverse amiche.

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Infine un giro in Chinatown, ossia via Sarpi. Anche qui novità. Mentre il Colorificio Sarpi e la storica Cappelleria Melegari resistono, un localino che frequentavamo e che preparava tramezzini e piadine da favola invece ha chiuso ed è stato rilevato, naturalmente, da cinesi.
Qui  in zona, un balconcino con una strana “scultura”.

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La sera poi cena nel ristorante del nostro amico Roberto. Mio marito dice sempre che lì mi sento come a casa grazie alla statua di legno di uno Schutzen.

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Inviato dal Veloce promemoria


Un giretto in galleria…

Lo so, filmini simili girano già da tempo, ma lasciatelo fare pure a me 🙂

Mi scuso sempre per la mia scarsa capacità di “cinereporter”,ma sono alle prime armi 🙂

 


Milano 23 settembre

Il cuore di Milano…

Il Duomo?

Certo, frequentatissimo e fotografatissimo, sempre in manutenzione  -longh come la fabrica del Domm – dal 1386 ( come enuncia una scritta su una piccola lapide murata sulla navata destra) ad oggi (adesso è la volta della guglia maggiore, quella che sostiene la Madonnina).

La Galleria dedicata a Vittorio Emanuele III?

Anche… è il salotto buono della città, un posto dove bere un aperitivo allo storico Zucca, o solo passeggiare sul pavimento decorato da mosaici (famoso quello rappresentante il toro emblema di Torino, dai genitali consumati per l’usanza di pestarci sopra come portafortuna),

anche questi in rifacimento.

Però per me il vero cuore di Milano è palazzo della Ragione, in piazza dei Mercanti, che data dal 1233.

Qui si tenevano le prime riunioni pubbliche, che attestavano l’autonomia del comune di Milano e la sua vocazione al commercio. Nella piazzetta retrostante (imbruttita da un lungo chiosco di giornali e souvenir, che sarebbe da smantellare o almeno da spostare altrove), dove ora c’è un bel pozzo, anticamente era posta la Pietra dei Falliti, una panca di marmo sui quali i rei di bancarotta fraudolenta, a braghe calate, dovevano battere più volte il posteriore, a significare la loro rinuncia a tutti i beni personali. Sempre su un pilastro del palazzo della Ragione c’è un piccolo bassorilievo che raffigura una scrofa semilanuta (medio lanea), dal nome della quale molti fanno derivare l’etimologia di Milano.

Un’altra leggenda narra che nel VI secolo Belloveso, capo dei Galli, trovò una scrofa nella pianura e, seguendo le indicazioni degli oracoli, tracciò la prima perimetria della città di Milano seguendo le impronte della bestiola…

Al Palazzo Reale ci sarebbe una mostra di dipinti di Artemisia Gentileschi, ma viste le belle giornate e dato che la mostra, appena inaugurata, proseguirà fino a gennaio del prossimo anno, abbiamo deciso di rimandare la visita.


Milano 21.05

Un pomeriggio passato in casa… Fa troppo caldo per uscire. Il termometro sull’insegna della farmacia sotto casa alle 15 segna 31 gradi, meno dei 34 di ieri a Bolzano, ma qui la giornata è notevolmente più afosa. Usciamo quindi verso le 18.30, recandoci in centro, affollatissimo. Bimbi, con i capelli che il sudore appiccica su nuca e tempie, che piagnucolano nel passeggini o sbadigliano, con l’aria stravolta, cercando di dormire. Quelli più grandicelli giocano con pistole di plastica che sparano bollicine di sapone iridescenti o si fermano ad osservare, incuriositi, quegli esseri strani che stanno immobili per ore con improbabili costumi da mummia egiziana o cicisbeo settecentesco (con quel caldo…).

Di fronte alla Rinascente un suono di sax … Un anziano seduto per terra con la custodia dello strumento aperta in attesa di ricevere monetine suona “!Summertime”.

Poco più avanti, in piazza Duomo un trio ungherese esegue una czarda con bandoneon, vibrafono e violino, mentre all’angolo di piazza Mercanti un ragazzo, avvolto in un mantello nero con tanto di cappuccio, suona “Moon river”. Da un lato, le consuete camionette delle forze dell’ordine che presidiano la piazza, però manca la solita limousine bianca e lunghissima che usano i cinesi per i loro matrimoni, che si concludono con le foto in Galleria. Dappertutto manifestini elettorali, stropicciati e calpestati, fin nella fontana di san Babila, dove galleggiano mestamente, assieme a tappi di bottiglia e lattine vuote.

Torniamo con la metro per cenare al solito ristorantino. Ressa di gente accalcata, accaldata e sudata… Come si dice, odore di “umanità”. Non vedo l’ora di tornare a casa per una doccia.