La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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6 e 7 giugno

6 giugno

Oggi all’Isola…

Da Tomaso in via De Castilla si gusta ancora una buona cucina milanese con qualche trasgressione lombardo-veneta; è un locale dall’aspetto rustico, ma accogliente, in cui ci si sente quasi come a casa propria.

E l’occasione è buona per vedere come crescono i grattacieli di Expo 2015.

I due costruiti a suo tempo dalla Gae Aulenti sono stati del tutto ristrutturati ed hanno ormai perso la forma originaria.

Ci sono poi i due grattacieli del “bosco verticale di Porta Nuova” di Boeri che, finiti, saranno davvero completamente verdi, con cespugli ed alberi ad ogni piano.

I lavori proseguono a ritmo incessante, i ponteggi brulicano di persone, ma in strada, seduti sull’asfalto, all’ombra di un albero solitario, un paio di muratori si prendono un attimo di sosta mangiando un panino.

Poi sosta al Palazzo Lombardia, ormai definitivamente sede della Provincia. Davanti ad esso sono state messe ben 3 fontane, una serie di collinette bordate da lunghe panchine ed abbellite con varie rocce disposte artisticamente. Nelle vetrate, si rispecchiano le nuvole.

7 giugno

Stamattina abbiamo completato le pratiche per l’esumazione di mio suocero. Sembra strano, ma tra le persone più allegre che ho conosciuto, ci sono appunto due addetti alle pompe funebri, forse per esorcizzare un poco la paura della signora con la falce.

Poi avevamo deciso di mangiare i famosi paccheri da “Anema e cozze” di via Palermo.

Abbiamo quindi fatto una lunga passeggiata da viale Vincenzo Monti (una delle vie dove davvero mi piacerebbe abitare) fino ad arrivare alla nostra destinazione, ma qui abbiamo avuto una sgradita sorpresa. Davanti al locale c’erano infatti una cinquantina di ragazzi (qui a Milano per il concerto di Springsteen di stasera) in attesa dell’apertura, e quindi abbiamo dovuto ripiegare sulla storica pizzeria di Porta Garibaldi in corso Como,

dove, a mio parere, preparano i tranci più buoni in assoluto. All’uscita, un mesto saluto allo Smeraldo… Già , perché a fine mese il teatro chiude definitivamente dopo tante chiusure annunciate e sempre procrastinate. La colpa è del cantiere senza fine per la realizzazione di box interrati che gli sta proprio davanti, e che ha portato ad una diminuzione degli spettatori e quindi degli incassi, senza che il teatro riceva un soldo di finanziamento pubblico.

E ripenso alle belle serate passate qui ad ascoltare i Legnanesi in compagnia di Pierre o di Gibo. Che tristezza…


Largo ai giovani (?)

 

 

Ho fatto a tempo a vedere illuminati l’Ago e Filo antistanti la stazione Cadorna, da dove partono i treni delle Ferrovie Nord. Era un’elaborazione carina, studiata da una giovane studentessa del Politecnico di Genova, Ginevra Formagli.

Solo ci si è messa di mezzo Gae Aulenti, che non è nemmeno l’artefice dell’opera (che è di Claes Oldenburg), in quanto ha solo progettato la sistemazione della piazza, e con un diktat ha subito intimato di levare le luci. E il sindaco le ha dato ragione. Ma personalmente trovavo più carine le luminarie discrete lungo il “filo” che le pacchiane rose rosa sponsorizzate dalla Gazzetta dello Sport che imperversano in tutta la città o la biancheria luminosa stesa da parte a parte in via della Spiga, che fa tanto basso partenopeo e non certo Milano.