La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Le anime belle della sinistra

Post molto lungo.
Ho preso spunto dall’articolo di un giornalista, Emilio Mola, trovato su internet, e mi sono permessa (unica modifica apportata) di numerare i vari punti, ai quali ho risposto seguendo l’ordine.


1 – A voi che non è fascismo se non c’è il fez, la camicia nera, il braccio alzato e il fascio littorio.
2 – A voi che non è xenofobia perché è ironia da stadio e goliardia.
3 – A voi che non è razzismo ma è “un fenomeno” che vale meno di un operaio.
4 – A voi che “ne*ro di merda” non è odio ma è libertà di parola.
5 – A voi che il rispetto dell’altro è “bavaglio”.
6 – A voi che non è dolo ma un cortocircuito dell’impianto.
7 – A voi che non sono naufraghi e disperati, ma invasori.
8 – A voi che non è ignoranza ma genuinità del popolo.
9 – A voi che non è manipolazione delle masse ma è bravura a usare i social.
10 – A voi che non è incitazione all’odio ma comunicazione politica e propaganda legittima.
11 – A voi che non è umanità ma buonismo.
12 – A voi che non è terrorismo psicologico contro “l’altro” ma è selezione dei fatti di cronaca.
13 – A voi che non è nazionalismo ma patriottismo.
14 – A voi che i problemi dell’Italia è colpa loro.
A voi che continuate a fingere di non aver capito, ma avete capito benissimo. Ma fingete, perché vi fa comodo così. Perché tanto non tocca voi. Ma a voi diciamo una cosa. Non ve lo consentiremo.
L’Italia, la sua bandiera, la nostra Patria, altro non sono che la nostra Costituzione. E la nostra Costituzione, scritta e intinta nel sangue di chi ha già dato la vita per voi, traditori della Patria, è democratica, repubblicana, parlamentare e antifascista.
E antifascista non significa che ripudia solo qualsiasi partito o movimento di imbecilli repressi che decida di chiamarsi Fascista. E’ antifascista perché ripudia la guerra, ripudia la violenza, ripudia il razzismo, ripudia il culto del capo, dell’ignoranza, della forza, della disuguaglianza e di quell’insieme di idee criminali e criminogene che ieri chiamavate “fascismo” e oggi mascherate sotto altri nomi.
Da oggi a causa vostra, anche della vostra silenziosa complicità, Liliana Segre vivrà sotto scorta. Un giorno dopo l’ennesimo rogo dei libri. E l’ennesimo “ne*ro di merda”.
Da oggi in Italia un’ebrea deportata 80 anni fa e sopravvissuta ad Auschwitz ha perso di nuovo, di nuovo, la sua libertà. Quando meno lo credeva possibile. Quando credeva d’aver chiuso i conti col passato.
Perché qualcuno vi ha lasciato intendere che oggi potete di nuovo farvi sentire. Che oggi il razzismo non è più un crimine, e non sarà mai una priorità perché “vengono prima altri problemi”. Che oggi l’odio sistematico e organizzato è libertà di espressione.
Ma non ve lo consentiremo.
Sappiate che i vostri “valori” sono contrari ai valori del Paese in cui avete il privilegio di vivere, sono contrari ai valori della nostra Costituzione, della Resistenza, della nostra Patria, dell’Italia. Ne sono il tradimento.
Da oggi tutti siamo chiamati tutti a prendere posizione. O di qua o di là. Non c’è più una zona grigia sulla quale si possa giocare e far finta che sia normale dialettica politica tra partiti che si confrontano nello stesso alveo costituzionale.
Qui ci sono partiti costituzionali e partiti contro costituzionali. L’Italia è sotto l’attacco di un esercito di traditori che vogliono distruggerla e sostituirla con altro. Oggi o si è con l’Italia e la Costituzione e i suoi valori, o si è contro l’Italia e i suoi valori scritti nella Costituzione.
In mezzo non si può più. In mezzo si è solo complici.


Qui di seguito le mie osservazioni.

1 – Peccato che chi è di destra non sia necessariamente fascista, ma possa avere anche idee liberali (e grandi menti liberali, ben 22, tra le quali persone del calibro di Benedetto Croce e  Luigi Einaudi, hanno provveduto a stilare la costituzione).
2 – 3- Peccato che gli insulti a Balotelli non siano per il colore della pelle, ma per la stupidità del personaggio. Ed un operaio che si spacca la schiena lavorando merita senza dubbio più rispetto di un giovanottone viziato e sbruffone.
4 – Peccato che non capiate che non è la parola negro ad essere offensiva, ma quello che gli appiccicate dietro (dire nero di merda sarebbe politicamente corretto?)
5 – Peccato che consideriate le offese solo dal “vostro” punto di vista… Il Piazzale Loreto augurato a Salvini, le offese razziste al senatore Iwobi, le ignobili vignette di Vauro… Ah, no: queste ultime solo solo “satira politica”. Finanche la magistratura ha stabilito che certe offese rientrano nel diritto di critica (?) dei personaggi politici, guarda caso a senso unico. Pure molti ebrei si sono dissociati dalla normativa Segre (nemmeno uno screenshot delle minacce alla senatrice?).
6 – Peccato che a bruciare la libreria non siano stati i fascisti ma spacciatori.
7 – Peccato che chi arriva in barcone poi stazioni qui da noi e vada poi ad ingrossare le fila della malavita. (nemmeno una foto delle torture in Libia? Eppure arrivano tutti con lo smartphone).
8 – Peccato che l’ignoranza del popolo si manifesti solo quando lo stesso non vota come volete voi.
9 – La manipolazione delle masse non è mai a senso unico. Basti pensare al fenomeno Greta, o a quello attuato nelle scuole, e parlo per esperienza diretta di molti, molti anni fa.
10 – vedi al punto 5.
11 – Umanità è aiutare la gente a non essere sradicata dalla propria terra, non costringerla ad imbarcarsi su mezzi fatiscenti ingrassando i trafficanti di esseri umani. Altrimenti vige il vecchio detto ” essere troppo buoni, equivale ad essere fessi”. Mostriamo piuttosto umanità nei confronti dei nostri emarginati, disoccupati, pensionati, disabili.
12 – Non merita neppure confutazione. È sufficiente aprire un qualsiasi giornale alla voce “cronaca”.
13 – il nazionalismo è una ideologia che esalta il concetto di nazione e il sentimento di attaccamento alla propria patria.
La nazione viene intesa come collettività ritenuta depositaria di valori tipici e consolidati del patrimonio culturale e spirituale di un popolo o di un’etnia, risultante di uno specifico percorso storico. [Wikipedia, notoriamente non certo di destra.]
14 – E di chi sarebbe allora la colpa? Ah già, di Salvini, magari tornando indietro di decenni mettiamoci pure Berlusconi. Serve un serio esame di coscienza per vedere cosa ha causato il tracollo dell’Italia.


*Voi non ci consentirete cosa, quando siete i primi a disattendere la Costituzione?
Art. 1 L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro… Ma sono stati persi migliaia di posti grazie a chiusure, dismissioni, delocalizzazioni.
Art. 21 – Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
Ovvio che se vengono riportate offese o falsità si rientri nel campo penale, e non c’è certo bisogno di una commissione per stabilirlo. Quindi il bavaglio volete imporlo voi.
Art. 52 – La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino. Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge. Il suo adempimento non pregiudica la posizione di lavoro del cittadino, né l’esercizio dei diritti politici.
Qui invece si accoglie ogni sorta di gente senza alcun controllo, mentre si vorrebbero schedare quanti interagiscono sui social, e si glorifica una “capitana” che trasborda presunti naufraghi.
* Voi, che tacciate di fascismo qualsiasi idea che non sia conforme alle vostre, e che equiparate la maggioranza degli italiani che vogliono solo sicurezza ad un piccolo manipolo di facinorosi. Gli italiani non mascherano la propria voglia di sicurezza sotto un altro nome: semplicemente hanno fatto capire di non volervi più al governo, e questo vi rode, vi rode assai, e vi mostrate livorosi ma con un aspetto “istituzionale”, del resto non tutti sono come Vauro e compagni.
*Peccato che abbiano sí dato una scorta alla Segre, ma la abbiano tolta al capitano Ultimo, perché lo stato – volutamente minuscolo – (non la Nazione) abbandona a se stessi i suoi figli migliori.
Quello stato che dà briciole a chi si sacrifica, come Vigili del Fuoco e Forze dell’ordine, e paga molto profumatamente i commessi del Parlamento, il cui unico rischio è quello di accompagnare alla porta qualche onorevole “esuberante”.
* Conclusione: felice di essere dall’altra parte della barricata, perché come ho spiegato sopra, chi va contro la Costituzione – che avrebbe anche bisogno di una rinfrescatina – siete proprio voi che vi definite progressisti.


Cattivi maestri

Non seguo i programmi televisivi, però sui siti internet è facile trovare molte notizie.

Mi ha sconvolto vedere quell’insegnante urlare come una forsennata contro le forze dell’ordine, insultandole pesantemente e, non contenta, augurando loro la morte.

Mi domando quale insegnamento possa dare a scuola una maestra ai propri alunni, e se la causa di tante prevaricazioni ed atti di violenza e bullismo che avvengono ultimamente nella scuola non siano dovuti, oltre che al disinteresse dei genitori, anche ai cattivi esempi di certi insegnanti, fortunatamente non molti.

Vedendo il video ed ascoltando le parole della docente, mi sono venute le lacrime agli occhi.

Certamente la “signora” non conosce il lavoro delle Forze dell’ordine, non sa che vita conducano le persone in divisa, che devono fronteggiare bande di esagitati, rischiando la pelle a causa di costoro, non sa che a soffrire sono anche i familiari che aspettano a casa. Parlo a ragion veduta e per esperienza personale: quante volte, durante il periodo del terrorismo o in occasione di qualche manifestazione o di una “semplice” partita di calcio, ho aspettato una telefonata che annunciasse che tutto era andato bene.

La “signora” se ne sta seduta tranquillamente in cattedra (e con ciò non voglio certo sminuire il lavoro di tanti insegnanti coscienziosi), ma sfoga la sua rabbia e la sua frustrazione durante queste manifestazioni. Spero solo che in classe tenga un atteggiamento consono alla sua occupazione.

Certo che far comprendere a certe persone il concetto di DEMOCRAZIA è dura: ognuno ha diritto di manifestare liberamente, tanto più che la manifestazione era stata preventivamente autorizzata.

La “signora” probabilmente non sa neppure cosa fosse il fascismo che dice di combattere, fascismo che impediva di esprimere liberamente le proprie opinioni anche con la violenza, cosa che lei fa, pur definendosi antifascista. Se il”fascismo” è eversione, la prima eversiva è proprio costei, che augura la morte ed ha cercato di forzare il cordone di agenti posti a protezione di un comizio REGOLARMENTE AUTORIZZATO. Quindi, se lo Stato ritiene che questo partito sia legale, autorizzandolo sia a partecipare alle elezioni che a tenere comizi, chi è lei per definirlo “Fascista”? E quale conclusioni potranno trarre i suoi alunni, qualora abbiano visto in televisione il comportamento della loro insegnante?

Sono i cattivi maestri che annientano la democrazia, e questa signora ne è uno degli esempi peggiori.


All’armi, siam “fassisti”

Vorrei capire cosa significa “Libertà di opinione”, così, tanto per sapere.

Su tutti i giornali si parla della vicenda del bagnino “fascista” di Chioggia. Fermo restando che è un’azione di cattivo gusto, però scomodare il prefetto, la Digos ed addirittura i servizi mi sembra un tantino esagerato, calcolando anche i problemi causati dall’immigrazione, che mi sembrano assai più pericolosi.

Però il prefetto di Venezia non sembra dello stesso avviso, ed ha ordinato la rimozione di striscioni e cartelli con la scritta “Ordine, pulizia, disciplina” o la vituperata parola “Patria”. Magari li si potrebbe sostituire con cartelli più consoni, con le scritte “Disordine, sporcizia illegalità” ed altre amenità del genere, però politicamente corrette.

Inciso:

Notare che in quel di Capalbio invece, dove i radical chic non hanno voluto i clandestini, verrà esposta un’opera dedicata ai migranti titolata “La nave della tolleranza”… belle parole, ma fatti niente, perché i migranti, sporchi e cattivi vanno bene su altre spiagge ma non sulla loro, altrimenti la quiete ne risente.

Spiaggia dove ogni tentativo di sbarco sarebbe stato “congelato su quella linea che i marinai chiamano bagnasciuga“. (sappiamo, è la battigia,ma non sottilizziamo troppo 🙂 )

Tornando al dunque, il piddino Fiano ha stilato una proposta di legge richiedente l’introduzione dell’articolo 293bis del CP, per punire chi “propaganda immagini o contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco” prevedendo la reclusione da sei mesi a due anni ed aumentando la pena di un terzo se detta propaganda viene attuata tramite supporti informatici o telematici, quale Facebook, che si era impegnato a contrastare questo fenomeno mentre filmati e post inneggianti all’ISIS e con esecuzioni sommarie continuano tranquillamente a girare in rete.

Il presidente emerito della Corte Costituzionale Mirabelli si è espresso chiaramente, dicendo che quanto proposto da Fiano è incostituzionale perché vieta la libera manifestazione del pensiero, garantita dalla Costituzione, il che è assai diverso dalla “riorganizzazione sotto qualsiasi forma del partito fascista”.

Si obietterà che il fascismo proibiva la libertà di espressione: verissimo, ma c’è una sostanziale differenza.

Mentre il fascismo affermava con fierezza la sua natura di regime e si comportava di conseguenza, Fiano ed i suoi compagnucci della parrocchietta si proclamano DEMOCRATICI, ma agiscono in tutto e per tutto come i loro acerrimi nemici. Inoltre il fascismo è morto e sepolto, mentre il comunismo impera ancora in molte nazioni,Laos, Vietnam, Cina, Corea del Nord e Cuba.

A tutto questo, si aggiunge la boutade della Boldrini che vorrebbe radere al suolo tutti i monumenti del periodo mussoliniano perché, a suo dire, causerebbero imbarazzo ai partigiani (quanti “veri” partigiani sono rimasti?).

Bene, abbattiamo tribunali, ponti, palazzi, stadi, case popolari (incluse quelle dove alcuni esponenti di sinistra abitavano a prezzo agevolato!), gli edifici dell’ex OMNI, eccetera eccetera, case che ancora oggi, se ben mantenute, resistono al tempo, mentre non si può dire altrettanto di quelle costruite successivamente.

Dulcis in fundo: queste sono le priorità del governo?

E i terremotati?

I disoccupati?

L’immigrazione?

Il degrado urbano?

Il debito pubblico?

La corruzione?

Questi problemi possono aspettare…


25 aprile…che Liberazione?

Inizia la manfrina per la celebrazione del 70° anniversario della Liberazione, ed iniziano gli sproloqui, Boldrini in testa, che vuole cancellare la scritta DUX che sta sull’obelisco del Foro Italico.

Cazzo, (stavolta lo dico, e se lo dico vuol dire che sono veramente fuori dai gangheri)…

Queste teste vuote, invece di preoccuparsi dei problemi reali dell’Italia, disoccupazione, recessione, suicidi degli imprenditori che falliscono, immigrazione incontrollata, pericolo di attentati di matrice islamica, si interessano di cose che nulla hanno a che fare con la situazione reale del paese: ed ecco allora la registrazione di matrimoni omosessuali (a loro certamente consentirei tutti i diritti, ma chiamare matrimoni le loro unioni mi sembra davvero eccessivo), educazione gender nelle elementari, denominazione al femminile di tutte le professioni (cara Boldrini, studiati piuttosto la grammatica) ed ora anche la cancellazione delle scritte sui manufatti dell’epoca fascista, come se martellando le incisioni sui monumenti si possa far sparire con un colpo di spugna la storia. Ignoranza ed arroganza galattica, che si accompagnano molto bene.

E sempre a proposito di storia, quella recente intendo, perché 70 anni non sono poi un’eternità, non vedo perché ci debba essere il reato di apologia del fascismo e non quello di apologia del comunismo.

Sulla bacheca di un corrispondente di FB ho intrattenuto una fitta conversazione a tale proposito, sostenendo che TUTTI i regimi si assomigliano, in quanto una volta raggiunto il potere per prima cosa limitano le libertà individuali e si liberano degli avversari in modi più o meno leciti.

La risposta è stata che il fascismo lo abbiamo provato, ed il comunismo no, ma che sono cose assai differenti e che il PCI era molto diverso dal PCUS, che semmai chi si liberava degli avversari politici era lo stalinismo e non il comunismo. (Forse mi sfugge qualcosa: sta a vedere che Stalin sotto sotto era un nazifascista!)

Beh, ho obiettato, chi ci dice che se nel 1948 le elezioni fossero state vinte dal Fronte Popolare l’Italia non sarebbe stata uguale alla Jugoslavia o agli altri paesi del blocco comunista? Oppure l’idea che l’italiano medio ha del comunista nostrano è quella del sindaco Peppone?

Non dimentichiamo poi che il Migliore (migliore de che?) aveva la cittadinanza sovietica

“È motivo di particolare orgoglio per me l’aver abbandonato la cittadinanza italiana per quella sovietica.
Io non mi sento legato all’Italia come alla mia Patria, mi considero cittadino del mondo, di quel mondo che noi vogliamo vedere unito attorno a Mosca agli ordini del compagno Stalin”

È motivo di particolare orgoglio aver rinunciato alla cittadinanza italiana perché come italiano mi sentivo un miserabile mandolinista e nulla più. Come cittadino sovietico sento di valere diecimila volte più del migliore cittadino italiano ”. 

Togliatti ebbe anche delle responsabilità nell’occupazione russa in Ungheria del 1956 e nella condanna a morte di Imre Nagy, avendo votato unitamente ad altri leader comunisti a favore della pena capitale dello statista magiaro.

Lo stesso Napolitano aveva plaudito l’intervento russo in Ungheria

« Il compagno Giolitti ha il diritto di esprimere le proprie opinioni, ma io ho quello di aspramente combattere le sue posizioni. L’intervento sovietico ha non solo contribuito a impedire che l’Ungheria cadesse nel caos e nella controrivoluzione ma alla pace nel mondo. »

Solo nel 2006, nel cinquantenario della rivoluzione, Napolitano rese omaggio alla tomba di Nagy ed al sacrario dei caduti ungheresi, ma alcuni superstiti dichiararono apertamente che quella operazione era solo tardiva ed inopportuna.

E questi sarebbero i comunisti italiani: quanta differenza da quelli russi?

Io ho in odio TUTTI i totalitarismi, tutti quei movimenti, tutte quelle ideologie che limitano la libertà delle persone, ed anche il momento che stiamo vivendo attualmente giorno per giorno sta limitando la nostra indipendenza, controllando, vietando, proibendo, censurando.

Mi chiedo allora cosa ci sia da festeggiare in quella data…


Democrazia

Democrazia

Discussione su Facebook con un tale che asseriva che la Boldrini fosse figlia del famoso Comandante Bulow.

Confesso: a suo tempo pure io avevo dato credito a questa notizia e a tal proposito avevo anche scritto un post a marzo di questo anno, rettificandolo successivamente appena mi sono accorta che la notizia era fasulla.

Il tizio in questione, quando gli ho mostrato gli estremi dell’inesattezza di quello che aveva scritto, prima si è detto orgoglioso di essere sempre stato fascista e poi mi ha apostrofato con l’epiteto di sporca zecca comunista.

Ebbene: l’accusa non mi tocca, anzi mi scivola addirittura via in quanto comunista non lo sono.
Ho ribadito solo che comunismo e fascismo molto hanno in comune (non per altro Mussolini proveniva dal socialismo).
Ambedue sono regimi totalitari, ambedue si reggono su una struttura rigidamente gerarchica dove si fa carriera non tanto per le proprie capacità ma per l’acquiescenza e l’accondiscendenza nei confronti dei superiori, ambedue hanno una burocrazia elefantiaca, ambedue sono la negazione della libera iniziativa e della libera impresa, ambedue hanno una polizia politica che spia il movimento di ciascun cittadino.

Caspita… ma allora in che epoca viviamo adesso? Possiamo ancora parlare di democrazia?


Inviato dal Veloce promemoria


punti di vista

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Adesso mi prenderò della berlusconiana, e non lo sono, o della fascista, men che meno. Sono semplicemente anticomunista. Stop.

Tutti a scandalizzarsi della frase di Berlusconi che, pur esecrando giustamente le leggi razziali, ha riconosciuto che Mussolini qualcosa di buono l’aveva fatto.

L’OMNI per la tutela della maternità e dell’infanzia, fu una creatura del fascismo, come pure l’istituzione delle colonie marine per i bambini. Le bonifiche dei territori malarici pure, e sempre nel ventennio fu incentivata l’edilizia popolare, fino alla creazione di interi quartieri (Bolzano ne è un esempio) se non di intere città, Latina, già Littoria, testimonia ciò. Anche i sindacati trovarono il loro germe iniziale nelle corporazioni. Fu promossa pure l’istituzione dell’assicurazione per la malattia l’invalidità e la vecchiaia ed il sussidio di disoccupazione, mentre per l’istruzione venne varata la riforma Gentile e promossa la lotta all’analfabetismo.

Se un appunto deve essere mosso, forse è quello del momento scelto da Berlusconi, una giornata che doveva essere dedicata interamente al ricordo delle vittime dell’Olocausto (e mi viene una gran rabbia al pensiero che, nonostante le testimonianze, ci sia ancora gente che neghi questo sterminio).

Ma che le critiche peggiori vengano da una certa sinistra, dove hanno allignato personaggi come Stalin, Castro, Pol Pot e gente simile che si è macchiata di genocidio, fa riflettere quanto poca memoria storica ci sia in certe menti pervase dalla faziosità.

E che il comunismo non sia del tutto morto, lo si è visto durante il funerale di Prospero Gallinari: ex brigatisti, ex terroristi (ops… Compagni che sbagliano), con tanto di pugni alzati, bandiere rosse (alcune con falce e martello, altre con la stella delle BR) e cori, una vera e propria manifestazione politica a favore della lotta armata. Ma si sa, l’apologia del fascismo è reato, quella del comunismo no!

Ah, poi sono i “compagni” che non perdono occasione per sfilare con la kefiah a favore dei palestinesi contro Israele…

Nemmeno una parola invece da parte dell’ex camerata Fini che a suo tempo elogiò Mussolini come grande statista, per definire poi il fascismo come il male assoluto. Però sappiamo che lui va dove lo porta la cadrega…


Libertà di espressione

 

Da “il Giornale” di oggi, cronaca di Milano….

Scusatemi, i compagni non vogliono che parli con voi. È con un certo imbarazzo che Piero Sansonetti (ex direttore di Liberazione, ex condirettore dell’Unità) scrive ai militanti di Forza Nuova per declinare l’invito a partecipare al loro dibattito. Il giornalista avrebbe dovuto prendere parte a un confronto su fascismo e antifascismo, programmato per stasera, assieme al leader del movimento di estrema destra, Roberto Fiore. Ma ieri, alla vigila della conferenza, ha inviato una lettera, per chiedere scusa e comunicare la sua assenza. «Scusate per la decisione tardiva – scrive – ma è inevitabile. Per me è una sconfitta». In sostanza, i suoi gli hanno dato contro. Addirittura il «Fatto quotidiano», nella sezione blog, se ne è uscito con un appello dal titolo: «Forza Nuova no! Sansonetti ripensaci». Insomma, proprio i «compagni» che chiedono confronto, tolleranza, libertà di pensiero e di parola a ogni manifestazione spronano il giornalista a non mischiarsi «con i fasci». Come a dire: va bene il dibattito, ma solo tra noi che la pensiamo alla stessa maniera. Non certo nella tana del nemico.
Il sottotitolo della conferenza organizzata da Forza Nuova nella sede di piazza Aspromonte è «solo per chi non ha pregiudizi, per chi non teme il confronto e per chi non ha paura delle idee». Un invito declinato all’ultimo momento suona come un pregiudizio. E invece l’incontro, senza dubbio controcorrente, sarebbe stato l’occasione per un dibattito politico, magari costruttivo. «La libertà di pensiero è un valore assoluto – si legge nel blog del Fatto Quotidiano -. A Piero Sansonetti però forse è sfuggita la situazione di mano perché parteciperà a un incontro con il neo fascista Roberto Fiore».

Carissimi,
mi dispiace molto, ma non sarò alla vostra iniziativa di venerdì. Anche se so benissimo che l’avevamo concordata insieme.
Non ci sarò per una ragione molto semplice: tutti i miei amici, i miei compagni, i miei fratelli – tutti, proprio tutti – mi hanno detto in queste ultime ore che non devo andare. Sapete, a me piace fare le battaglie minoritarie. Non sono mai stato in maggioranza in vita mia. Però, una cosa è essere minoranza, anche piccola minoranza, una cosa diversa è sentirsi assolutamente solo. Penso che talvolta bisogna avere l’umiltà di pensare: «Forse sono io che sbaglio». E di considerare l’ipotesi che l’anticonformismo, quando è assolutamente isolato, diventa goliardia.

Carissimi, mi dispiace per i danni che vi creo con questa mia decisione così tardiva. Ma è inevitabile. Per me è una sconfitta: in politica esistono le sconfitte, anche se in genere le si nega. Resto convinto che il dialogo sia l’unica forma civile di rapporto tra esseri umani. Il dialogo con tutti. Tutti. Penso che prima o poi riusciremo a riprendere il dialogo anche con Voi.
Vi faccio gli auguri di buon lavoro. In bocca al lupo.
Piero Sansonetti


150 e Sanremo

Con tutti i problemi che ci assillano, stanno dividendo l’Italia su una questione importantissima: al Festival di Sanremo, per “celebrare” i 150 anni dell’unità d’Italia verranno eseguite 2 canzoni commemorative, quali “Bella ciao” e “Giovinezza”…

Premesso che non ho mai visto festeggiare i centocinquantenari (a memoria ricordo solo le commemorazioni secolari), ma che ci azzeccano queste due canzoni con il 1861? E poi in che ordine cantarle, senza scatenare una guerra civile? Ancora… Che ci azzeccano con una competizione canora di tipo molto “leggero”, talmente leggero da essere diventato addirittura evanescente, visto il progressivo calo di ascolti? Inoltre, a ben ragionare, la vera unità d’Italia si è verificata dopo la fine della prima guerrra mondiale, o ci vogliamo dimenticare di Trento (e Bolzano) e Trieste?

Concludendo, Giovinezza mi fa pensare ai ragazzi della Repubblica di Salò che, coerenti con le proprie idee, andarono a morire per un’ideale, giusto o sbagliato che fosse; Bella ciao ad un partigianismo che, senza nulla togliere ai meriti della Resistenza, si macchiò di episodi oscuri quale l’eccidio di Porzus ed alle vendette perpetrate nell’immediato dopoguerra, specie nel “triangolo rosso”: ognuno ha i propri scheletri da nascondere… E forse sarebbe il caso di soprassedere all’esecuzione delle due canzoni e limitarsi a questionare se la Canalis sia migliore di Belen o viceversa!