La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Finalmente

Finalmente è finito.
Parlo di Expo 2015 che, nato per un nobile scopo, “Nutrire il pianeta”, si è  trasformato in una manifestazione più folkloristica che altro, oppure di promozione turistica dei vari paesi partecipanti, ed è per questo motivo che mi sono rifiutata di visitarla.
C’è da dire che Milano ha beneficiato da questa esposizione: per anni è stata un enorme cantiere, trasformando l’area incolta e disastrata delle ex Varesine  in una sfilata di grattacieli scintillanti che ho praticamente visto nascere.
Ne ha beneficiato la Darsena, davvero rinata a nuova vita, ora un vero gioiellino.
Ne hanno beneficiato i trasporti,  con le nuove, bellissime carrozze, anche se delle due nuove linee previste ne è stata messa in funzione, e pure parzialmente,  solo una (la Lilla, totalmente automatizzata senza conducente… straordinario salirci sopra). Pure i tram: molti binari sostituiti con l’eliminazione,  purtroppo, del classico pavè, sostituito dall’asfalto ma con il riammodernamento di varie carrozze. E non parliamo della Zona City Life con piazza Giulio Cesare tornata ancora più bella di prima.
Però molto resta ancora da fare, specie nelle periferie.  Se le cose belle sono merito della precedente amministrazione che ha combattuto per poter ospitare l’Expo, questo attuale governo cittadino si è fatto bello del lavoro e sudore altrui, con un sindaco che girava sorridente e tronfio  ad inaugurare le opere volute e create da altri. E per le periferie ha solo peggiorato la situazione, permettendo nuovamente  l’insediamento di campi nomadi. Inoltre, a parte poche parole di ringraziamento,  Letizia Moratti non è nemmeno stata invitata.
Non parliamo poi del maggiore sponsor di questa manifestazione, grande amico dell’attuale premier .
Mi sarebbe rimasto solo un rimpianto per non aver visitato la mostra: non aver visto l’Albero della vita, ed ero rimasta dispiaciuta alla notizia che sarebbe stato smantellato in quanto costava troppo mantenere  il software , e credevo che sarebbe andato a finire in Cina o in qualche Emirato (in effetti mi sono sbagliata di poco, in quanto questi paesi hanno richiesto delle copie ). Poi si era fatta avanti Roma… con tutti i guai finanziari che ha? Sarebbe stato come se la Torre Eiffel, anch’essa eretta in occasione di un’Expo,   fosse stata smontata a Parigi e rimontata  a Lione o Marsiglia!
Invece la bella notizia: Padiglione Italia e Albero restano dove sono  e saranno nuovamente agibili e visibili in primavera… Basta solo aspettare  qualche mese.

 


Prezzemolino

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Ricordo quando una certa parte politica protestava con veemenza per l’eccessiva presenza di Silvio Berlusconi nei vari servizi dei telegiornali nazionali o nei programmi di Bruno Vespa. Quelle però erano apparizioni sui canali di informazione ed a carattere istituzionale. Ma in sole ventiquattro ore  Renzi invece ha battuto tutti i record, sembrava l’apparizione della Madonna.

Prima ce lo siamo trovati a Cernobbio, dove ha snocciolato le sue solite cifre della ripresa economica italiana, puntualmente smentite dalla casistica dell’ISTAT e della CGIA di Mestre; probabilmente ad applaudirlo c’erano solo i 209 (im)prenditori che avevano firmato il manifesto a suo favore pubblicato sul Corriere della Sera.

Poi la cronaca del premier a Monza, dove è andato ad omaggiare quella vecchia cariatide di Bernie Ecclestone (quest’ultimo tanto preso dall’accaparrare soldi che non vede l’ora di cancellare il Gran Premio d’Italia per cederlo a cinesi ed arabi, notoriamente più propensi a sganciare denaro (*). E qui altra nota dolente: la regia RAI non solo interrompeva la trasmissione con la pubblicità (alla faccia del canone che incassa), ma spesso tralasciava la corsa, incluso un sorpasso interessante, per inquadrare la sua bella faccetta con tanto di cuffie, relegando le immagini dalla pista in un quadratino insignificante.

A seguire, ecco il Matteo nazionale alla festa dell’Unità, dove ha fatto la sua propaganda pro-immigrazione sfruttando l’immagine del piccolo Aylan: chissà che dirà quando verrà a conoscenza della frase di Angela Merkel che in Germania accoglierà solo i profughi siriani e ricaccerà indietro tutti gli altri che non hanno queste caratteristiche, incluso i migranti “economici”. E poi, caro Renzi, chi non è della tua idea sarà anche una “bestia”, ma che dici delle cooperative rosse, alla cui presidenza c’era fino a poco tempo fa il ministro Poletti, che hanno lucrato vergognosamente sulla pelle dei clandestini, in comunella con loschi faccendieri e perfino con i mafiosi? Come li definiresti?

Infine eccolo approdare all’Expo, dove ha accompagnato Bono, degli U2, che pure ha fatto la sua filippica pro-immigrazione.

Che Matteo Renzi parli tanto è anche naturale: con la questione immigrazione ha praticamente proseguito la sua campagna elettorale, iniziata qualche giorno fa con la ridondante promessa che abolirà le tasse sulla prima casa. (IMU e TASI). E qui mi viene da ridere: quando Berlusconi parlava di abolizione delle tasse sulla prima casa, il PD insorse, considerandolo un regalo “ai ricchi”. Bene, chi acquista la prima casa solitamente si accolla mutui pluriennali – nel mio caso sono stati solo 10 anni, ma c’è gente che si indebita per 20 o 30 anni – non pesa sulle casse degli enti pubblici che hanno per attività l’edilizia abitativa agevolata, e deve ancora pagare per la propria abitazione considerata “reddito”? Adesso il pinocchio fiorentino promette, ma chissà se manterrà, e tanto nessuno ormai gli crede più.

* lasciamo ai cinesi il Gran premio dei riksciò ed agli arabi quello a dorso di dromedario.