La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Epifania…tutte le feste porta via.

E così anche queste feste sono terminate.

Basta con le abbuffate di pandoro e panettone, basta sgranocchiare torrone, basta caffè corretto con l’anice – una tradizione tramandatami da mio padre – basta con i film di Natale.

Nell’ordine, abbiamo visto, per l’ennesima volta, Miracolo nella 34^ strada (l’originale del 1947), La vita è meravigliosa, Bianco Natale, National Lampoon’s Christmas Vacation, Bufera in Paradiso, Natale in affitto, Polar Express, L’appartamento (questo è dedicato alla fine dell’anno per via della scena finale) SOS fantasmi, Canto di Natale di Topolino, La più bella storia di Dickens, Fuga dal Natale, Babbo bastardo e, questa sera, c’è in programma La banda dei babbi Natale.

Poi ritorneremo a guardare i “soliti” film (abbiamo una sfilza di horror per smaltire il miele 🙂 )

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Epifania…tutte le feste porta via…

Come ha scritto in un suo post un blogger a me caro, finalmente Natale, e con esso anche le feste seguenti, è passato, portandosi dietro tutta la sua follia consumistica, anche se quest’anno è stata sottotono per via della crisi.

Natale ha perduto nel tempo quell’aura di spiritualità che permeava anche chi non è credente, per trasformarsi in una sfrenata corsa agli acquisti. Basta con i mercatini, che da me si chiamano Christkindlmarkt – ossia mercato di Gesù bambino, quel Gesù che scaccerebbe tutti i mercanti -, basta con i jingle commerciali che hanno sostituito “Adeste fideles” o i canti tradizionali, basta con gli orpelli luminosi made in China (che ne sanno loro del Natale?), basta con le sfacciate pubblicità televisive.

Tutto questo perché il Natale “commerciale” dura troppo tempo. Anni addietro c’era solo la domenica d’oro, poi si è aggiunta quella d’argento per arrivare infine ai negozi aperti tutte le domeniche sin da novembre: un’esagerazione. Addio ai regali “poveri”, quali il maglioncino che la mamma sferruzzava alla sera tardi, ed ai regali “utili”. Oggi, per praticità, si compra tutto già preconfezionato: più costoso, ma anche più veloce.

Basta anche con l’esaltazione della bontà solo in quel giorno, al pranzo offerto ai poveri e servito da personaggi altolocati che per l’occasione, si trasformano in camerieri, mentre durante l’anno mangiano, e come mangiano (ogni riferimento alle cozze è voluto)…

Ovvio che il “finalmente” si estenda anche al Capodanno, con tutte le ostentazioni che lo caratterizzano, incluse quelle culinarie. Ed oggi, “finalmente”, è l’Epifania…si disfa l’albero ( io ne ho due, quello vero, piccolo, in vaso, sul terrazzino, decorato con fiocchi e meline rosse, e quello sintetico all’interno, con ornamenti argento ed azzurri), si toglie la decorazione dalla porta di casa, si tira un sospiro di sollievo perché lo stress delle prossime festività è distante circa un anno…


Epifania…

…tutte le feste porta via.

Oro, incenso e mirra..doni regali certo, ma che se ne fa un neonato? Si sa, rappresentano la regalità di quel bimbo che era nato, ma erano di poca utilità…

Beh, non ho mai capito perché i tre re Magi portassero simili doni ad un neonato. Con maggior senso pratico, tre regine Maghe avrebbero portato latte in polvere, omogeneizzati, una scorta di pannolini ed un passeggino col seggiolino estraibile da adattare alla soma dell’asinello…

Finito lo scherzo.

Allora dicevo… Epifania…

Si mangia l’ultimo panettone, si disfa l’albero di natale, riponendo gli addobbi per il prossimo anno e lo stesso con le statuine del presepe, si spengono le luminarie.

Se c’è una cosa che mi fa propendere per gli alberi di plastica, è proprio il giorno dell’Epifania. Per le strade innumerevoli abeti, alcuni ancora con qualche filo argentato tra i rami, in attesa che l’apposito servizio d’asporto venga a ritirarli per portarli al centro riciclaggio. Altri tempi, anni fa, quando l’abete, dopo aver profumato la casa con il suo aroma di resina, veniva bruciato nella stufa di casa e mescolava questa essenza a quello delle bucce delle arance poste sul ripiano arroventato. Era una fine degna di questo albero, che ora invece viene triturato per farne chissà che, forse pacciamatura, forse compost…  


Epifania

Rimosse le luminarie, disfatto l’albero, mangiata l’ultima fetta di panettone…

Non più profumo di lebkuchen speziati per casa,

o di cannella e chiodo di garofano per il vin brulè o dell’anice nel caffè della mattina, davvero con l’Epifania le feste sono finite….