La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Articoli con tag “educazione

Educazione

Quando ero bambina, c’erano ancora molte persone, per lo più uomini anziani, che sputavano per terra. Era una consuetudine schifosa, per nulla igienica, mal tollerata e punita con varie multe, tanto che in vari luoghi venivano apposti cartelli attestanti il divieto di sputare per terra.
Alcune targhe sono visibili ancora oggi a Milano sui vecchi tram Carrelli 28.


Ci sono voluti anni e, grazie principalmente all’educazione nelle scuole, questa cattiva abitudine era finalmente scomparsa.
Adesso, con l’arrivo delle “risorse” (quelle che, per intenderci, dovrebbero pagarci le pensioni), sono ritornate le persone che sputano per terra, con quali conseguenze per l’igiene e la salute è facile immaginare.
E non è nemmeno ipotizzabile ripristinare le multe… tanto non le pagherebbero comunque.


Inviato dal Veloce promemoria


Donne

Come donna, mi vergogno di certe donne.
Parlo di nonne, zie e soprattutto madri che per negligenza o, peggio, per connivenza non hanno saputo o voluto proteggere bambini inermi dalle violenze dei mostri che spesso condividevano il loro stesso letto.
Mi chiedo dove sia finito il senso materno che spesso spinge una donna fino al sacrificio pur di salvaguardare il proprio piccolo.
Ma nel contempo guardo all’ambiente in cui queste madri, nonne e zie sono nate e cresciute: educazione dei maschi al rispetto per le donne ZERO; solamente sottomissione al maschio di casa, altrimenti violenze. Non le giustifico, sia chiaro, le ritengo complici di queste efferatezze, però le considero al contempo colpevoli e vittime di un ambiente caratterizzato dal degrado e dall’ignoranza.
Confronto poi quanto sta succedendo in questo periodo: la donna è sempre considerata quale istigatrice degli stupri per il suo comportamento, per il suo atteggiamento, per il suo abbigliamento. Ed a questo vorrebbero abituare noi donne, a non “provocare ” nemmeno con uno sguardo, adeguandoci ad una cultura (?) che stiamo importando a colpi di mille sbarchi al giorno.


Inviato dal Veloce promemoria


giovani…

Bene.

Il Cocoricò, discoteca riminese dove recentemente ha trovato la morte un sedicenne per aver ingerito una pastiglia di ecstasy (per altro comperata a Perugia), dovrà rimanere chiuso per 120 giorni a partire da domani dietro disposizione del questore di Rimini.

Che le discoteche siano luoghi di smercio di sostanze stupefacenti è convinzione condivisa da tanti. Ma allora perché chiudere solo questa discoteca, in questo caso assolutamente estranea al fatto dato che il ragazzo le pasticche se le era procurate nella sua città, e non chiudere anche le altre, visto che il provvedimento indica come causale “fornire adeguata protezione e tutela ai minorenni, particolarmente vulnerabili rispetto ai ragazzi di maggiore età” (opinione discutibile, perché anche molti maggiorenni fanno comunque uso di sostanze nocive con conseguenze deleterie per il loro organismo).

Ma quello che più mi sconcerta, è che certi genitori lascino mano fin troppo libera ai propri figli. Non è ammissibile che tanti ragazzi facciano le ore piccole e ricerchino lo sballo: ci si può anche fidare dei propri figli, ovvio, ma alcuni limiti vanno comunque rispettati. Spesso i ragazzi, anche i più tranquilli, eludono la sorveglianza dei genitori e specie se sono in compagnia compiono atti che normalmente non commetterebbero mai. Molti genitori, o per poca preparazione o per poca disposizione, non affrontano il discorso dei pericoli della droga con i loro figli e demandano il tutto alla scuola, ma come spesso ho scritto, un conto è l’educazione (compito della famiglia) ed un altro è l’istruzione (che spetta invece alla scuola). Chi ci va di mezzo allora sono gli adolescenti, lasciati a volte a se stessi, alle prese con i loro problemi, che trovano complicità e sostegno solo nel “gruppo”, nel quale a volte ci sono soggetti più smaliziati che non possono certo consigliarli per il meglio.

E spesso, come in questo caso, molti giovanissimi trovano una brutta fine.


Germania

Come ogni anno, al solito, qualche giorno in Germania.
Siamo ritornati ad Erlangen prossima a Norimberga. Qui ci rilassiamo : ordine, pulizia, tranquillità, cortesia ed educazione.
Tanto per evidenziare una cosa, Maroni sui nostri treni ha chiesto, giustamente, che vengano messi soldati armati per evitare che succedano ancora casi di violenza nei confronti di dipendenti delle ferrovie e dei passeggeri.
Qui il controllo sui vagoni viene effettuato da personale femminile, cortese e disponibile.
Ripeto ancora una volta che sono stanca di vedere l”Italia ridotta ad una pattumiera ed ad un covo di delinquenti, per necessità o per inclinazione.
Norimberga ha il suo quartiere a luci rosse : ci siamo capitati per caso cercando un ristorante tipico.
Lungo la Frauentormauer ad un certo punto alcune “signorine” in abbigliamento intimo, affacciate alle finestre, come già avevamo visto sia ad Amburgo che ad Amsterdam.
Posti pubblicizzati con cartelli dalle scritte esplicative (Bordell mit Biergarten :)).
Niente adescamenti per le strade, ma tutto alla luce del sole, ma senza l’ipocrisia nostrana di voler “cancellare ” la prostituzione semplicemente col fatto di abolire le case chiuse lasciando le donne sulla strada esposte a vari pericoli e sottoposte alla schiavitù dei papponi.


Inviato dal Veloce promemoria


Educazione

Un recentissimo post di Giancarlo che, partendo dalla monnezza, si poneva il problema dell’educazione civica, mi ha riportato alla mente due episodi.

Il primo: Copenhagen, autunno 1994.

Visitavamo Rosennborg, con i nostri 2 figli, ragazzini allora, e c’erano con noi anche delle scolaresche danesi, alcune di bambini davvero piccoli. Premetto che in Danimarca viene dato loro molto spazio, tantoché per poter vedere meglio la corona reale, esposta al centro di una stanza in una teca di vetro, era stata allestita una scaletta per i più piccini.

Tra i tanti tesori esposti c’erano anche cristalli e porcellane, senza alcuna protezione. Gli insegnanti spiegavano ed i bimbi, composti ed in silenzio, guardavano senza toccare nulla, limitandosi ad indicare qualcosa se volevano ottenere delle spiegazioni. Finita la visita, nel cortile del castello, si sono messi a giocare come tutti i bimbi del mondo, ed hanno consumato la merendina. E tutti, ma proprio tutti, sono andati a gettare le carte e gli avanzi nei cestini appositi. Parlo di bambini di 5 o 6 anni… Questa è educazione.

Secondo episodio:

Alpenzoo di Innsbruck, forse tre anni fa, dove abbiamo portato la nipotina. Gabbie di uccelli con cartelli che riportavano istruzioni in varie lingue, tra le quali naturalmente l’italiano, che invitavano a non disturbare i volatili, essendo il periodo della cova. Scolaresca romana in gita, sguaiata e maleducata, con quattro insegnanti che si facevano gli affaracci loro mentre i ragazzi battevano sui vetri delle voliere costringendo i custodi ad intervenire… Identico comportamento presso la vasca dei castori, dove i più “intraprendenti”, nonostante il divieto, immergevano le mani o, peggio, tiravano pigne.


Nonostante fossero stati redarguiti, pur cessando le molestie agli animali, hanno continuato a ridacchiare e a fare chiasso… Io,essendo italiana come loro, mi sarei sprofondata…