La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Due stelle di meno

In un solo giorno, l’addio a due grandi del teatro milanese.

Andrea Brambilla,che tutti ricordano come il commissario Zuzzurro, (Cel’ho qui la brioche!) sempre in compagnia del fido Gaspare (Rino Formicola), che tra l’altro era anche suo cognato, un duo che sia in televisione che in teatro ha fatto ridere molti della mia generazione, iniziando sulla RAI con “Non stop”,e “La sberla”, ma acquistando notorietà con il Drive In prima e con Emilio poi, trasmessi su Canale 5… Personaggio, Zuzzurro, con battute stralunate, con una sequenza di parole scollegate tra di loro ma che lui snocciolava alla perfezione, l’una dietro l’altra…

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E Piero Mazzarella, interprete di tantissime commedie in dialetto meneghino, pur essendo di padre siciliano e nato a Vercelli, ma con una intera vita passata a Milano. Telemilano, che diventerà poi Canale 5, inizialmente si fece conoscere dal pubblico trasmettendo le sue commedie, interpretate da lui, spesso in coppia con quello che Mazzarella chiamava “mio fratello”, ossia Rino Silveri che ne era anche l’autore. Commedie a volte allegre, a volte con un fondo amaro, come è spesso la vita, sempre con una morale. Peccato che la televisione di stato lo abbia sempre ignorato, mentre la rete ticinese ha sempre mandato in onda le sue opere, incluso quelle con il personaggio di Tecoppa, creato da Ferravilla, che può considerarsi il precursore di Mazzarella, mentre come successore purtroppo non può essere citato nessuno, e di questo l’attore si crucciava assai.

Due grandi…


Divagazioni un po’ sconnesse

Mentre la chiesa si dimostra incongruente con le sue aperture a certi partiti che tutto seguono meno che la morale cattolica, considero anche la contraddittorietà del comportamento di certe vetero-femministe che negli anni 70 sfilavano al grido “L’utero è mio e me lo gestisco io”, che propagandavano l’amore libero e la depenalizzazione dell’aborto, ed ora, nei riguardi delle veline berlusconiane, si comportano come tante beghine baciapile, rispolverando la dignità della donna. Premetto che sono per la libertà di coscienza di ciascuno, uomo, donna o “altro” che sia. Se qualcuno/a vuole liberamente prostituirsi, non l’approvo ma sono affari suoi. Sono sfavorevole all’aborto, da attuarsi solo in casi molto particolari (violenze o malattia), ma solo perché ci sono ormai metodi anticoncezionali della più ampia varietà, mentre l’interruzione volontaria della gravidanza sembra diventato un comodo alibi per permettersi trasgressioni di ogni genere…tanto c’è l’ ospedale o la RU486… . Educazione sessuale nelle scuole? Certo, ma ai professori, perché a vedere i filmini scaricati in rete sembra che i ragazzi di oggi abbiano più da insegnare che imparare. Non predico la castità o l’astinenza monacale, dato che la verginità al giorno d’oggi è più un peso che una virtù, e trovo anche opportuno che ciascuno possa fare delle esperienze, ma un po’ di cautela non guasterebbe…non serve certo saltare con disinvoltura da un letto all’altro, tanto più che tutto va a discapito di una completa esperienza che coinvolga anche il sentimento e non solo il sesso in quanto tale.

Penso anche ad un ex-presidente emerito, gran cattolico che parteggia per queste vetero-femministe…già, perché lui, a suo tempo schiaffeggiatore di una dama un po’ troppo scollata e fermo assertore dell’indissolubilità del vincolo matrimoniale, ora scende in campo nonostante la non verde età a difendere appunto le abortiste contro le scosciate…


Mi sembra che stia passando il messaggio che la colpa della “depravazione” femminile sia di Berlusconi e dei suoi programmi, oltreché del suo comportamento, ma ci dimentichiamo, cito così a caso, dei radicali con la Bonino che praticava aborti con una pompa di bicicletta (sai che igiene!)

e portavano una Cicciolina in Parlamento?

Il puttanaio è iniziato molto prima del Berlusca…almeno quello pubblico. Mussolini non era uno stinco di santo, Craxi nemmeno… Gli altri, chi più chi meno, avevano i loro altarini nascosti… boh…