La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Al bar

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Oggi alle 10 al bar, al fresco, con il cappuccino e brioche per il consueto intermezzo di mezza mattina. Vediamo subito che il nostro barista, solitamente allegro e dalla battuta pronta, non è del consueto umore, e ci spiega subito il perché di questo mutamento.
Qualche giorno fa, subito dopo la vittoria dell’Italia sull’Austria, qui a Bolzano si è scatenata una vera battaglia urbana: pali stradali divelti, lanci di cubetti di porfido, cariche alla/della polizia, bombe carta, una delle quali ha mandato in pronto soccorso due bimbi con lesioni al timpani, automobili danneggiate e via dicendo, tutte notizie sottaciute dai mass media per non alimentare la tensione. Sembrava di essere in mezzo ad una “manifestazione” dei centri (a)sociali.
Potrei capire se simili atteggiamenti fossero venuti dalla comunità italiana contro quella sudtirolese che tifava Austria, ma i maggiori responsabili dei danneggiamenti, per quanto fossero pochi, sventolavano bandiere marocchine e palestinesi, cosa non riportata dai mass media.
Per tutta risposta, il sindaco ha emesso un’ordinanza per cui domani, per la partita della nostra nazionale contro il Belgio, verrà proibito sia la somministrazione che l’asporto di bevande alcoliche a partire dalle ore 20, con grave danno economico dei bar che accoglieranno i tifosi nei loro locali per seguire la partita in diretta dugli schermi. Da qui il comprensibile malumore del nostro barista.
Nessuno vieterà ai facinorosi di fare incetta di bevande alcoliche PRIMA dell’ora stabilita, anche se non è detto che i responsabili degli atti di vandalismo fossero preda dei fumi dell’alcol ma fossero solo dei comuni teppisti.

In poche parole, non potendo fermare i facinorosi, si penalizzano gli esercenti. Questo grazie anche al permissivismo che si è instaurato qui in Italia, che sanziona chi non ha nessuna colpa e permette a teppistelli di m…a di fare ciò che vogliono perché sicuri di cavarsela con poco o niente.


Notiziole

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Andiamo sempre a cercare il pelo nell’uovo, anche quando non ce n’è bisogno.

La Stampa pubblica la notizia del parroco di Arnasco che si è rifiutato di benedire la salma di una donna marocchina, coniugata con un italiano, morta nel crollo di una palazzina.

 

http://www.lastampa.it/2016/01/22/italia/cronache/il-parroco-di-arnasco-non-benedice-la-salma-della-donna-marocchina-morta-nel-crollo-di-una-palazzina-k7ZkYqajPQa1fFxaorWWmN/pagina.html?utm_source=dlvr.it&utm_medium=gplus

 

Poi leggo l’articolo, e noto che la donna,anche se era in fase di conversione al cattolicesimo, era sempre di fede islamica. Mi chiedo dove stia lo scandalo… Molto peggio quei parroci che consentono i funerali religiosi a chi è morto suicida, qualunque sia la ragione del gesto insano. Parlo da laica, ma se uno è religioso deve sapere che certe regole vanno rispettate, altrimenti a che serve?

L’altro episodio è su tutti i giornali: il ristoratore che ha proibito l’ingresso nel suo locale ai bambini di età inferiore ai 5 anni. C’è chi addirittura ha fatto riferimento alle leggi razziali che proibivano l’ingresso agli ebrei nei negozi, paragone assolutamente scemo. Un ristorante, una trattoria, un bar sono delle attività private, anche se rivolte al pubblico, gestite da privati, ed il proprietario è nel suo pieno diritto di stabilire chi possa essere questo “pubblico”. Così come l’esercente può stabilire chi possa o meno entrare nel suo locale, altrettanto può fare il cliente, libero di frequentarlo o di trasferirsi in un altro. Ma tutto si riduce ad una questione di educazione: se i genitori avessero educato bene i propri figli, non ci sarebbe stato bisogno di un simile cartello. Io anzi avrei esteso il divieto fino all’età di 8 anni. E debbo anche aggiungere che certe scene cui ho assistito in ristoranti italiani, (ma anche in altri posti, come supermercati, cinema, musei, zoo) non mi è mai capitato di vederle all’estero. Del resto, la tendenza di vietare l’ingresso ai bambini in determinati luoghi esiste da parecchio tempo, come testimonia il link allegato del gennaio 2014.

 

http://www.repubblica.it/cronaca/2014/01/27/news/childfree_no_kids_luoghi_vietati_ai_bambini-77023074/

 

Se i bambini non sono capaci di comportarsi educatamente in un luogo pubblico, meglio restare a casa o, per una volta, affidarli alla custodia dei nonni.