La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Articoli con tag “dimissioni

Dimenticavo…

La campagna elettorale è stata condotta su toni aspri, più che altro “contro” gli avversari invece di presentare proposte costruttive. Si è battuto anche sulla paura del “populismo”, quasi che ascoltare le richieste della gente fosse deleterio, e sulla paura del “fascismo”, quest’ultima paura poi palesemente infondata perché sia Casa Pound che Forza Nuova, ammesso che siano davvero formazioni pericolose, hanno raccolto solo briciole.

Ho poi appena finito di ascoltare Matteo Renzi. Premesso che ha fatto aspettare per ben 2 ore i giornalisti, maggior cumulo di bugie non poteva dirle, quali “abbiamo lasciato un paese più in ordine di come lo abbiamo trovato” “ sono aumentate le esportazioni, il lavoro, la produzione”…

 


Chi è causa del suo mal…

Il neo segretario del Pd, Matteo Renzi, raggiunge a piedi la Stazione Termini per andare a prendere il treno che lo porterà a Firenze al termine della prima riunione di presidenza del Partito Democratico, Roma, 11 dicembre 2013.
ANSA/ANGELO CARCONI

Lo scorso anno Matteo Renzi aveva promesso che in caso di vittoria dei NO si sarebbe ritirato dalla politica. Non lo ha fatto, anzi ha continuato imperterrito a muovere i fili dalla sua posizione di leader del partito, anche se non amato nemmeno da buona parte dei suoi.
Si fosse veramente ritirato, adesso potrebbe attribuire la débacle del PD alle regionali in Sicilia (cui seguirà anche quella alle prossime politiche) a chi gli fosse eventualmente succeduto e tentare di risalire la china, ma volendo restare sempre incollato alla seggiola, ora non può che incolpare se stesso. Adesso cerca di non scivolare sempre più in basso, auspicando alleanze improponibili con chi lo ha lasciato e dicendo che il leader è comunque e sempre lui.

Troppo tardi.

Politicamente adesso è una salma che cammina.


L’addio

Da un titolo del Corriere on-line

“Renzi: non credevo mi odiassero così”.

No, caro Renzi, non ti odiamo.
Da odiare semmai sarebbe il burattinaio che ti ha gettato nella mischia, ma forse pure lui ha la scusante dell’età molto avanzata.
Invece non ti perdoniamo l’arroganza con la quale ti presentavi, la sbruffoneria con la quale hai iniziato il tuo mandato, enunciando a mari e monti che il primo mese avresti fatto questo, il secondo quest’altro, il terzo quest’altro ancora e così via.
E non sei riuscito a cavare un ragno dal buco.
Non ti odiamo, ti abbiamo solo preso per quello che sei: un presuntuoso spaccone per giunta incapace.
Ci hai sommerso di tasse e per cosa ? Per elargire bonus allo scopo di acquisire consensi presso alcune categorie e riempirci di immigrati.
Non ti sei preoccupato di sviluppare lavoro ed imprenditorialità, anzi l’hai osteggiata, tanto che si calcola che giornalmente chiudessero una cinquantina di ditte o negozi.
Invece di perdere tempo con una PESSIMA riforma costituzionale, potevi metter mano ad una seria riforma fiscale che riducesse l’aggravio della tassazione e semplificasse la burocrazia eliminando le sovrapposizioni delle numerose e farraginose norme tributarie: questo avrebbe permesso la riduzione del debito e il rilancio della crescita e non avrebbe costretto molte aziende a delocalizzare, ma avrebbe attratto molti investimenti.
Hai incrementato il debito a discapito delle generazioni future aumentando le spese correnti (e non strutturali).
Hai tartassato i piccoli risparmiatori con la patrimoniale allo 0,20 sullo stock dei depositi e con una tassazione punitiva sui risparmi elevando l’aliquota al 26%.
Hai condotto una politica immigratoria in modo addirittura dissennato, con enormi costi e disagio sociale, contribuendo (o addirittura incentivando) a portare in Italia troppa gente che non ha alcun diritto a starci e tanto meno diritto ad essere mantenuta.
Hai accentuato il disagio tra varie classi di lavoratori con la disparità di trattamento tra dipendenti pubblici garantiti nella sicurezza del posto di lavoro e recentemente premiati con aumenti mentre i dipendenti privati si sentono minacciati in quanto molti datori fanno ricorso alle cooperative fornitrici di manodopera se non addirittura al lavoro nero.
Hai creato contrapposizione tra le grandi imprese “amiche” che ricevono sgravi contributivi e finanziamenti mentre le PMI sono impossibilitate a crescere e ad innovare, con utili sempre più miseri, strangolate da IRAP e IMU su capannoni, negozi, laboratori, con una produttività ormai ridottissima.

Hai avuto la tua grande occasione, ci speravo pure io, ma l’hai sprecata in malo modo e purtroppo l’unica cosa in cui sei riuscito è stato danneggiare la Nazione.


Inviato dal Veloce promemoria


Aria nuova

Chi di dimissioni ferisce, di dimissioni perisce.
Parlar male di Bersani oggi (la Bindi non la considero proprio), è come sparare sulla Croce Rossa. Solo che poteva pensarci prima.  E poi a che serve farlo un minuto dopo l’elezione del Presidente della Repubblica?  Forse fa ancora a tempo a rimediare qualche altra figuraccia


Sempre sul Papa

Oggi l’ultimo saluto pubblico del Papa. No, non riesco a vedere complotti o quant’altro…Hanno tirato in ballo le questioni di salute, che sono più che legittime in un uomo della sua età, legami con lobby finanziarie e pure il suo passato nella gioventù hitleriana, quando aveva appena 14 anni, senza considerare che in quel periodo tutti i ragazzini vi aderivano. Io ho visto solamente un uomo dalla voce stanca e gentile, che ha salutato tutti con grande commozione. Ci vuole coraggio, ma soprattutto una grande umiltà per decidere di abbandonare un posto non solo di responsabilità, ma anche di potere.

In una intervista pubblicata oggi da “il Giornale”, vedo che sono sulla stessa lunghezza d’onda di Massimo Fini, uno scrittore che amo ed odio allo stesso tempo. Lo odio per il suo maschilismo nemmeno tanto mascherato ( http://ineziessenziali.blogspot.it/2010/04/massimo-fini-invidioso-confesso.html ) anche se ha cercato di rigirare la frittata…Lo amo per il suo anticonformismo, per dire sempre quello che pensa, per essere, insomma, sempre se stesso, e su di lui e dei suoi libri spero di ritornare a parlare un giorno in questo blog.

Fini in sostanza oltre a scrivere che ogni illazione sulle dimissioni di Benedetto XVI è pura dietrologia gossippara, dice pure che Karol Wojtyla ha esibito la sua sofferenza, dicendo pure che l’ha trasformata in uno show , pure se drammatico.

Sempre meglio di Saviano che in un sussulto di imbecillità dice che il Papa si sarebbe dimesso per consentire ai cattolici di ricompattarsi in vista delle elezioni!

(Testualmente, dalla sua pagina FB: “Mi dispiacerebbe se queste dimissioni, rese pubbliche ora e non dopo la formazione di un governo, fossero strategiche per la campagna elettorale: mostrare la fragilità della Chiesa per chiedere compattezza al voto cattolico. Sarebbe terribile se fosse così.” )

Non c’è limite alla dabbenaggine!


veleni

Tutti parlano di Panorama e del fango che avrebbe gettato sul Presidente della Repubblica, divulgando notizie infondate (quanto infondate siano non potremo mai saperlo, dato che le intercettazioni verranno distrutte dietro sentenza della Consulta, anche se per giungere ad una decisione definitiva sul conflitto di attribuzioni saranno necessari circa nove mesi, il tempo di mettere al mondo un figlio!).

 

Ma chi si ricorda più de l’Espresso e di Camilla Cederna, che letteralmente infamò una persona come Giovanni Leone e la sua famiglia, distruggendone l’onorabilità e costringendolo alle dimissioni dalla carica. La scrittrice, anni dopo, molti anni dopo, anzi troppi, fu condannata a risarcire i danni ai figli dell’ex Presidente, (Leone si rifiutò di querelarla) però ormai il danno era fatto e lui ancora adesso viene ricordato come non merita mentre la Cederna si è procurata la nomea di paladina della legalità. (lo stesso avvenne nel caso del commissario Calabresi, altro capitolo peril quale la scrittrice fu “mandante morale” dell’omicidio del funzionario di polizia).

Pannella e la Bonino almeno, ebbero il buongusto di scusarsi pubblicamente con Leone per aver appoggiato la campagna denigratoria promossa dal settimanale di via Po, cosa che non fecero molti suoi ex compagni di partito.

Così vanno le cose in Italia…dove se sei del colore giusto puoi anche permetterti di pubblicare un pamphlet pieno di falsità ed essere additato quale salvatore della legalità .