La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Crisi

Anche Bolzano ormai ha la sua piccola Chinatown.

Via Torino…circa 700 metri di lunghezza, poco più, poco meno.

via torino

I negozi sono quasi solo sul lato sinistro della strada, provenendo da piazza Matteotti, in quanto sul versante opposto si affacciano le stradine che conducono ai cortili ed ai caseggiati delle “popolari” costruite durante l’era fascista.

Ed in quelle poche centinaia di metri, chiuse ormai le botteghe storiche che c’erano sin da quando ero bambina ed anche da prima, quali “La Casalinga”,il cui titolare Mizzon aveva iniziato nel primo dopoguerra vendendo pentolame sui banchetti,

casalinga MizzonZanella che vendeva vestiti e la pasticceria Bartolomei, ora c’è tutto un fiorire di attività di extracomunitari: due grandi magazzini ed un supermercato, un negozio di accessori per computer, lo storico bar “Moretti” (dove anni addietro, alla domenica, si andava a bere l’aranciata) , un negozio di borsettine e sandali, tutti gestiti da cinesi, cui si aggiunge un bar gestito da sudamericani ed un negozietto di chincaglierie condotto da mediorientali. Aggiungiamoci anche una grande sala giochi, ma non so chi la gestisca.

E quante saracinesche abbassate…oltre alla Casalinga summenzionata, chiusa da oltre un anno,

negozio-in-affitto-a-bolzanoci sono negozi di vestiario che aprono e chiudono a velocità supersonica perché non riescono a tener dietro alle spese, e tra questi pure un magazzino di vestiario gestito da una coppia dell’est Europa ed un negozio di ferramenta con le serrande abbassate da non so quanti anni. Pure uno che vendeva sigarette elettroniche si è arreso ed ha chiuso.

La parallela via Dalmazia non è da meno: ben tre negozi di parrucchieri ed un altro negozio di accessori per computer cui, tra non molto, si aggiungerà un ristorante sempre a conduzione cinese.

Ed allora preferisco ricordarla così, come negli anni della mia infanzia, con le villette a due piani e con il giardinetto abbattute per far posto ai nuovi condomini…un sogno in bianco e nero di un tempo che non c’è più.

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Solito parere personale

Siamo in periodo di recessione, tantissime le aziende costrette a chiudere o a ridimensionare fortemente la forza-lavoro. La disoccupazione sta raggiungendo picchi altissimi, specie tra i giovani, le donne, i meridionali..E i sindacati che fanno? Invece di battersi per una seria politica economica che contempli forti riduzioni fiscali per le aziende con incentivi alle assunzioni, indicono uno sciopero nel pubblico impiego perché i contratti sono bloccati e lo saranno anche per il 2015. (NB anche le pensioni oltre un certo importo sono bloccate o fortemente ridotte nell’adeguamento al costo della vita). I dipendenti pubblici, a differenza di quelli privati, per non parlare del “popolo delle partite iva”, possono contare sulla sicurezza del posto di lavoro ed a fine mese percepiscono comunque uno stipendio, anche se in taluni casi molti lavativi hanno obbligato un sindaco a scomodare perfino Gesù Cristo perché i suoi sottoposti lavorino. Certo è che se l’esempio venisse dall’alto, e se i nostri politici iniziassero a ridursi gli emolumenti come hanno fatto Grecia e Spagna, per non parlare poi dei magistrati per i quai ogni norma che tocca i loro emolumenti è incostituzionale, i sacrifici sarebbero accettati non dico più volentieri, ma con maggior consapevolezza da tutti i cittadini.

 

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la colpa non è sua…

Di chi è la colpa? Dello spread alto, lo sanno tutti, era di Berlusconi, anche se dopo l’insediamento di Monti, dopo un piccolo, iniziale calo, era salito vertiginosamente. Adesso lo spread si è assestato su livelli medio-alti, sufficienti a tener un po’ più bassi gli interessi dei titoli di stato, però ci sono altri parametri preoccupanti. E che ci dice il nostro caro leader? che i fenomeni negativi (leggi disoccupazione, cali dei consumi, recessione) non sono da addebitare alle politiche economiche del governo, mentre l’iniziale piccolo calo dello spread era tutto merito suo. Allora il bocconiano ci prende per fessi. I conti della serva son presto fatti: come ho già scritto tempo fa, chi vuoi che investa in un paese tartassato e stratassato come il nostro? Perché tante aziende potenzialmente sane chiudono e delocalizzano all’estero? E la conseguenza non è forse il calo della produzione con conseguente aumento della disoccupazione? In un anno di governo Monti la disoccupazione è aumentata di 2,3 punti, pari a 600mila persone… E il trend va peggiorando. Certo che il numero dei senza lavoro è aumentato in tutta l’Eurozona, ma qui le cifre denotano uno stato tragico.

Ma il guru esterna :

– Se l’attuale governo avesse voluto far sì che oggi le cifre sulla disoccupazione e sulla recessione si presentassero un po’ meno negative avrebbe dovuto, con equilibrismi insostenibili, fare un surfing protratto sulla cresta dell onda illusoria e questi problemi si sarebbero presentati ancora maggiori.-

Tutti ad applaudire le pillole di saggezza, ma sfido chiunque a spiegare chiaramente il senso della frase…

Ma l’importante è la salute, anche se il premier ci dice che il peso del servizio sanitario è ormai insostenibile. Del resto, staremo tutti meglio. Pochi soldi da spendere in tabacchi, ristoranti e carburanti significano un livello di vita più sano, con maggior movimento a piedi quindi con minori effetti deleteri su colesterolo, obesità, glicemia, malattie cardiocircolatorie e polmonari.

C’è solo un appunto… Camperemo più a lungo, ma godremo più a lungo della pensione. Urge trovare rimedio, tipo l’eliminazione forzata al compimento dei 75 anni!