La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Articoli con tag “corso Como

Una normale mattinata a Milano

 

Ci rechiamo alla solita fermata della Metrò 1, la rossa,

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e subito c’è spettacolo. Due giovanottoni robusti corrono verso un ragazzo extracomunitario che staziona con fare indifferente dove si fermano le ultime carrozze. Pensiamo ad una rissa, invece è solo un arresto operato da agenti in borghese. Durante il viaggio, piuttosto lungo, veniamo “rallegrati” da un uomo che suona la fisarmonica, poi da un altro, accompagnato da un bimbo di forse tre anni, che chiede da mangiare per i suoi figlioletti, quindi ancora da una ragazza che canta accompagnata da un registratore che si porta a tracolla, infine da un poveraccio senza braccia che chiede l’elemosina. Alla fermata in cui scendiamo, l’immancabile zingara, anche questa accompagnata da bimbo in tenera età.

Durante l’ultimo periodo della giunta Moratti, questi episodi erano diventati sporadici. Spariti i bazar improvvisati sui marciapiedi, chiusi molti campi Rom irregolari, recintati i sottopassi dei cavalcavia per evitare insediamenti abusivi dei nomadi, aumentata la vigilanza urbana a mezzo di vari presidi mobili delle forze dell’ordine. Ora tutto è stato vanificato dalla nuova giunta Pisapia. L’attuale sindaco infatti ha voluto esportare il “modello via Padova” in tutta la città, con risultati visibili. Chi conosce via Padova, ed io ce l’ho praticamente dietro casa, risiedendo in viale Monza, sa che è un miscuglio di etnie. L’iniziale popolazione egiziana, che si occupava principalmente della vendita di tappeti, è stata scalzata dalle nuove ondate migratorie: tunisini, marocchini, cinesi, filippini e sudamericani convivono non troppo pacificamente tra loro, e i pochi milanesi in quella zona praticamente sono invisibili e quasi non osano uscire di casa, specialmente di sera.

In centro (piazza Duomo, Galleria, corso Vittorio Emanuele, il Castello, perfino nelle vie della moda), è tutto un viavai di cinesi che cercano di rifilarti sciarpe finto Burberry o giocattoli telecomandati, nordafricani che offrono rose, africani che vendono braccialettini portafortuna o libri…

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Ogni due passi ne trovi uno. Non posso dar torto ai tedeschi ascoltati in Galleria che, continuamente importunati, commentavano sfavorevolmente, pensando di non essere capiti, che certe cose da loro non accadono. Ed in effetti, nei miei recenti viaggi tra Amburgo, Dresda, Francoforte, Stoccarda ed altre città non ho mai assistito a spettacoli del genere.

Capisco il console americano che qualche settimana orsono invitava i suoi connazionali a non venire a Milano: c’era un po’ di esagerazione, certo, ma il succo è che la città sta pian piano peggiorando…

Certo, la città, per Expo 2015, si sta facendo sempre più bella. Dopo il grattacielo con relativi annessi di corso Como, tra i quali una piazzetta sopraelevata con laghetto e giochi d’acqua,

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è stato completato anche il Diamantone,

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gli altri edifici sono pure loro a buon punto (anche se devo ancora vedere quelli in zona ex Fiera, verso piazza Giulio Cesare), la M5 lilla, interamente automatizzata è entrata finalmente in funzione, però tutto questo non è sufficiente se ai cittadini ed agli ospiti che verranno per quella importante occasione non verrà garantita la necessaria sicurezza.

(Le immagini di corso Como le ho scattate col cellulare, le altre sono prese da internet)


6 e 7 giugno

6 giugno

Oggi all’Isola…

Da Tomaso in via De Castilla si gusta ancora una buona cucina milanese con qualche trasgressione lombardo-veneta; è un locale dall’aspetto rustico, ma accogliente, in cui ci si sente quasi come a casa propria.

E l’occasione è buona per vedere come crescono i grattacieli di Expo 2015.

I due costruiti a suo tempo dalla Gae Aulenti sono stati del tutto ristrutturati ed hanno ormai perso la forma originaria.

Ci sono poi i due grattacieli del “bosco verticale di Porta Nuova” di Boeri che, finiti, saranno davvero completamente verdi, con cespugli ed alberi ad ogni piano.

I lavori proseguono a ritmo incessante, i ponteggi brulicano di persone, ma in strada, seduti sull’asfalto, all’ombra di un albero solitario, un paio di muratori si prendono un attimo di sosta mangiando un panino.

Poi sosta al Palazzo Lombardia, ormai definitivamente sede della Provincia. Davanti ad esso sono state messe ben 3 fontane, una serie di collinette bordate da lunghe panchine ed abbellite con varie rocce disposte artisticamente. Nelle vetrate, si rispecchiano le nuvole.

7 giugno

Stamattina abbiamo completato le pratiche per l’esumazione di mio suocero. Sembra strano, ma tra le persone più allegre che ho conosciuto, ci sono appunto due addetti alle pompe funebri, forse per esorcizzare un poco la paura della signora con la falce.

Poi avevamo deciso di mangiare i famosi paccheri da “Anema e cozze” di via Palermo.

Abbiamo quindi fatto una lunga passeggiata da viale Vincenzo Monti (una delle vie dove davvero mi piacerebbe abitare) fino ad arrivare alla nostra destinazione, ma qui abbiamo avuto una sgradita sorpresa. Davanti al locale c’erano infatti una cinquantina di ragazzi (qui a Milano per il concerto di Springsteen di stasera) in attesa dell’apertura, e quindi abbiamo dovuto ripiegare sulla storica pizzeria di Porta Garibaldi in corso Como,

dove, a mio parere, preparano i tranci più buoni in assoluto. All’uscita, un mesto saluto allo Smeraldo… Già , perché a fine mese il teatro chiude definitivamente dopo tante chiusure annunciate e sempre procrastinate. La colpa è del cantiere senza fine per la realizzazione di box interrati che gli sta proprio davanti, e che ha portato ad una diminuzione degli spettatori e quindi degli incassi, senza che il teatro riceva un soldo di finanziamento pubblico.

E ripenso alle belle serate passate qui ad ascoltare i Legnanesi in compagnia di Pierre o di Gibo. Che tristezza…


Milano 26 settembre

Non ho fatto a tempo a vedere le Varesine. Non parlo delle ferrovie che portano appunto a Varese, quelle non le ricorda nemmeno mio marito, ma parlo del Luna Park, che si vede anche in ” Ecco noi per esempio”, un vecchio film con Adriano Celentano: ne avevo già parlato tempo addietro. Quando sono stata in quei paraggi per la prima volta, ricordo solo un alto terrapieno invaso dalle erbacce che si arrampicavano fin sulla vecchia entrata con la scritta Luna Park Permanente, che ancora si leggeva. Poco dopo era iniziato lo sbancamento e quindi, in epoca più recente, gli ultimi due/tre anni, lo scavo delle fondamenta per i nuovi grattacieli. Ora la struttura del “diamantone” è completa, 27 piani in tutto, hanno già iniziato a ricoprirlo di lastre di cristallo. In lontananza, il grattacielo di Corso Como, con una curiosa appendice che sembra una pergamena arrotolata, è già finito, devono solo sistemare le entrate. Per curiosità, ho voluto contare le gru dei cantieri, ma ni smesso…comunque sono almeno una ventina.

Piano piano (?) Milano sta cambiando aspetto, è bella, certo, ma non ha il fascino delle casette sul Naviglio grande o di Niguarda, quello delle ringhiere di Corso San Gottardo o di Porta Ticinese.

Quando passo vicino alla Scala, ho un attacco di rabbia: quell’architettura così nitida e pulita, in vero stile neoclassico, letteralmente rovinata da quelle orrende strutture moderne, una cilindrica e l’altra a forma di parallelepipedo, che la sovrastano. Semplicemente uno scempio.

Dietro alla Scala, il teatro dell’Accademia del Filodrammatici, piccolo al confronto, frontale in cotto decorato, che sarebbe veramente da ripulire. Sul frontone, la data del rifacimento in stile Liberty, 1904, anche se la costruzione data dal finire del 1700, all’epoca napoleonica.

L’aria è cambiata a Milano… In corso Buenos Aires ricominciano ad apparire le lenzuola sulla strada, piccoli bazar all’aperto; i giardini antistanti la Stazione si sono ritrasformati in bivacchi; ai semafori sono ricomparsi i lavavetri ed in metropolitana i questuanti con bambini e/o stampelle; in Galleria i cinesi che vendono giocattoli sono un’infinità, con disagio di turisti ed autoctoni che hanno perfino scritto all’Assessore competente che ha promesso di intervenire “su richiesta”…ma quando li richiedi, è ormai troppo tardi…la prevenzione no eh?

Alla fermata dei tram salgono frotte di zingare, naturalmente senza biglietto: che importa, pagano I milanesi, dato che hanno trovato la recente sorpresa di un aumento del 50% (cinquanta…letto bene).

Prima in piazza Duomo ed in altre parti della città (come nella nostra via) c’erano i presidi mobili delle forze dell’ordine…spariti. In questa zona è nuovamente aumentato il numero degli scippi…Il dirimpettaio è sttao borseggiato, il portinaio, che abita ad un centinaio di metri di distanza, ha trovato segni di effrazione sulla porta, il giornalaio alla fermata della metro paventa che al Trotter vogliano installare i Rom

Se questa è l’aria nuova, l’è brutta assai.

(e mò chi lo sente chi dico io!)

Ed oggi il termometro è arrivato a 34 gradi!


13 maggio

Corso Como non è molto lungo, forse un centinaio di metri. Già da tempo era stato risistemato, pedonalizzato, con una nuova pavimentazione e l’installazione di una fontana (le fontane, anche se semplici, danno sempre un tocco di freschezza).

Se di sera è problematico frequentare la zona, tipica della movida milanese dei VIP e spesso zona di spaccio di cocaina, nell’ora della pausa pranzo acquista invece tutto un altro aspetto. Il centro del corso è infatti occupato da tavolini protetti da ombrelloni quadrati tutti uguali, dove è possibile mangiare e conversare piacevolmente, anche se la gente è numerosa: un quadro affollato ma nello stesso tempo molto ordinato. Mentre da una parte ci sono ancora cantieri per la costruzione di due nuovi grattacieli, ormai arrivati ad altezza considerevole e pannellati in cristallo,

sull’altro lato fa da cornice sullo sfondo la porta Garibaldi, con i suoi due caselli laterali, ormai riportata all’originario splendore, non più nera e fuligginosa, ma di un delicato color avorio.

 Ai lati però ci sono ancora le staccionate che nascondono i lavori di interramento della strada, che procedono a ritmo serrato. Passato il teatro Smeraldo (quante serate trascorse là….) si percorre il corso Garibaldi, anche quello parzialmente pedonalizzato. E così, pianino pianino, ci si avvia nuovamente verso il centro. Curiosità…una vecchia canzone milanese parla di via Broletto, al numero 34…però dicono che questo numero civico NON  ESISTa! Però ho dimenticato di verificare….