La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Confini

Parrà strano, però coloro che oggi teorizzano un mondo con ponti e senza muri, quelli che – come Gino Strada o Claudio Amendola -minacciano di lasciare l’Italia perché poco “accogliente”, sono gli eredi di coloro che hanno creato le barriere, non per evitare che estranei entrassero, ma per impedire ai propri cittadini di uscire. Sono quelli che esaltavano i regimi totalitari, quali quello dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, dove non solo non si poteva espatriare, ma era necessario avere anche il passaporto per i movimenti interni al paese; quelli che giustificavano la costruzione del muro di Berlino che tagliava in due parti una città; quelli che esaltavano la Cuba di Castro e la Cina maoista o i paesi del blocco comunista. Nazioni dalle quali era difficilissimo “evadere” e dove chi non riusciva in quell’intento rischiava la vita o, nel migliore dei casi, una lunga prigionia.

Perché scagliarsi contro i confini?

Su larga scala, i confini sono l’equivalente della porta di casa: quando usciamo o rientriamo, è naturale chiudere la porta per evitare che intrusi vi si introducano. E questo desiderio di protezione è tanto radicato in noi che via via, aumentando i reati, abbiamo reso le porte sempre più sicure mediante blindature varie.

A nessuno piacerebbe rientrare a casa e trovarla saccheggiata oppure occupata da estranei che ci impongano le loro abitudini: e come nella nostra abitazione teniamo a conservarle, così nella nostra nazione abbiamo cura di salvaguardare le nostre usanze e tradizioni: il mondo sarà anche stato creato senza confini, ma gli uomini per primi si sono resi conto che avrebbero potuto proteggere solo una frazione di territorio in cui riunirsi per affinità di costumi e di pensiero.

Quindi non vi piace questa Italia poco(?) accogliente? Andatevene pure, a molti di quanti rimangono, non dispiacerà certamente.

 


Povera Europa

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Erigi un muro di qua,  chiudi una frontiera di là… L’Italia è rimasta l’unica con i confini aperti e si trasformerà in un gigantesco campo di cland… opps… “profughi” (?) .
E dire che molto tempo fa avevamo iniziato bene, dicendo che sarebbe stato opportuno identificare i “migranti” (?) mediante le impronte digitali,  ma l’UE allora ci bollò di razzismo.  Ed ora che le impronte non le prendiamo più,  la stessa  UE  ci obbliga a farlo! Coerenza,  dove stai di casa?
E quando avvertivamo che i “migranti”(?) avevano idee sulle donne piuttosto distanti dalle nostre, sempre l’UE ci bollava come razzisti dicendoci che invece i “migranti” (?) sono risorse.
Ora la Germania,  ossia la nazione che ha più voce in capitolo nella UE, si ritrova con un alto numero di donne molestate sessualmente e derubate di soldi e cellulari nella notte di Capodanno a Colonia da un migliaio di extracomunitari assatanati;  la scemenza più grande l’ha detta il sindaco (o la sindaca o sindachessa, facciamo contenta la Boldrini ) di Colonia, tale Henrietta Reker, che ha invitato le donne a non vestirsi in modo da provocare gli “uomini” (io li definisco  bestie), tenere da loro una distanza di sicurezza DI UN BRACCIO (Armlänge), non girare da sole e di munirsi di un bastone, non per picchiarlo in testa ai violentatori come sembrerebbe logico, ma per attirare l’attenzione di altre persone! In breve, le donne tedesche devono adattare i propri comportamenti a quelli degli “invasori ” tenendo presente la LORO cultura. CULTURA? La chiama cultura questa? Li considera risorse?  Di questo passo a forza di cedere su tutto siamo davvero destinati all’estinzione. (NB: le femministe sinistroidi non si sentono né si vedono, combattute tra l’ideologia dell’accoglienza a tutti i costi e quella della dignità femminile ferita).
Ritornando a noi che, come ho scritto, avevamo cominciato bene,  ora siamo il cosiddetto “ventre molle”. Gli altri, che ci definivano razzisti, si premuniscono e si difendono, noi facciamo entrare di tutto e di più,  con controlli irrisori. E sentire Alfano che dice “Non abbiamo interesse a sospendere Schengen “, mi viene spontaneo pensare alle numerose cooperative che campano sull’accoglienza dei “profughi “.
Le anime belle, le anime buone che sputtanavano tanto Orban per il muro, ora che anche Svezia e Danimarca sospendono Schengen,     tacciono.
Taccio pure io, ma per altri motivi: direi esclusivamente parolacce.