La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Articoli con tag “conferenza

L’autocrate

Il Winston de noartri ha parlato ancora.

Vestito blu, bandierina tricolore sulla cravatta in tinta, niente pochette (non la porta da qualche tempo), taglio di capelli e tinta inappuntabili (ma i barbieri non sono chiusi? Forse solo per noi poveri mortali), questa volta, bontà sua, non ha attaccato le opposizioni, ma si è notato un certo “delirio di onnipotenza” quando ha trattato gli italiani da sudditi e non da cittadini.
Oltre 40 minuti per dire poco o nulla, per autoincensarsi, usando pure il plurale maiestatis, manco fosse chissà chi: “Noi non permetteremo… Noi consentiremo”, uno stile molto più consono ad un regime che ad una democrazia.
Tono pacato (quello che attrae i boccaloni che si fermano alla superficie e all’apparenza), ma anche termini altisonanti, per elogiare quanto fatto (ben poco rispetto a quanto promesso) da lui, l’eccelso, dai suoi ministri e da tutti i comitati, le task force e le cabine di regia.
Nemmeno un accenno all’operato del personale sanitario (che conta molte vittime), dei farmacisti, dei conducenti dei mezzi pubblici, degli addetti dei market e dei negozi di alimentari, delle forze dell’ordine (che talvolta hanno commesso qualche svarione dovuto alla poca comprensibilità delle norme applicandole con troppa intransigenza), tutte persone che hanno lavorato con dedizione e coscienza per la collettività, spesso privi delle protezioni necessarie.
Oltre all’autocelebrazione e la conferma delle restrizioni, Conte non ha detto una parola che sia una sulla lotta al virus. Ha parlato forse di qualche misura per verificare il reale stato di salute degli italiani? No, e non ha nemmeno accennato a tamponi, a test sierologici, alla ricerca … Si è limitato a dire che i prezzi delle mascherine verranno calmierati. Ha elencato le varie tappe in cui alcune attività potranno aprire, però mi chiedo: se si attuano le necessarie cautele, perché aspettare ulteriormente? Che differenza possono fare alcuni giorni di anticipo? Mi sa che sia solo una manovra per riaffermare il suo potere. Comunque, una ben triste prospettiva per una repubblica fondata sul lavoro.

Poco è mancato che terminasse il suo pippotto dicendo “Quanto sono stato bravo e figo”.
Quel che mi ha fatto ridere è quando ha detto che lui è la punta di questo sistema, e che tutto il mondo ci ammira e vuole le sue linee guida. Suppongo che Merkel, altri leader europei ed i cinesi abbiano chiesto copia dei suoi DPCM da incorniciare, appendendoli nei loro uffici, per farsi una sana risata quando hanno un attimo di malumore, mentre si fregano le mani in attesa di spartirsi quanto resterà della nostra Italia dopo questo governo.
Intanto sui social impazzano le prese in giro.
La più carina?
“Non ho capito se al defunto sarà concesso di partecipare al proprio funerale.” “Certo, basta che in tasca gli mettano l’autocertificazione”.
Si ride, certo, ma molto amaro. E spero solo che gli italiani quando sarà il momento non abbiano la memoria corta.

 

 


Il “miracolo italiano”

image

Costretta a casa dalla febbre, mi sono sorbita – così per passare il tempo – buona parte della conferenza di Renzi, il che ha confermato quanto ho scritto l’altro giorno.
Ottimo affabulatore, parla a braccio, risposta sempre pronta, nessuna esitazione e, ogni tanto, qualche battuta spiritosa: ecco il piazzista che vende il suo prodotto, consistente nella sua propria persona.
Ma tutto l’ottimismo che sparge attorno a piene mani non trova riscontro nei fatti.
L’aumento del PIL? Certo, c’è stato,  ma in misura irrisoria, e siamo comunque ultimi tra i paesi europei.
Consenso? Beh, per raggiungere la maggioranza ha dovuto comprare una parte dell’opposizione  (poi tutti a scandalizzarsi per Scilipoti… Quanti ne ha comprati il Premier?).
I rapporti con la Merkel? Ottimi a livello personale.  Ma Frau Angela lo ha spesso snobbato…
Il “capolavoro ” dell’Italicum? Votando adesso il PD vincerebbe al primo turno. Sicuro? Per mio conto sente il fiato del M5S sul collo, e probabilmente prima della fine del suo mandato qualcosa cambierà. Lui si vanta di aver preso il PD al 25% è di averlo fatto salire al 40%, però gli ultimi sondaggi lo danno al 32% con tendenza al ribasso.
Le “mance” elettorali?  Un investimento sulla cultura, con i 500 euro elargiti ai giovani che nel 2016 avranno l’età per votare. Ma le spese per la messa in sicurezza delle scuole sono saltate.
La pubblica amministrazione è ancora in ritardo con i pagamenti  (uno dei suoi punti programmatici).
Ha bloccato le pensioni,  anche quelle non certamente d’oro, nell’ordine di circa 3000 euro LORDI. I contratti di lavoro sono fermi da anni, ma in compenso c’è il Job act, e non so quanti vantaggi abbia portato se L’ISTAT invece lo contraddice. Poi con  l’aumento dell’età pensionabile ci sarà sempre meno spazio per i giovani,  che quindi preferiscono emigrare.
Il debito pubblico poi è aumentato in misura abnorme.
In tempo di congiuntura favorevole, con il prezzo del petrolio in continua discesa, il “quantitative easing” , il cambio favorevole con il dollaro ed il traino che avrebbe dovuto provocare l’Expo, si sarebbe potuto fare molto, ma molto di più.
L’ultima chicca? “Sono fiero di appartenere alla prima generazione di politici senza vitalizio”. Ma pure qui c’è l’inghippo, spiegato molto bene nel trafiletto di Fabrizio Boschi.

image