La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Parere personale

Bugie

Evviva…la disoccupazione è diminuita ben dello 0,2% ed anche la disoccupazione giovanile è in calo.

Però bisogna analizzare bene i dati.

Innanzitutto c’è un aumento degli impieghi TEMPORANEi, perché ogni anno in estate si verificano assunzioni a periodo determinato di lavoratori che, finita la stagione turistica, vengono rimandati a casa: camerieri, addetti alle cucine, operatori dei parchi divertimento e simili. Inutile che i media strombazzino tanto che è una vittoria del governo e della politica del Job Act (e molto ci sarebbe da dire sull’asservimento di giornali e TV al potere politico). La disoccupazione resta comunque alta, il Job -Act si concretizza in pratica nella precarietà del posto di lavoro che costringe il dipendente ad accettare condizioni a volte vessatorie pur di assicurarsi una sia pur esigua entrata economica di breve durata.

Non si considerano poi i lavoratori autonomi che invece cessano l’attività, massacrati da tasse, e coloro che rinunciano a cercare lavoro, stanchi di vedersi chiudere le porte in faccia. Per i disoccupati giovani infine, molti non sono più in lista in quanto emigrati all’estero. Questo non è un successo del governo, semmai l’esatto opposto.

Immigrazione

Improvvisamente molti alti papaveri hanno cambiato rotta sul tema immigrazione.

Il governo e finanche il papa non si pronunciano più, anzi vengono sventolati come vittorie i cali degli sbarchi, mentre non ricordo quale vescovo ha detto che accoglienza certo, ma per prima cosa bisogna rispettare la legge.

Perfino il M5S che tempo addietro aveva votato sia per l’abolizione del reato di clandestinità che per il rifinanziamento delle ONG adesso ha cambiato rotta.

Ma questo tipo di politica contro l’accoglienza indiscriminata, non era prerogativa di quel razzista di Salvini?

E così da un giorno all’altro, le stesse televisioni che per almeno quattro anni ci hanno propinato le prediche boldriniane sull’accoglienza e si soffermavano lacrimevolmente sulle (rare) donne che sbarcavano, hanno cambiato registro.

I poveri “disperati che fuggono da terre martoriate dalle guerre” o dalla miseria e dalla fame (ed a vederli, proprio non si direbbe), i futuri “pagatori delle nostre pensioni” dei quali abbiamo tanto bisogno, sono diventati tutto ad un tratto dei clandestini che non possiamo accogliere.

Tutto questo perché?

Semplice, le votazioni si avvicinano e si cerca di far dimenticare una situazione potenzialmente dannosa per l’esito elettorale.

Quindi mi chiedo perché per ben quattro anni ci hanno fatto subire questa invasione senza muovere un dito; perché continuavano a raccontarci la favoletta che nulla si poteva fare per arginare la marea umana che ci stava sommergendo, mentre adesso in quattro e quattr’otto ci stanno riuscendo (come del resto avevano fatto a maggio in occasione del G7 a Taormina); chi sta orchestrando tutta questa manovra e per quale motivo; che credibilità può avere una sinistra che, pur di mantenere il potere, cambia repentinamente indirizzo politico.

Ci prendono e trattano da imbecilli, cui si può raccontare che quello che ieri era nero oggi invece è di un bianco immacolato, nella logica tanto irrisa da Guareschi del “Contrordine, compagni”.

Sono sicura solo di una cosa: che questa gente conta solo sulla memoria corta degli italiani: bastano pochi mesi andando controcorrente e, a elezioni vinte (anche grazie alle assunzioni ed ai rinnovi contrattuali fermi che stanno facendo da anni ed ora prossimi allo sblocco), riprendere tutto come prima.


Clandestini

Quando era ancora Ministro dell’Interno, in uno dei suoi rari momenti di obiettività Alfano annunciò che in Africa c’erano centinaia di milioni di persone pronte ad imbarcarsi dalla Libia per arrivare in Europa e che c’era da aspettarsi un flusso di immigrati pari ad oltre centomila persone all’anno, previsione purtroppo non solo avverata, ma anche superata.
Tra gli immigrati che entrano clandestinamente nel nostro paese ci sono anche i cinesi. In quale modo entrino non lo so. Nessuno li va a prendere, nessuna nave li va a recuperare, nessuna ONG si muove per loro.
Perché?
Mi sorge un dubbio.
Forse perché i cinesi LAVORANO?
Tra di loro ci sono certamente casi di sfruttamento, però una volta pagato il loro debito li vedi subito aprire una piccola attività e lavorare indefessamente senza giorni di riposo.
Quindi, a parte all’inizio e tra connazionali, non gravano su nessuno e nessuno lucra su di loro.
Adesso poi non li si vede neppur più vendere cianfrusaglie per strada come accadeva anni fa, men che meno li si vede elemosinare.

Nessuno di loro è ospitato nei centri di accoglienza e quindi non sono a carico della nostra collettività.
Si potrebbe obiettare che la loro microeconomia manda in malora molti nostri esercizi ma resta sempre il fatto che non pesano sul nostro bilancio e molti italiani frequentano i loro bar, ristoranti, negozi di PC, parrucchieri, grandi magazzini, sartorie : tutto a prezzo ultraconcorrenziale, in quelle attività nelle quali si sono gettati a capofitto e lasciate libere da noi italiani. Mantengono le loro tradizioni, ma non cercano di imporcele.

CAPODANNO CINESE A MILANO IN VIA PAOLO SARPI (MATT CORNER, MILANO – 2013-02-10) p.s. la foto e’ utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e’ stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate – CAPODANNO CINESE A MILANO IN VIA PAOLO SARPI (MATT CORNER, MILANO – 2013-02-10) p.s. la foto e’ utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e’ stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate -> SAVOIA CATTANEO FARAVELLI

Certo dispiace ad esempio vedere l’AUMAi in piazzale Loreto al posto dell’UPIM, o piccole attività che prendono il posto di negozietti locali che erano là da una vita, però credo che pure gli italiani abbiano avuto la loro bella convenienza.


Per gli africani invece è esattamente l’opposto: le ONG ci guadagnano e c’è la corsa ad accaparrarsi una così lucrosa fonte di denaro.
I clandestini allora non sono tutti uguali.
Africani e nordafricani andiamo a prelevarli quasi fin sulle coste libiche.

Arrivano qui, non fanno un tubo, ci costano bei soldoni per ospitarli, vestirli, nutrirli, curarli, dotandoli di “mediatori culturali” e di servizi giuridici e, spesso, si lamentano ed inscenano proteste per cibo ed alloggio non confacenti alle loro pretese (nb: pretese, non “richieste”). Non contenti, stanchi di bighellonare per strada, tampinano la gente chiedendo lamentosamente soldi “per mangiare”, quando sanno benissimo che ci sono un sacco di associazioni umanitarie istituite allo scopo.
E non voglio menzionare i casi di violenze e stupri oltre al pericolo di radicalizzazione islamica.

C’è quindi molta differenza tra queste due categorie.
I cinesi magari evaderanno l’IVA, però molti si integrano bene e si danno da fare per rendersi autonomi. Tanto per dire, lo scorso anno a Bolzano scolastico i voti più alti all’esame di maturità li hanno presi studenti cinesi.

Gli uni che vogliono solo essere assistiti (a spese nostre, ovviamente), gli altri invece che si danno da fare attivamente.

Che c’entrino le ONG?

A pensar male spesso ci si azzecca.

 

 


Conetta.


Conetta è la struttura che, nei pressi di un paesino di 197 anime, accoglie 1500 clandestini e dove qualche giorno fa una giovane ivoriana è morta per una trombosi fulminante.
Dopo la rivolta dei giorni scorsi, si fa la conta dei danni: una tenda distrutta (del valore di 30 mila euro) ed altri vandalismi per un totale di 100 mila euro di danni.
Tubature danneggiate, radiatori staccati, bagni intasati e devastati, caldaie divelte, sporcizia dappertutto.
Vandali tanto ignoranti da rendere inutilizzabile la rete elettrica facendo così congelare le tubature che sono scoppiate per il gelo.
I bancali dei bagni e delle mense, completamente smontati, sono stati usati in parte per accendere falò, in parte per costruire delle capanne e per formare barricate per impedire l’uscita ai volontari sequestrati (ma secondo la magistratura non ci fu sequestro!) e l’accesso alle forze dell’ordine.
Tutto questo disastro in soli due giorni di rivolta!
La cooperativa che gestisce l’accoglienza – ora indagata per truffa – avrà avuto i suoi torti, ma anche questi vandali ci hanno messo molto del loro.

Poi noi – che siamo quelli che paghiamo – dovremmo aiutare questa gentaglia a discapito dei veri bisognosi?


Inviato dal Veloce promemoria


Migranti

Accoglienza sí, accoglienza no.
Abolire o meno il reato di clandestinità?
E se invece rendessimo poco conveniente venire in Italia?
Basta vedere il nostro Welfare quanto è generoso con questa gente. Appena arrivati li accogliamo in hotel, li rifocilliamo, permettiamo loro di criticare i menu che vengono serviti loro (e al paese loro morivano di fame? “Ma mi faccia il piacere” direbbe l’intramontabile Totò ), diamo loro televisione e wi-fi gratis, talvolta pure la piscina, addirittura forniamo personale che metta in ordine le stanze dove alloggiano (ma almeno le pulizie potrebbero farselo loro, ma sono uomini (?) e certi compiti non li svolgono). Poi , quando riescono a trovare una sistemazione -quelli che ne hanno davvero diritto – ecco che scattano i ricongiungimenti familiari, con assegni per moglie e figli a carico e assegni sociali per i genitori anziani senza reddito (che il più delle volte se ne ritornano a casa, facendosi accreditare l’importo in banca). Poi cure mediche (giusto, ma spesso passano avanti agli italiani) e le case popolari, che ottengono facilmente grazie ai numerosi figli.
Se delinquono , c’è sempre una scusante di tipo sociologico… le condizioni ambientali etc etc, e finiscono quasi sempre assolti. Se condannati, finiscono in galera solo per reati davvero gravi, per reati minori (tra i quali rientra pure lo spaccio di stupefacenti) si dà loro un foglio di via con l’intimazione di lasciare questo paese, ma nessuno controlla se l’ordine venga ottemperato.
Qui in Italia insomma trovano l’America, ovvio che vogliano venire qui, almeno quelli che voglia di lavorare davvero ne hanno poca.


Inviato dal Veloce promemoria


Profughi, migranti, clandestini…

Già da tempo si legge di clandestini (prima li si chiamava migranti, adesso sono diventati tutti profughi), che rifiutano il cibo che viene loro servito. Allora mi viene il dubbio, anzi la certezza che non fuggano affatto dalla fame. In effetti i giovanottoni che approdano qui da noi sono belli e sodi, anzi per dirla alla milanese “grand e gross, ciula e baloss” ma in questo caso i ciula e baloss –ossia stupidi, per chi non mastica il meneghino – siamo noi che li accogliamo).

Intanto, in Africa, un sacco di bambini muoiono davvero di fame, però loro non sono in grado di pagarsi la traversata…

Migrants from sub-Saharan Africa rest inside a detention center in the Libyan capital Tripoli on June 4, 2015. Authorities, acting on a tip off, stormed a hideout where more than 500 illegal migrants, mostly men from African, were waiting for people smugglers to take them to boats to Europe, migration officials in Tripoli said. AFP PHOTO / MAHMUD TURKIA

Migrants from sub-Saharan Africa rest inside a detention center in the Libyan capital Tripoli on June 4, 2015. Authorities, acting on a tip off, stormed a hideout where more than 500 illegal migrants, mostly men from African, were waiting for people smugglers to take them to boats to Europe, migration officials in Tripoli said. AFP PHOTO / MAHMUD TURKIA

Il profugo non parte da solo, si porta appresso la famiglia, e qui le donne ed i bambini sono in minoranza. Un profugo proviene da zone di guerra, ma molti sono egiziani, marocchini, tunisini, algerini… che ci fanno sui barconi? E pure quelli che provengono da altri paesi in guerra, perché arrivano qui da soli e non restano a combattere per la libertà del proprio paese, ma lasciano là donne, vecchi e bambini, quindi i più indifesi e maggiormente bisognosi di protezione?

Quando potrò avere una seria risposta? E da chi?

Qui di seguito, una interessante riflessione.

http://www.maurizioblondet.it/perche-sui-barconi-non-arrivano-questi/

profugo - Treccanirifugiato_treccaniclandestino_treccani

Piccolo glossario

Apolide
L’apolide è una persona che non ha la cittadinanza di nessun paese (
convenzione di New York del 1954 relativa allo status degli apolidi).

Migrante/immigrato 
Chi decide di lasciare
volontariamente il proprio paese d’origine per cercare un lavoro e condizioni di vita migliori. A differenza del rifugiato, un migrante non è un perseguitato nel proprio paese e può far ritorno a casa in condizioni di sicurezza.

Immigrato regolare/irregolare
L’immigrato regolare risiede in uno stato con un permesso di soggiorno rilasciato dall’autorità competente. Il migrante irregolare è una persona che:

  • è entrato in un paese evitando i controlli di frontiera;
  • è entrato regolarmente in un paese, per esempio con un visto turistico, ma ci è rimasto anche quando il visto è scaduto;
  • non ha lasciato il paese di arrivo anche dopo che questo ha ordinato il suo allontanamento dal territorio nazionale.

Clandestino
In Italia si è clandestini quando pur avendo ricevuto un ordine di espulsione si rimane nel paese. Dal 2009 la clandestinità è un reato penale.
(quello che non dicono, è che il clandestino entra in un paese senza documenti per non poter essere identificato)

Profugo/profugo interno
Profugo è un termine generico che indica chi lascia il proprio paese a causa di guerre, invasioni, rivolte o catastrofi naturali. Un profugo interno non oltrepassa il confine nazionale, restando all’interno del proprio paese.
Rifugiato
La condizione di rifugiato è definita dalla 
convenzione di Ginevra del 1951, un trattato delle Nazioni Unite firmato da 147 paesi. Nell’articolo 1 della convenzione si legge che il rifugiato è una persona che “temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o opinioni politiche, si trova fuori del paese di cui ha la cittadinanza, e non può o non vuole, a causa di tale timore, avvalersi della protezione di tale paese”.

Dal punto di vista giuridico-amministrativo è una persona cui è riconosciuto lo status di rifugiato perché se tornasse nel proprio paese d’origine potrebbe essere vittima di persecuzioni. Per persecuzioni s’intendono azioni che, per la loro natura o per la frequenza, sono una violazione grave dei diritti umani fondamentali, e sono commesse per motivi di razza, religione, nazionalità, opinione politica o appartenenza a un determinato gruppo sociale. L’Italia ha ripreso la definizione della convenzione nella legge numero 722 del 1954.

L’anno scorso nel mondo ci sono stati più di 45,2 milioni di rifugiati.

Richiedente asilo
Un richiedente asilo è una persona che, avendo lasciato il proprio paese, chiede il riconoscimento dello status di rifugiato o altre forme di protezione internazionale. Fino a quando non viene presa una decisione definitiva dalle autorità competenti di quel paese (in Italia è la Commissione centrale per il riconoscimento dello status di rifugiato), la persona è un richiedente asilo e ha diritto di soggiornare regolarmente nel paese, anche se è arrivato senza documenti d’identità o in maniera irregolare.

Beneficiario di protezione umanitaria 
Chi beneficia della protezione umanitaria non è riconosciuto come rifugiato, perché non è vittima di persecuzione individuale nel suo paese ma ha comunque bisogno di di protezione e/o assistenza perché particolarmente vulnerabile sotto il profilo medico, psichico o sociale o perché se fosse rimpratriato potrebbe subire violenze o maltrattamenti. Le norme europee definiscono questo tipo di protezione “sussidiaria”.

Protezione sussidiaria
La protezione sussidiaria è una forma di protezione internazionale prevista dall’Unione europea riconosciuta a chi rischia di subire un danno grave se rimpatriato, a causa di una situazione di violenza generalizzata e di conflitto. Inoltre può ottenere la protezione sussidiaria chi corre il pericolo di subire tortura, condanna a morte o trattamenti inumani o degradanti per motivi diversi da quelli previsti dalla convenzione di Ginevra.

(Anna Franchin)

 

 


Le anime belle

Andando spesso a Milano, vedevo volta per volta come la città si stava degradando per via di una immigrazione incontrollata. Ne parlavo con amici e colleghi, ricevendo in cambio risatine di scherno e frasi beffarde in quanto mi si rispondeva che quanto dicevo era solo frutto di esagerazione. Adesso basta fare un giro per la città di Bolzano (non parliamo poi dei pressi della stazione), per toccare con mano il degrado che è arrivato anche qui: tutto un pullulare di ragazzoni che,quando non stazionano a crocchi sulle panchine, ridendo, scherzando e telefonando, girovagano per le strade elemosinando con il berretto in mano, aggiungendosi a quei pochi itineranti già presenti da tempo che vendevano cianfrusaglie. Per non parlare della sporcizia che ormai deturpa la città.
Le “anime belle”, che vivono perennemente nelle favole, dove tutto è perfetto, quelle che prima gridavano al razzista, che dicevano che siamo tutti fratelli e che dobbiamo accogliere tutti, adesso sono i primi a lamentarsi per quanto accade e a deplorare quella parte dell’Europa che non vuole accollarsi la sua percentuale di clandestini. Beh, io non mi sento affatto un’anima bella e considero quello che vedo.
Adesso ci ritroviamo a dover mantenere una grande massa di giovanottoni alti e prestanti che bighellonano tutto il giorno, mantenuti a vita dai nostri soldi, praticamente “pensionati” a vita, perché chissà se e quando troveranno un lavoro e se, quando e quanti l’Europa sarà disposta ad accoglierne, senza contare che quanto prima, per via dei ricongiungimenti familiari, verranno raggiunti da padri e madri che percepiranno l’assegno sociale (sempre a spese nostre…per quelli i soldi si trovano sempre).

Poi ci si lamenta che mancano le risorse per rilanciare il lavoro, per fare accedere l’imprenditoria ai finanziamenti, per corrispondere gli adeguamenti programmati ai pensionati, per effettuare lavori pubblici urgenti.

L’Italia è alla frutta.

AMEN.

http://www.secoloditalia.it/2015/05/hotel-stellato-non-basta-limmigrato-si-lamenta-litalia-ci-dei-soldi-video/


Riflessione

Dopo l’ennesimo naufragio con relativa strage di clandestini (io continuo a chiamarli così), adesso molti anche di sinistra cominciano a ragionarci su e a dire che non possiamo accogliere indiscriminatamente tutti, che anche l’Europa deve fare la sua parte, che tra quanti arrivano possono annidarsi dei terroristi, anche se Alfano dice che tutto è sotto controllo, ma chi si fida di lui?
In poche parole, il buonismo imperante catticomunista sta in parte regredendo: ha iniziato Cacciari e le stesse osservazioni appaiono oggi in prima pagina perfino su “Repubblica”.
Come mai questo improvviso cambio di rotta? I morti c’erano stati anche prima, e tanti. C’è differenza tra quelli di allora e questi dell’altro giorno?
I politici dell’opposizione sono diventati ignobili razzisti come Salvini e Meloni?
No, è solo che le elezioni si avvicinano, ed i nostri cari politici hanno fiutato l’aria che tira, lo scontento della gente comune che non sopporta più questa situazione.
Ed allora i nostri cari rappresentanti agiscono di conseguenza.
Passato questo periodo, tutto cadrà nel dimenticatoio e tornerà come prima.


Inviato dal Veloce promemoria


Emergenza.

I barconi continuano ad arrivare.

Complici le belle giornate ed il mare favorevole, sempre più natanti, spesso fatiscenti, vengono soccorsi dalla nostra Marina.

E questo mi fa incazzare.

Non tanto perché ormai li andiamo a prelevare quasi a casa loro: infatti, appena varcate le loro acque territoriali viene lanciato un avviso di soccorso ed i nostri mezzi naturalmente accorrono.

Mi fa incazzare il fatto  che nessuno sa se i “naufraghi”(?) siano veramente profughi o rifugiati politici. Molti provengono da paesi assolutamente NON in guerra, come Tunisia,Marocco ed Algeria: sono giovanottoni in forze che, se davvero ci fosse un conflitto, avrebbero il DOVERE di combattere per il proprio paese.

Li vedevo bighellonare senza nessun controllo per Milano, dove la zona via Tadino e dintorni era un punto di ritrovo di somali ed eritrei, molti con le tute azzurre della nazionale italiana.

Il nostro caro ministro dell’interno blatera che non baratta la vita dei “rifugiati” (sic!) con un pugno di voti. Che lo dica ai parenti delle vittime delle violenze di alcuni di loro.

Noi ci si aspetterebbe poi un minimo di riconoscenza per averli salvati.

Invece no: arrivano ed iniziano a pretendere.

I centri di accoglienza sono già in piena emergenza, e siamo solamente ad aprile, ed è ovvio che l’Italia non è in grado, a questi ritmi, di ospitare tutta questa gente e di gestire il problema, scremando tra rifugiati effettivi e clandestini. Questi ultimi DEVONO essere rimpatriati, ma una volta sul nostro territorio l’identificazione è difficile, se non addirittura impossibile. Quindi si lasciano penare queste persone per mesi nei Centri di Accoglienza, oppure , come più spesso accade,  si lasciano liberi. Così chi vuole lavorare, va in altri paesi dell’UE, gli altri rimangono qui e si “arrangiano” o con lavoretti in nero o con altri mezzi meno leciti.

I nostri politici sostengono posizioni fortemente contrapposte: da una parte il buonismo ad oltranza, dall’altra i “cattivi” che paventano sopraffazioni e contagi di malattie, ma tutto a scopo propagandistico in quanto si avvicinano le elezioni.

La soluzione di un’unica operazione europea non è fattibile: l’UE si scarica la coscienza fornendoci dei fondi e poi si disinteressa totalmente del problema, non solo, ma ci bacchetta (anche trasmettendo le immagini delle telecamere interne per far vedere quanto siamo disorganizzati)  per come sono gestiti i centri di accoglienza, senza considerare la mole di lavoro che questa conduzione comporta.

Allora perché non creare una zona extraterritoriale dove ospitare (ed identificare) tutta questa massa di gente, ad amministrazione comunitaria dove tutti concorrano a queste operazioni e dove i rimpatri dei clandestini non siano di competenza esclusiva della nostra nazione, ma di tutta la comunità europea?

 


Clandestini

image

Abolire il reato di clandestinità.
Andare a prendere profughi e presunti tali fino a casa o quasi.
Tenerli per qualche tempo nei centri appositi per verificarne l’identità.
In ogni caso, prima o poi regolari ed irregolari, vengono lasciati liberi.
E poi?
Che si arrangino. Che rubino, che stuprino, che riducano le nostre città come letamai.
È come acquistare un cane e lasciarlo libero sulla strada non appena ci si rende conto che dà fastidio o che non si è in grado di mantenerlo.
Ma qualcuno continua a parlare di accoglienza.
Ad un certo punto dobbiamo avere il coraggio di dire “basta”.

Inviato dal Veloce promemoria


Il buon pastore

il-buon-pastoreQuesto più che un Papa mi sembra un parroco per come parla e si comporta.

Frasi semplici, sorrisi, spesso circondato da bambini (lasciate che i pargoli vengano a me). Ma ci sono cose che mi lasciano perplessa e mi indispettiscono.

Quel suo continuo appellarsi alla solidarietà verso i poveri clandestini … ops… migranti che per riconoscenza per essere stati salvati dall’annegamento bruciano e distruggono i centri di accoglienza e boicottano i cibi preparati per loro.

Se non si trovano bene qui in Italia se ne ritornino nei paesi d’origine e se in queste nazioni si sentono perseguitati che combattano per raggiungere la libertà, per quanto le esperienze negli altri paesi non lascino sperare bene.

Nemmeno una parola per ricordare a questa gente che ci debbono un minimo di riconoscenza e che non possiamo accogliere indistintamente tutti concedendo loro una casa e del lavoro quando manca anche per la nostra gente che ha faticato per ottenere quanto essi, molto spesso con arroganza, pretendono.

Nemmeno una parola sui cristiani martirizzati nei paesi mussulmani tanto da essere drasticamente scesi di numero.

Nemmeno una parola nemmeno sui poveri cristi che si sono suicidati per ragioni economiche.

Chissà se anche nel regno dei cieli ci sono cittadini di serie A e di serie B?