La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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‘ndemm a tapascià

Ogni tanto ci vogliamo cavare qualche sfizio ed allora, invece di pranzare come al solito, abbiamo deciso: oggi patate fritte! In via Torino c’è la friggitoria di Amsterdam chips… evvai!

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Confezione piccola, media o family? Dato che è il nostro pranzo, via con l’opzione media . Al naturale per me, salsa curry-ketchup per mio marito, uno steccone per infilare le patate mentre si mangia e via! Ci si sente ringiovanire con un bel cartoccione del genere, ma l’appetito non è più quello dei 20 anni… Morale della favola: almeno un terzo del pranzo è finito nel cestino, e mi piangeva il cuore…:'(
Gira e rigira, pur se Milano è grande, si frequentano sempre gli stessi posti, perciò ecco un salto in Galleria e ci attende una sorpresa: Viganò si trasferirà da lì in zona piazza Diaz. Non è molto distante, ma non sarà più la stessa cosa. Ripenso a quante belle cosette ho acquistato in quel negozio, foulards, cappellini, ventagli, molta bella bigiotteria sia per me che da regalare a mia madre, a mia nuora o a diverse amiche.

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Infine un giro in Chinatown, ossia via Sarpi. Anche qui novità. Mentre il Colorificio Sarpi e la storica Cappelleria Melegari resistono, un localino che frequentavamo e che preparava tramezzini e piadine da favola invece ha chiuso ed è stato rilevato, naturalmente, da cinesi.
Qui  in zona, un balconcino con una strana “scultura”.

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La sera poi cena nel ristorante del nostro amico Roberto. Mio marito dice sempre che lì mi sento come a casa grazie alla statua di legno di uno Schutzen.

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Inviato dal Veloce promemoria


9 maggio…La Cina è vicina…

 

Avevo promesso a mio marito di regalargli l’ennesimo Stetson. Dopo il cappello nero e quello nocciola, ora è la volta di quello color panna. E dove acquistarlo se non da Melegari? Così piano piano, dalla via Farini siamo arrivati in via Paolo Sarpi…in piena Chinatown. E qui una gradevolissima sorpresa. Ci mancavamo da circa un anno, e la ricordavamo con un traffico caotico e piena di botteghe cinesi tipo discount, con merci accatastate disordinatamente in grossi scatoloni di cartone.

 

Adesso è completamente trasformata. Innanzitutto è diventata zona pedonale, con un bel passeggio di gente; poi è stata creata pure qui una ciclabile e, aboliti completamente i marciapiedi, sono state create delle aiuole verdi intervallate da filari di piante. Le botteghe disordinate, anche se sempre cinesi, sono diventati negozi piacevoli a vedersi. Tutto un altro mondo, in così poco tempo, anche se la zona è rimasta prettamente orientale… In più, da una parte all’altra della via, tantissimi fili dove sono appesi moltissime bandierine tricolori.

 

 

Negozi di abiti si alternano a quelli di articoli in pelle e di bigiotteria. Non mancano, naturalmente, i ristoranti, ma anche lavori di fine oreficeria o di suppellettili in giada ed avorio, lavorati con pazienza davvero cinese!

Melegari è sempre lo stesso, da non so quanti anni, mi sembra dati addirittura dal 1914. Un negozio dallo stile vecchiotto, su vari piani, scaffalature di legno, forme sempre di legno per la fabbricazione di cappelli artigianali in feltro e poi i reparti dei Borsalino e degli Stetson, passione del consorte, e che tra l’altro gli stanno pure bene e si integrano perfettamente con il pizzetto alla Kit Carson.


Cinesi

Sarebbero simpatici, ma sono troppi.All’inizio vendevano cianfrusaglie e vestiario di infima qualità, poi si sono appropriati di bar e ristoranti, adesso stanno aprendo dappertutto salono di massaggi (?), ben 3 solo nella nostra zona…il pericolo giallo incombe…

In via Paolo Sarpi ormai sono la maggioranza; la strada e quelle adiacenti si sono trasformate in una Chinatown di grandi dimensioni, e le botteghe degli orientali hanno ormai soppiantato tutte le piccole imprese artigiane che prima proliferavano (falegnami, fabbri, meccanici di biciclette, orafi, piccoli elettrodomestici), snaturando l’essenza stessa della città.

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