La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Funerale

foto-funerali-dario-foIeri ho passato la giornata con mio marito e con amici che non vedevamo da tempo, quindi mi sono risparmiata lo stravolgimento dei palinsesti televisivi per i funerali di Dario Fo. Cosa penso di lui, credo che si possa tranquillamente capire da quanto ho scritto lo scorso giorno, comunque lo ripeto, tenendo presente che è un mio personalissimo giudizio: personaggio sopravvalutato da vivo ed ora straosannato da morto.

Non è stato però possibile esimermi dalle notizie riportate oggi sui giornali.

Non voglio riportare le “solite “ notizie sui trascorsi repubblichini e sui compagni che hanno intonato “Bella ciao” (visto la frequenza con la quale viene cantata, la si potrebbe sostituire a Fratelli d’Italia) senza considerare che all’epoca il Dario era uno di quelli che con i partigiani mica ci andava tanto per il sottile…

Nemmeno voglio ricordare che ultimamente era grillino, mentre il figlio Jacopo ha detto papale papale che erano COMUNISTI, nemmeno piddini, ma proprio comunisti). Ergo… beh, le conclusioni le lascio a chi legge.

Poi c’è chi ha sollevato obiezioni sulla presenza di autorità civili e picchetto militare in alta uniforme, che Fo, da vivo, aveva sempre schernito. Una fiera dell’ipocrisia nei confronti di uno che ha sempre preso per i fondelli

Parlo della cerimonia funebre in se stessa.

E qui mi sono sorte delle perplessità.

Il funerale si è tenuto sul sagrato del Duomo di Milano ed il sagrato è parte integrante della chiesa. Le esequie di uno che si è sempre e pubblicamente definito ateo possono essere celebrate su un sito che è ritenuto sacro? Si poteva almeno usare la piazza, e non ci sarebbe stato nulla da eccepire…ma il sagrato? Sarà stato richiesto un qualche permesso, e chi lo avrà concesso?

Questo asservimento della Chiesa ad uno che l’ha sempre disprezzata e dileggiata (e detto da me, agnostica) mi è sembrato un calar di braghe di fronte a chi il potere lo detiene, anche se indirettamente.

Poi, parole del figlio (lo ricordo: ateo) ha detto che ora il padre è assieme a Franca: non è vero che si muore davvero ed ora si faranno grandi risate…Beh, sono alquanto perplessa da queste dichiarazioni. Ateo che crede in un aldilà…

Non si finisce mai di essere stupiti.

Sorgente: proFBonomo: Il sagrato delle chiese


donne di una volta…

Trovato tra le carte di mia suocera…un libretto donatole dalla parrocchia in occasione del matrimonio.

DOVERI PARTICOLARI

Particolare dovere del marito è quello certamente del governo della casa, della famiglia.

Esso è il capo, a lui spetta la direzione, la provvidenza, la difesa.

La direzione deve essere amorevole, la moglie non è una schiava, ma una compagna e il marito deve avere per essa il rispetto che vuole per se stesso.

La provvidenza impone al marito di procurare alla moglie e alla famiglia quanto è necessario e conveniente secondo il proprio stato e la possibilità.

La difesa è per la debolezza della donna, che il marito non deve esporre a tentazioni nelle quali sono facili le cadute, portandola di qua e di là, mettendola a contatto con persone di dubbia fama. Difesa, non esigendo da essa cose che non si conciliano con la sua dignità e con la santità dello stato coniugale. La difesa impone anche la vigilanza sulla famiglia, e cioè sui figli, su quelli che frequentano la casa. Non per niente san Paolo paragona lo sposo a Gesù Cristo, egli lo fa per inculcare gli sposi cristiani d’essere per le loro spose quello che Cristo è per la chiesa.

Che se il marito è il capo, la sposa cristiana deve essergli sottomessa, né riguardare come un peso questo dovere. Sottomessa con la mente, uniformando la sua volontà a quella del marito; sottomessa colle sue opere non facendo nulla di nascosto o in suo pregiudizio, o in pregiudizio della sua autorità.

Nessuna smania di primeggiare nel governo della casa, nessuna smania di primeggiare nell’ossequio e nell’amore dei dipendenti e principalmente dei figli.

È dovere della sposa il cercare di piacere al marito e molte sono le ragioni che inducono un tal dovere. Questo lo deve adempire senza venir meno alla propria dignità, senza concedere ciò che è contro la legge santa del Sgnore.

Anche nel vestire deve sforzarsi di piacere, senza venir meno a quella modestia che è il più bell’ornamento della donna e senza aggravare di spese superflue il marito, il quale, se ama che la sua donna vesta con proprietà e decoro, l’ama di più se essa sa regolarsi colla economia e fare da sé senza toccare la sua borsa.

La donna saggia, la donna prudente che ama la sua casa, ne ama la proprietà e rinuncia volentieri a girare di qua e di là, rinuncia volentieri alle chiacchiere e ai pettegolezzi per attendere ad essa e farla prosperare.

Una casa ben ordinata diventa cara anche al marito il quale, se nella moglie non trova una creatura sommessa, dolce, paziente, interessata a piacergli, l’abbandona volentieri per passare le ore libere all’osteria, al caffè, al teatro, forse in qualche luogo peggiore.

Se ad una sposa cristiana toccherà di convivere colla suocera, colle cognate, faccia di tutto per conservare la pace, sacrificandosi anche un poco. Sarà tanto più cara al marito, tanto più preziosa alla famiglia.

Beh, spiegatemi come si possa conciliare il fatto di essere libera (la moglie non è una schiava) con l’essere sottomessa, compiacendo in tutto il marito, sottostando sempre alla sua autorità, restando sempre in casa, rinunciando alle proprie amicizie etc etc… Già, le donne erano esseri deboli che necessitavano della difesa del marito, difesa più spirituale e morale che fisica. soggette a mille tentazioni… Anche la Chiesa aveva allora ben poca considerazione delle donne… In poche parole, le donne dovevano essere dei fantocci, sempre disponibili e sorridenti senza nemmeno il diritto di lamentarsi…


Sacro e profano

Bene, anche la Chiesa paghera’ l’IMU sui suoi immobili destinati ad attivita’ commerciali, il che si tradurra’ in un costo aggiunto per i cittadini (tantissimi di inclinazioni “sinistre”) che si avvalgono delle scuole o delle cliniche gestite da religiosi che adempiono a questi compiti senza distinzioni di credo religioso o di opinioni politiche.

Adesso mi aspetto un altro atto di coraggio da parte del governo, ossia costringere i sindacati a rendere pubblici i loro bilanci.

Pur incassando una vagonata di soldi pubblici, non solo non sono tenuti alla presentazione dei bilanci, ma non sono nemmeno soggetti al controllo della Corte dei Conti.