La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Articoli con tag “censura

Censura

D’accordo, Facebook è un sito privato e chi lo frequenta è ospite ed è tenuto a rispettare certe regole di comportamento. Nulla da eccepire su questo.
Le regole di comportamento quali sono?
Sono andata a rileggermele.
Quelle che riguardano questo post, attengono alla sicurezza, ed ecco quanto recita la normativa in questione, alla voce “sicurezza”:


Bene, ditemi quali delle predette condizioni non sono rispettate dal video di Giorgia Meloni che i solerti moderatori (meglio chiamarli censori) di Facebook mi segnalano come spam e hanno perciò rimosso dal mio diario.
Notare che altre volte ho segnalato siti dove “gentili signorine” che richiedevano l’amicizia offrivano prestazioni sessuali di vario tipo ed in maniera molto esplicita e che quindi contravvengono alle suddette norme di comportamento ma, tranne un caso, le mie segnalazioni non hanno avuto seguito, anche se contravvenivano palesemente al punto 7 della normativa.
Debbo perciò pensare che parole come clandestino, zingaro, negro e, udite udite, “patriota”‘ siano invise non tanto a mr. Zuckerberg, quanto ai suoi corrispondenti censori italiani asserviti ad una certa corrente di pensiero.
Ecco perché molte cose adesso le pubblico su VK.
Non credevo che sarei arrivata a pensare che su un sito russo ci fosse molta più democrazia che su uno proveniente dalla democraticissima America.

.

 

 


Stufa

Comincio ad essere stufa di facebook.

Stufa della sua censura. Mi si obietterà che, essendo un sito gestito da un privato, può controllare ciò che si può o no  pubblicare. 

Giusto, però a volte la censura è a senso unico. Mi è capitato di segnalare delle richieste di amicizia chiaramente a sfondo pornografico (bastava cliccare sui link che allegavano) o dei siti antisemiti, e mi è stato risposto che non violavano le regole di comportamento del network.

Pure il sito antisemita! E dire che Zuckerberg è ebreo!

Stufa di non poter usare la parola “clandestino” per indicare  chi arriva  in casa nostra senza documenti  e senza averne titolo, e dover  invece usare l’orrendo termine “migrante”.

Stufa di dover utilizzare le parole “rom,  Sinti,  camminante”  al posto di  zingaro, che fino a poco tempo fa faceva parte del nostro  lessico usuale. 

Perfino stufa di non poter usare l’italianissimo termine negro, che si reperisce in ogni vocabolario e deriva dal latino. 

Gli americani lo considerano offensivo?  Lo sostituiscano pure con Black, che poi molti Black ormai non sono più  nemmeno tanto neri ma di un color cioccolata o caffelatte appena macchiato, tipo l’Obama. Usare il termine “di colore” è stupido…pure il bianco è un colore…o no?

Stufa di leggere e ascoltare mass media asserviti che offendono la nostra lingua utilizzando improbabili termini vòlti al femminile pur di compiacere “qualcuna” che occupa un alto scranno.

Non ci arrivano che non è la parola ad essere offensiva, ma il contesto nel quale la si usa.

Posso dire con ammirazione :”Mio figlio ha un ottimo professore negro di matematica”, come posso anche dire “levati dai coglioni nero di merda”.  Qual è il contesto maggiormente offensivo?  Quello “politicamente corretto” con la parola nero, oppure l’altro? 

Duro farlo capire a certe zucche vuote.

(Zucca si può dire o devo scrivere cucurbitacea?)


Censura

 

Avevo postato un video su Facebook dove si vedevano dei bambini e dei preadolescenti islamici addestrarsi all’uso di armi, pistole e mitra, per poi recarsi in madrassa a recitare il corano. 

Il video mi è stato cancellato, come pure una successiva versione ridotta fornitami da un contatto che ho postato anche qui su WordPress. L’ho riproposto su Facebook per la terza volta, classificandolo per i soli amici e per ora resiste. Non so chi abbia richiesto la cancellazione, se è qualcuno contrario a che questi fatti vengano a conoscenza dell’opinione pubblica oppure se sia opera della stessa Facebook. In quest’ultimo caso, la cosa mi dà ancora più fastidio perché su questo sito su vedono a volte esimie porcherie o cose stucchevoli o palesemente false.

La verità è fastidiosa, sempre…