La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Parere personale

Mi chiedo se gli italiani si siano finalmente resi conto a chi hanno lasciato in mano l’Italia.

Mi riferisco all’uscita infelice del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede che, intervistato dalla giornalista Annalisa Cuzzocrea, afferma che gli innocenti non vanno in carcere (ed a questo proposito la figlia di Enzo Tortora ha chiesto un chiarimento su questa frase). La giornalista aveva evidenziato che in carcere ci sono attualmente oltre 60mila detenuti in attesa di giudizio e che, secondo la statistica, oltre la metà di costoro risulterà innocente, e che dal 1992 al 2018 ben 27mila persone sono state risarcite dallo stato per ingiusta detenzione.

Successivamente, non so in quale contesto – se Twitter, Facebook o canali istituzionali – , Bonafede ha “rettificato (?) la sua affermazione, scrivendo che “gli innocenti ASSOLTI non vanno in carcere”: premesso che pure un colpevole assolto non va in galera, non credo che questo sia un ragionamento da ministro della Giustizia, anzi, come si dice solitamente, “peggio el tacòn del buso”.

Notare che Bonafede è l’unico sopravvissuto tra i ministri del governo Conte 1, probabilmente perché a suo tempo sponsorizzò la nomina di Giuseppe Conte a Presidente del Consiglio.


Misteri italiani

Il fermo dell’indagato non è stato convalidato, ma lui resta comunque in carcere.

Spiegatemi il perché.

Boh!


Vostra Eccellenza che mi sta in cagnesco…

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Da una intercettazione… (ripresa da “il Giornale”)

Antonio Ligresti: Anna Maria? Sono Antonino

Anna Maria Cancellieri . Qui non c’è nessuna Anna Maria. Mi chiami eccellenza.”

Adesso non voglio difendere a spada tratta la Cancellieri, però non mi sembra opportuno che un ministro abbia delle preferenze per un carcerato piuttosto che per un altro, date le migliaia di persone che stazionano nelle patrie galere. Certamente per la Ligresti c’erano tutte le condizioni per la scarcerazione viste le precarie condizioni di salute, però il punto principale, per mio conto, è un altro. NON deve esserci la carcerazione preventiva, almeno per questo tipo di reati. Se poi il caso Ligresti si dovesse rivelare simile, se non uguale, al caso Scaglia? E poi non c’è equità: abbiamo investitori drogati ed alcolizzati liberi, abbiamo uno Schettino senpre libero e voi, con un processo ancora da istruire e per dei reati di natura economica tenete in carcere della gente?


Dei delitti e delle pene

Marco Pannella…Appare in televisione, sempre più magro, con l’aspetto diafano e trasparente, quasi ascetico. Se non fosse per gli occhi ancora incredibilmente azzurri, sembrerebbe uno di quei teschi che conservano ancora la capigliatura e che adornano certe capanne di popoli primitivi. Ovvio, fa tenerezza a guardarlo, però i suoi scioperi della fame sanno tanto di ricatto, (come ho espresso in un altro blog) ed ho l’idea che, vista l’età ormai avanzata, voglia trasformarsi in un martire e lasciare così un segno nella storia dei nostri tempi. Magari sbaglio, ma la mia impressione è questa. A suo tempo riconosco che ha combattuto molte battaglie, anche se non le ho condivise tutte, quella per il divorzio, ad esempio, mentre per l’aborto ci andrei molto più cauta, limitandolo a pochissimi casi, e sviluppando meglio la prevenzione.

La sua protesta contro le carceri mi lascia dubbiosa. È vero che i detenuti vivono ammassati nelle celle in condizioni inumane, ma non è una buona ragione per amnistiare una buona parte dei reati. Quando Prodi si insediò a Palazzo Chigi, il primo provvedimento preso dal suo esecutivo fu quello dell’indulto. Entro poco tempo, il 70% dei detenuti liberati rientrò in carcere, e chi ci rimise fu quella parte della popolazione che fu oggetto di nuove azioni delittuose.

Ed erano delitti di “poco conto”… si fa per dire. Se io cittadino comune per evitare di essere derubato devo barricarmi in una casa con porte blindate e sbarre alle finestre, divento io stesso un recluso…

Tanti propongono la costruzione di nuove carceri, e fin qui ci sta, con celle più spaziose e servizi moderni, ma qui da riformare sarebbe tutto il sistema carcerario.

Innanzitutto la carcerazione preventiva. La detenzione in attesa di processo, tranne pochissimi casi per la pericolosità dell’imputato ( mi viene in mente Sallusti… che pericolosità quel giornalista!), oppure di reiterazione del reato o pericolo di fuga, deve essere assolutamente vietata. La detenzione di extracomunitari pure, rinviando gli stessi nei paesi d’origine a scontare la pena. E già con questi due provvedimenti la popolazione carceraria si sfoltirebbe di parecchio.

Poi sono da rivedere le misure a favore di alcuni reclusi. Certi permessi premio, certe diminuzioni di pena per “buona condotta” ed altri provvedimenti, andrebbero concessi con maggiore oculatezza: ovvio che in carcere la maggior parte dei prigionieri si comporti bene, ma è sotto gli occhi di tutti, ad esempio, che Pier Luigi Destri, responsabile del recente sequestro di Andrea Calevo, il giovane imprenditore edile, era già stato oggetto di ben due provvedimenti di grazia da parte di due diversi presidenti della Repubblica, mentre mi ritorna alla mente il caso di Angelo Izzo, responsabile del massacro del Circeo che, in regime di semilibertà, si è reso responsabile di violenza sessuale e di un nuovo, duplice omicidio. Ed è da modificare anche la discrezionalità concessa ai giudici che, in casi simili, si comportano a volte in modo diverso, comminando pene differenti per delitti praticamente identici.

Dicono che il carcere dovrebbe servire a rieducare la persona, a reinserirla nella società: fosse vero, almeno per i reati meno gravi, si possono istituire pene alternative, come il servizio coatto in comunità che operano nel campo sociale, ma ben pochi possono usufruirne, e alcuni di essi cominque non ne traggono beneficio, reiterando I reati per I quali erano stati puniti.

Nel frattempo, costruiamo pure nuove carceri, con celle singole, o al massimo a due posti, dotiamole di ogni comfort come succede nei paesi scandinavi e poi magari ospitiamoci pure i nostri pensionati al minimo che non riescono a tirar fine mese, ma in compenso avrebbero alloggio e vitto gratuito!