La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Incavolature estive

Possibile che molti non lo capiscano? Solamente Fassina ha detto, finalmente, una cosa giusta, e per questo è stato attaccato dai suoi stessi compagni di partito, dallo stesso governo e dalla Camusso, tanto da essere stato costretto ad una parziale ritrattazione. E’ assai semplice il ragionamento: con l’aumentare della pressione fiscale cresce anche l’evasione. Ed a pagare (in misura via via maggiore) saranno sempre gli stessi, cioè i lavoratori dipendenti che non possono evadere nemmeno volendo. Ma anche loro, per difendersi, inizieranno a richiedere prestazioni senza fattura a fronte di uno sconto…e così diventeremo come il gatto che si mangia la coda!

Intanto, i nostri cari parlamentari della Camera (M5S escluso) si sono autorizzati l’erogazione dei rimborsi elettorali ai partiti, per un importo di oltre 56 milioni di euro, mica bruscolini…Manca ancora l’approvazione del Senato, ma si sa già come andrà a finire!

Poi c’è l’INPS che restituisce il prelievo sulle pensioni d’oro istituito dal governo Berlusconi. Mi aspetto solo che per pagare la restituzione blocchino le pensioni minime…sarebbero capaci di farlo.

 

 


se piangi…se ridi

Che piangano o che ridano, per noi la sostanza non cambia…sempre fregati restiamo!


Eva contro Eva

Emma Marcegaglia non mi è mai piaciuta molto, ma questa volta devo darle proprio ragione quando dice che l’articolo 18 è anche un alibi per salvare fannulloni, ladri ed assenteisti cronici. Hanno poco da ribattere la Camusso o, in misura minore, Bonanno ed Angeletti. Ricordo quando tanti “lavoratori” per il solo fatto di appartenere ad un sindacato sono stati riassunti forzatamente, concordo anche nel fatto che i dipendenti pubblici siano iperprotetti rispetto al settore privato.

Ricordo, tra tutti, i dipendenti che allo scalo di Malpensa o di Fiumicino rubavano a manbassa…di loro solo una minima parte è stata licenziata.

Poi quello che il sindacato non dice è che la protezione dell’art.18 vale  per nemmeno la metà dei lavoratori, in quanto in Italia sono ben 9,5 milioni di dipendenti di aziende con meno di 15 lavoratori a fronte di 7,9 milioni di impiegati nelle aziende con un numero di lavoratori superiori a questo limite. All’estero poi una simile norma, che obblighi al reintegro del lavoratore senza giusta causa non esiste proprio.

Quindi, pur augurandomi che un punto di incontro con le forze sindacali venga trovato, spero che Monti non si lasci intimidire (non me ne sembra il tipo, tra l’altro) e prosegua nei suoi intenti di riforma.


18

Io il 18 lo rifiuto

Era il tormentone di Sergio Vastano al Drive in di tanti anni fa…

Ma adesso non è la votazione al limite minimo della sufficienza del libretto universitario. E’ invece quello che dicono gli imprenditori dell’art.18 dello statuto dei lavoratori.

Se io fossi un imprenditore proprietario di una piccola azienda con un numero di dipendenti inferiore a 15 (5 se agricole), di fronte al dilemma dell’inamovibilità dei dipendenti qualora dovessi ampliare la mia produzione, rinuncerei a priori ad assumerne altri, perché tanto prima o poi, dovessi decidere di licenziarne qualcuno, ci sarà sempre qualche magistrato che mi intimerà di riassumere il dipendente con la medesima mansione precedentemente ricoperta, corrispondendogli pure le competenze arretrate anche in assenza di prestazione lavorativa.

Quindi in tal modo si blocca lo sviluppo, si frena la crescita, si mina il potere decisionale e discrezionale del datore di lavoro (l’unico in grado di valutare l’idoneità del dipendente), si bloccano gli eventuali investimenti esteri, frustrati dalla nostra legislazione.

Senza dar ragione alla battuta infelice di Monti, per cui il lavoro fisso e’ noioso, e senza stigmatizzare quanto detto dalla Cancellieri (posto fisso vicino a mamma e papà), bisogna comunque riconoscere che la disciplina dell’impiego è fortemente cambiata. Non si può considerare indissolubile un rapporto di lavoro solo perché lo statuto te lo consente, con l’avallo e la protezione dei sindacati, ma creando disparità tra lavoratori di grandi e piccole aziende, i primi superprotetti, gli altri (sembrerà strano, ma sono la maggioranza) un po’ meno .

Non so se Fornero (senza “la”), avrà la necessaria forza di contrastare i sindacati, specialmente la CGIL refrattaria a qualsiasi tipo di confronto… E dire CGIL equivale a dire PD, secondo il quale la ministra raggiungerebbe il 70% delle preferenze…sempre che l’art.18 non venga toccato! Ad avvalorare quanto ho sopra detto, c’è appunto il recente reintegro con contestuale corresponsione delle mensilità non percepite di un lavoratore in malattia, che però doveva stare piuttosto bene, visto che era in piazza a manifestare…se non è un caso di “giusta causa” questa, non so come possa essere altrimenti definito. (io anzi considererei anche quanto ha percepito di indennità di malattia e farei una indagine presso l’INPS).

Non sarebbe stato meglio liquidarlo e dare il posto a chi ha davvero voglia di lavorare? C’è solo da sperare che il bocconiano da 110 e loden ce la faccia a superare l’ostacolo entro il termine di marzo: per ora “sembra” che si sia raggiunto un piccolo compromesso relativamente ai precari ed alle aziende che decidano di investire nel nostro paese. Staremo a vedere….( ma ve l’immaginate un  têtê-a-têtê tra Monti e Camusso?…ma tra poco è san Valentino….)


Tempi duri

Vado controcorrente, lo so, ma personalmente sono abbastanza in sintonia con Giulio Tremonti.

Qualcuno storcerà il naso, sentendosi commissariato dalla BCE, però ricordiamo che pure Prodi, quando ci propinò l’Eurotassa non seppe dire altro che “è l’Europa che ce lo chiede”.

So che ci aspetteranno lacrime e sangue, so che dovrò aspettare ancora più tempo per la pensione, che mi dovrò sorbire altri sacrifici come gran parte degli italiani, ma non si può fare altrimenti.

D’accordo, il ministro non ha detto chiaramente dove e come troverà i 20 miliardi di euro che mancano per anticipare il pareggio di bilancio, però è una cosa che bisognerà fare, a qualsiasi prezzo, per non lasciare un enorme debito sulle future generazioni. C’è un bisogno impellente di modificare l’art.81 della Costituzione, specie nell’ultimo comma.

Finiti i bei tempi quando, per fare fronte alle spese bastava emettere nuovi titoli di stato: e chi ce li compra più oggi? Una volta erano il bene-rifugio di chi andava in pensione, riscuoteva le cedole e salvava il capitale. Oggi i titoli pubblici sono solo strumenti di speculazione di chi vuole rovinare economicamente uno Stato… Sicuri? No, perché non sono altro che carta, senza nessuna copertura, nessuna garanzia… oppure, per fare fronte al debito che dovrebbero coprire ci vendiamo il Colosseo agli stranieri come voleva fare Totò?

Finiti anche i tempi in cui, per alzare il PIL era sufficiente aumentare le retribuzioni pubbliche, ora diventate insostenibili, tra premi e contropremi: invece di licenziare i parassiti o decurtare loro lo stipendio, si gratifica chi fa solo il proprio dovere lavorando: ma per quello non c’è già la retribuzione? Inoltre, per sopperire ai ritardi nel lavoro, si assumono ancora persone, una parte delle quali, finito il periodo di prova, diventerà parassita a sua volta. (statali e parastatali, non insorgete…vengo da quel settore dove ho lavorato per 25 anni…e so come vanno le cose).

Però le ipotesi del ministro sono solo manovre di cassa, non “strutturali”.

Se mi tassi il patrimonio, questo produrrà sempre meno reddito, cioè mi prendi AL MOMENTO qualcosa con una mano, però l’altra, in futuro, resterà fatalmente più vuota.

Ma se mi abolisci 100 Province, con relativi 100 Presidenti, 100 giunte con relativi assessori e consiglieri…questo è un bel risparmio, duraturo nel tempo. (e c’è un presidente di provincia che prende più di Obama…vero Obmann Durnwalder?).

Il riparmio quindi non consiste nelle 40 auto blu a disposizione del Quirinale..opps…35 come ci ha tenuto a quantificare l’ufficio stampa, ma quanti sono gli addetti a questo ufficio? Mah…

Ed una mano la diano pure gli “altri”.

In tempo di vacche magre bisogna aumentare la produttività, e la Camusso, che di economia è piuttosto indietro, per non dire chiaramente che non ne capisce una mazza, ancorata ad una visione veterocomunista, che fa? Galvanizza le masse prospettando uno sciopero generale….mentre qualcun altro che tempo addietro parlava di smacchiare leopardi o pettinar bambole, ora blatera solo di patrimoniale, perché di altre proposte non ne ho sentite…

Vorrei davvero che TUTTI si mettessero a disposizione dell’Italia, prescindendo dal colore politico, vorrei che tutti, a partire dalle alte sfere, dessero un esempio…allora anche la pillola, per noi gente comune, sarebbe meno amara.


Faccia tosta

 

Premesso che il cosiddetto “precariato” (al quale non sono pregiudizialmente contraria, anche se riconosco che abbisogna di serie modifiche) è figlio del “pacchetto Treu” – proposto durante il Governo Dini ed attuato dal Governo Prodi -, destinato ad accrescere, seppure temporaneamente, l’occupazione giovanile, viene da ridere vedere la CGIL in piazza, Camusso in testa, che denuncia il suddetto precariato sventolando lo striscione con la scritta “Il nostro tempo è adesso, la vita non aspetta”, senza considerare che proprio il giorno prima aveva avuto luogo una manifestazione di lavoratori/lavoratrici licenziati dal predetto sindacato, in parte per essersi opposti ad anni di lavoro in nero (bell’esempio!), al mobbing o addirittura ad avances di tipo sessuale. Pochi organi di stampa hanno dato rilevanza alla notizia della sospensione di tre dirigenti della sezione CGIL di Trento che avevano postato le storture sindacali su di un blog e per questa loro iniziativa sono stati sospesi. La CGIL ha comunicato che I casi di lavoratori licenziati erano solamente 6, ma in realtà sono molti, molti di più, come si evince dal link

http://licenziatidallacgil.blogspot.com/

 
 
 

 

Oggetto: comunicato stampa 09-04-11
In riferimento alla nota della cgil nazionale inviata al tg1 in seguito alla manifestazione promossa dal “comitato dei licenziati e dei precari Della Cgil” precisiamo che ad oggi i contenziosi di lavoro già certamente AVVIATI nei confronti della cgil non sono solo 6 così come da loro dichiarato, bensì molti di più, ma quello che piu’ ci preme precisare è che aldilà del numero già estremamente significativo di contenziosi di lavoro già depositati presso i tribunali del lavoro, sarebbe auspicabile che la cgil riflettesse sul merito e sui contenuti di tali contenziosi. Infatti le cause di lavoro riguardano in prevalenza i seguenti contenuti:
LAVORO NERO, LAVORO IRREGOLARE, MOBBING, MOLESTIE, CONTRATTI ATIPICI, LICENZIAMENTI PER RAPPRESAGLIA E RITORSIONI, INTERMEDIAZIONE ILLEGITTIMA DI MANODOPERA. CE N’è QUANTO BASTA PER EVIDENZIARE CHE QUANTO AFFERMATO DALLA CGIL, CIOè TENTARE DI RIDIMENSIONARE UN FENOMENO ORMAI EVIDENTE E PURTROPPO LARGAMENTE DIFFUSO NELL’ORGANIZZAZIONE CON PALESI VIOLAZIONI DI DIRITTI DEL LAVORO E DELLA PERSONA NON Può TROVARE GIUSTIFICAZIONE ALCUNA IN FRASI DI CIRCOSTANZA O PEGGIO NEL TENTATIVO POLITICAMENTE POCO LUNGIMIRANTE DI NEGARLI. Per rendere ancora più visibile la nostra grave situazione e denunciare la violazione dei diritti nella cgil annunciamo sin da ora che da lunedì 11 04 11 DALLE ORE15 VERRA’ PROMOSSO INSIEME A TUTTE LE REALTA’ SOCIALI E SINDACALI CHE VORRANNO SOSTENERCI A MANTENERE UN PRESIDIO PERMANENTE davanti alla sede nazionale della cgil sita in corso d’Italia.

 

 

Mi chiedo allora perchè protestare ADESSO perchè al Governo c’è Berlusconi e non a suo tempo, quando al governo c’era Prodi. A pensar male magari si fa peccato ma ci si azzecca!