La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Intervista 

Questa mattina mi limito a proporre un’intervista trovata sul web che illustra bene il peso della burocrazia anche nei casi di emergenza.
Sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi 

Qua ci vuole un cambio di rotta serio. C’è un momento in cui bisogna dire “basta!”, e quel momento signori miei è arrivato. Dal 24 agosto ad oggi una sciagura dietro l’altra ha segnato la mia gente e la mia terra, e se contro Madre Natura possiamo ben poco, contro la burocrazia possiamo eccome, e dunque basta, ma basta davvero. Ho la responsabilità di guidare una comunità verso la resurrezione e la guiderò, come faccio da quando ho indossato per la prima volta quella fascia tricolore. L’ho fatto sempre nel rispetto delle Istituzioni, ho sempre messo il “noi” davanti all’ “io”, la mia comunità l’ho guidata così, invocando sempre il rispetto di tutti, il coraggio nonostante tutto, la speranza, e anche nei momenti più bui la mia gente ha dato prova immensa di fierezza, ha combattuto contro tutto e contro tutti, lo ha fatto dal primo momento, quando ancora piangevamo i nostri morti, le nostre case distrutte, le nostre Chiese crollate, il nostro mondo che cadeva a pezzi. Non ci siamo arresi nemmeno per un istante, e non ci arrenderemo mai. Però basta! Basta burocrazia, basta parole, basta carte bollate, basta riunioni fiume, basta basta basta. Adesso quassù si pretende la massima operatività, adesso quassù si pretende di fare le cose con urgenza, con somma urgenza, il che significa interventi immediati, in tutto, per tutto, su tutto.
E comincio dalla neve: è un segreto che a 1000 metri di altitudine nevica, e di brutto? È un segreto, forse, che in una terra massacrata dalle calamità naturali, dove si sa che l’inverno è duro, dove ci sono strade che sono state abbandonate dalle Istituzioni per tre decenni, la situazione diventi ingestibile? No, non è un segreto, si sa. E lo dico da mesi. Che ci vogliono le turbine mi sembra chiaro come il sole, ho fatto mille appelli, che deve fare la mia gente?
Il problema delle stalle risale a soli pochi giorni fa, anche in quel caso ho dovuto alzare la voce, invocare rapidità, perché qua ci sono gli allevatori, gli animali, questa terra ha delle peculiarità che vanno conosciute, tutelate, e che non aspettano i tempi maledetti delle scartoffie all’italiana, dei mille passaggi di scrivanie, di mille firme e mille timbri.
La neve. Il Pass della Protezione Civile è crollato la scorsa notte, sotto il peso della neve: tra la gente si è diffuso il panico, complici la paura, lo sconcerto, i disagi quotidiani, il dolore. La neve pesa sulle case e sui monumenti già duramente provati, il danno che era già immenso ora è diventato incalcolabile.
Le macerie ancora invadono il territorio, da mesi si attende che i nostri monumenti vengano messi in sicurezza: adesso è crollata anche la Torre di Sant’Agostino, un simbolo per la mia terra e per il mio popolo, e chissà quanti altri tesori sono andati perduti. Altri, perché tantissimi li avevamo persi dopo il 24 agosto, tanti altri dopo la tragedia del 30 ottobre. Si doveva attendere anche questa del 18 gennaio? Bisogna attendere ancora? Lo diciamo da mesi, mesi!
Questa burocrazia sta uccidendo l’Italia, non solo Amatrice, non solo questo cratere. Da mesi chiediamo la messa in sicurezza di una serie di edifici, settimana dopo settimana si rimanda, si attende l’ennesimo timbro, l’ennesima firma, l’ennesimo dannatissimo parere, mille giri di carte e di autorizzazioni, e intanto la nostra terra continua a subire una devastazione senza precedenti.
Qualcuno dovrà assumersi la responsabilità per le nostre Chiese crollate, per i nostri campanili caduti, per le nostre persone che soffrono ancora, e da oggi si deve cambiare musica.
Ecco perché ora basta. Basta con le carte, basta con la burocrazia, questo evento catastrofico deve segnare un cambio di passo per tutto il Paese, ora, subito, non domani o dopodomani, o la settimana prossima, o fra un mese. Ora. Adesso.
Ho invitato ad Amatrice i Parlamentari, sono venuti, si sono resi conto della situazione. Vanno approntati gli strumenti normativi idonei a fronteggiare tutto con celerità, ogni giorno che passa è uno scivolare sempre più giù. Questa tragedia deve essere il punto di non ritorno, i libri di storia dovranno raccontare ai posteri come l’Italia sarà cambiata completamente dopo tutto questo, l’Italia deve essere in grado di mostrare al mondo come si fanno le cose, una volta per tutte. Da adesso. Se vogliamo siamo una grande Nazione e un grande popolo.
(Il Tempo 19 gennaio 2017)


Inviato dal Veloce promemoria


Terremoto

Se sento ancora qualcuno criticare Berlusconi e Bertolaso per come hanno gestito il terremoto a L’Aquila mi incazzo.

Vedere  quei poveretti dopo mesi ancora sotto le tende e per di più sommersi dalla neve e senza corrente, massacrati inoltre  da una burocrazia stupida ed inumano grida vendetta. In tanti mesi sino stati solo capaci di consegnare, ad estrazione come in una riffa,  solo venti casette ed un centinaio di container.Errani dovrebbe avere solo il coraggio di dimettersi. 👿


Moriremo di burocrazia

Dal Blog di Nicola Porro

Ricevo da un commensale (che ringrazio) una circolare dell’agenzia delle entrate che è meglio di un trattato di cinquecento pagine, o di un’indagine dei professoroni, sul motivo per il quale l’Italia e l’Europa, se continua così, sono morte. Morte. O diciamo meglio. Se continua così l’unica nostra forma di difesa diventa la ribellione civile.
Delle tasse abbiamo parlato. Ma quasi peggio di esse sono le leggi, le norme, i regolamenti, la burocrazia che ci ammazza. I solerti funzionari, che pagati da noi, ci dicono cosa dobbiamo fare nel minimo dettaglio. Perfino come trattare fiscalmente le patatine fritte. A questo siamo arrivati. Leggere per credere.

OGGETTO: IVA – Cessioni patate prefritte surgelate – aliquota applicabile –
Consulenza giuridica – D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633
Con la richiesta di consulenza giuridica indicata in oggetto, ALFA ha
chiesto chiarimenti in merito all’applicazione dell’aliquota IVA ridotta del 4 per cento alle patate prefritte surgelate, ai sensi del n. 6) della Tabella A, parte II, allegata al DPR 26 ottobre 1972, n. 633.
Quesito ALFA aderisce a Confindustria e rappresenta sul piano nazionale molti e differenziati settori produttivi, tra cui quello dei prodotti surgelati.

Sotto il profilo della qualificazione, per “patate prefritte surgelate” si
intende il prodotto composto esclusivamente da patate che hanno subito un
trattamento di prefrittura e successivo surgelamento.
Pertanto, il prodotto si presenta senza aggiunta di ingredienti diversi da
patate e olio e perciò si distingue da quello preso in considerazione dalla
risoluzione 9 febbraio 2004, n. 13, ossia dalle patate prefritte alle spezie
(ingredienti: patate, olio vegetale, olio extravergine di oliva, sale, spezie – rosmarino, aglio e salvia – e aromi naturali) alle quali è stata riconosciuta applicabile l’aliquota IVA del 10 per cento, ai sensi del punto 70) della Tabella Direzione Centrale Normativa A, parte III, allegata al DPR 26 ottobre 1972, n. 633 [ortaggi e piante mangerecce (esclusi i tartufi) preparati o conservati senza aceto o acido acetico (v.d. ex 20.02)].

Parere dell’Agenzia delle Entrate
In merito all’aliquota IVA applicabile alle cessioni del prodotto “patate
prefritte surgelate”, descritto da ALFA, sulla base del parere tecnico rilasciato ad ALFA dall’Agenzia delle Dogane con nota prot. n. … del … marzo 2012, allegata all’istanza, si esprimono le seguenti considerazioni.
Il prodotto in questione, definito “patate prefritte surgelate”, consiste in
patate surgelate previamente sottoposte ad un processo non più complesso della semplice prefrittura, senza aggiunta di altri ingredienti oltre a patate e olio.
Secondo l’Agenzia delle Dogane, “I prodotti sopra descritti, così come
peraltro confermato da numerose Informazioni Tariffarie Vincolanti rilasciate
recentemente sia dall’Italia che da numerosi stati della Comunità Europea, sono da classificare al codice NC 2004 1010 come “altri ortaggi e legumi preparati o conservati ma non nell’aceto o nell’acido acetico, congelati, diversi dai prodotti della voce 2006; – Patate: — semplicemente cotte”.
A tale classificazione l’Agenzia delle Dogane è pervenuta anche tenendo
conto di quanto indicato dalle Note esplicative alla Nomenclatura Combinata,
che proprio al codice 2004 1010 precisano testualmente: “rientrano in
particolare in questa sottovoce i prodotti di cui alle note esplicative del SA [Sistema Armonizzato di designazione e di codificazione delle merci, ndr], voce 2004, secondo comma, punto 1”. In base a quest’ultimo punto, tra i prodotti più frequentemente posti in commercio della voce 2004.10 (Patate) rientrano le patate (fritte) interamente o parzialmente cotte nell’olio e poi congelate.
La stessa Agenzia delle Dogane precisa, altresì, che, diversamente dal
prodotto cui si riferisce la risoluzione n. 13/E del 2004, nel caso di specie non vi è alcuna aggiunta né di spezie né di altre erbe aromatiche.
Tanto premesso, per quanto concerne l’esatta individuazione dell’aliquota
IVA applicabile alla commercializzazione di tali prodotti, si rileva che il n. 6) della tabella A, parte II, allegata al DPR 26 ottobre 1972, n. 633, prevede l’applicazione dell’aliquota IVA del 4 per cento per “ortaggi e piante mangerecce, anche cotti congelati o surgelati”, richiamando la voce doganale 07.02.
Come precisato dall’Agenzia delle Dogane, “la voce 0702 500 (patate)
con l’entrata in vigore il 1° gennaio 1988 della nuova Nomenclatura Combinata, è stata suddivisa in due nuove voci, la 0710 1000 e la 2004 1010”. In particolare, la voce 0710 1000 individua le patate nell’ambito della voce che comprende gli “Ortaggi o legumi, anche cotti, in acqua o al vapore, congelati”, mentre gli stessi ortaggi o legumi preparati o conservati con procedimenti diversi dalla cottura in acqua o al vapore, rientrano nel Capitolo 20 e, nello specifico, la patate, come sopra ricordato, rientrano nella voce 2004 1010.
Pertanto, in base al richiamo contenuto nel n. 6) della Parte II della
Tabella A alla citata voce doganale 07.02 – corrispondente alla voci 0710 1000 e 2004 1010 della tariffa doganale vigente (Taric), nella quale, in particolare, l’Agenzia delle Dogane ha fatto rientrare il prodotto “patate prefritte surgelate” senza aggiunta di altri ingredienti oltre patate e olio – alle cessioni dei citati prodotti surgelati si rende applicabile l’aliquota IVA del 4 per cento.

IL DIRETTORE CENTRALE

 

Conclusione:  Rido, per non piangere


Italietta

Bene, abbiamo una pressione fiscale da far paura, lo conferma anche la Corte dei Conti che ha accertato un calo del PIL del 2,4%, i cittadini ne sono oppressi e le imprese ancora di più… Nonostante il carico fiscale aumentato a dismisura, le entrate subiranno una diminuzione di ben 21 miliardi di euro su quanto previsto.

L’imprenditore Marcello di Finizio ha effettuato una spettacolare azione dimostrativa sul cupolone di San Pietro e ne è disceso dopo 28 ore, a testimonianza dell’incapacità di questo governo di procedere ad un rilancio dell’economia. La pecora ormai è quasi totalmente tosata, e chissà se qualche pelo riuscirà nuovamente a ricrescere.

La terapia dell’aumento delle tasse non solo è riuscita a tappare il buco, ma sta generando altri disastri, tanto che Squinzi ha detto che, per suo conto, una timida ripresa inizierà solo dal 2015, un’eternità in termini economici. Sembra che la colpa di tutto sia l’evasione fiscale, che sta aumentando, ed i reprobi vengono additati, giustamente, quali parassiti della società, ma non ne sono i soli colpevoli.

Iniziamo a considerare una cosa: il maggior spreco di denaro è nello Stato e nelle sue apparecchiature pubbliche, iniziando dal Quirinale che ci costa più della Casa Bianca, dell’Eliseo e di Buckingham Palace, per finire a tutti quegli enti tipo le comunità montane e similari che servono solo a spremere risorse per destinarle ai soliti noti.

E non consideriamo i costi della politica, rimborsi elettorali in testa, e la burocrazia, lenta ed inefficace. E’ di questi giorni la notizia che l’Ikea , dopo sette anni di trafila, ha rinunciato ad aprire uno stabilimento nei pressi di Roma, con la creazione di 380 posti di lavoro, tra diretti ed indiretti, solo perché i tempi erano diventati eccessivamente lunghi. E non è il solo caso: in Puglia non è più decollato un progetto della British Gas per la costruzione di un rigassificatore nei paraggi di Brindisi, con un migliaio di posti di lavoro. In undici anni di attesa, le necessarie autorizzazioni non sono mai arrivate.

Lo stesso per quanto riguarda il settore energetico. Tutti, sull’onda di Fukushima, hanno sviluppato una insana paura del nucleare, ma mi chiedo quando mai in Italia si potranno verificare le condizioni (terremoto violentissimo e successivo tsunami) che hanno causato il disastro in Giappone (notare che in Giappone le scosse telluriche sono sempre di intensità maggiore che qui, ma questo non aveva impedito la costruzione di centrali nucleari). E così, per l’alto costo dell’energia, anche il progetto svizzero di acquisizione dell’ALCOA è andato in fumo…

Poi ci sono i sindacati…Fiom in testa. A Massa Carrara, l’Apuania rischia di fallire, mettendo sul lastrico 350 lavoratori, ma una multinazionale svizzera era disposta a rilevarla, mantenendo 106 posti di lavoro, ma il sindacato si oppone: o tutti o nessuno…Ma con l’ottusità che contraddistingue certi dirigenti sindacali, non si valuta il fatto che un nuovo polo produttivo avrebbe generato entro poco tempo oltre 350 altri posti di lavoro nell’indotto.

Siamo poco previdenti, e mi aspettavo davvero che Monti riuscisse a tagliare i rami secchi, però le Regioni continuano a costare, perché i vitalizi dei consiglieri non saranno diminuiti fino al 2015, mentre per chi è in carica è assicurato il trattamento pensionistico di favore. Lo stesso è per gli emolumenti di senatori e deputati, che hanno votato per l’ennesimo blocco delle loro indennità, alla facciaccia nostra…


Pensierini del giorno

1 – Parla come mangi

Cassano parla come mangia, in maniera istintiva, si capiva benissimo che non intendeva offendere nessuno e inoltre non pretende certo che tutti la pensino come lui… Lo accusano di razzismo ed omofobia, anche se il giocatore non ha fatto nomi, ma che dire allora di Vendola, che invece ha offeso Antonio dandogli dell’ignorante e dicendo che con tutti i soldi che ha potrebbe leggere qualche libro in più . Questo sì che è razzismo, una carognata, come quella di certi giornalisti. Alessandro Cecchi (Checca) Paone in primis, dicendo che è stato a letto con un “nazionale” (libero lui di fare outing, ma non di coinvolgere altri che magari non ne hanno piacere), e poi l’intervistatore che, sapendo di avere davanti Cassano, la cui colpa è unicamente quella di non essere istruito, ha tirato pure fuori il termine metrosexual, che fino a ieri ignoravo pure io. Già, perché metrosexual non necessariamente è un gay, ma solo un uomo che cura molto il proprio aspetto fisico, andando in palestra, sottoponendosi a massaggi, vestendo in modo elegante, frequentando istituti di bellezza. Beh, tra un troglodita barbuto e puzzolente ed un metrosexual, la scelta non si pone neppure. Ma adesso uno non è nemmeno libero di dire quello che pensa (giocatori gay? spero di no). Bisogna pensare e parlare politicamente corretto, anche se non corrisponde al proprio modo di pensare. Meglio mentire spudoratamente? Meglio magari dire “mi auguro che tutti i nazionali siano gay – o froci, come si è espresso lui-” per accontentare l’intervistatore ed il suo civilissimo ed istruitissimo conterraneo Vendola? Vogliamo smetterla con tutte queste false moralità? Quanti genitori sarebbero felici di avere un figlio omosessuale? Se te lo ritrovi, ovvio che lo accetti, ma esserne felice, se non addirittura orgoglioso, non credo proprio. Ma in nome di una falsa morale, guai a dirlo. Ormai impera il fariseismo dei sepolcri imbiancati, l’omosex fa tendenza, e per loro tutti i diritti, mentre i normalissimi eterosessuali vengono etichettati come persone anormali e di poca fantasia.

2 – Burocrazia

La burocrazia è la cosa più ottusa che ci sia. Pensavamo di aver espletato tutte le incombenze per l’esumazione, invece ci telefona l’agenzia dicendo che la pratica non era stata accettata in quanto la patente di mio marito risultava scaduta. Ebbene, la visita medica per il rinnovo era stata eseguita ancora due mesi orsono, ma la Motorizzazione a tutt’oggi non ha ancora inviato il bollino che riconferma la validità del documento. Quindi abbiamo allegato la copia del certificato medico che attesta la cosa… Però mi chiedo: il documento serve solo a comprovare l’identità di una persona, anche se scaduto da poco tempo non è che qualcuno cambia nome o data o luogo di nascita. Serviva solo per certificare che mio marito, in quanto unico figlio del defunto era titolato per eseguire le operazioni di esumazione, cremazione e successiva tumulazione dei resti…mica doveva prelevare soldi, anzi, doveva pagarne…

3 – Parole e fatti

Il PdL e la Lega sono stati condannati per aver detto che Milano con Pisapia sarebbe diventata una Zingaropoli, e con questo termine avrebbero offeso le etnie Rom e Sinti. L’ottusità di una certa magistratura che si attacca alle parole e non ai fatti. In effetti con la nuova giunta I Rom sono più che raddoppiati, gli insediamenti abusivi sono ripresi e nessuno fa nulla. Allora è più grave un termine oppure lasciare che questa gente viva in condizioni a dir poco indecenti, e che le persone che se li ritrovano come indesiderabili vicini di casa subiscano ancora vessazioni e furti?