La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Articoli con tag “Brera

In giro per Milano

Dopo aver mangiato in corso Como (i soliti buonissimi tranci della pizzeria Garibaldi), una breve sbirciata al nuovo centro Feltrinelli dalla forma piramidale. Ormai la costruzione è terminata, mancano solo pochi dettagli. È singolare guardare attraverso i finestroni e vedere le case sull’altro lato della strada.

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Cosa c’è di meglio per rallegrare una giornata grigia? Dei bei graffiti colorati. Ed eccoli qui, dipinti sui muri di una vecchia casa dalle finestre sbarrate e murate, che qualcuno aveva anche cercato di forzare, desistendo quando ha visto che dietro ai mattoni c’erano anche delle robuste sbarre.

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Poi un giro verso via San Marco. Prima c’è la Conca dell’Incoronata, o Conca delle Gabelle, ultimi resti della Martesana in città, con l’ultima chiusa e l’ultimo ponte originali dell’epoca. La conca venne costruita per ovviare alla differenza tra i corsi d’acqua della Martesana e quella degli altri Navigli milanesi, e fu costruita ai tempi di Ludovico il Moro – come ricorda una targa in pietra – con la supervisione di Leonardo da Vinci. Ora, dove scorreva l’acqua, c’è una serie di casette per i gatti con le relative ciotole.

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Proseguendo per la via, dove un tempo c’era il Tombon di San Marc, ossia un porto fluviale con darsena,

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vediamo una serie di sette altissimi silos esternamente arrugginiti.

20161123_144718Una gentilissima signorina ci invita ad entrare e ci accoglie un’atmosfera da film horror (non entrate in quella porta 🙂 ) : tutto buio, tranne un po’ di luce che filtra dall’alto, nel primo silos un grande metronomo che batte il tempo, a seguire una serie di cerchi con lampade a forma di candela che illuminano fiocamente gli interni, una musica leggera come corde vibranti d’arpa, le pareti di un vano sono interamente ricoperti da specchi, il passaggi tra un silos e l’altro diventa sempre più stretto finché nell’ultimo silos vediamo un inginocchiatoio ricoperto da velluto consunto (“Per ringraziar Dio di essere uscita” dice con spirito macabro mio marito.

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20161123_145354Usciamo, ed alla fine di via San Marco, in lontananza si scorge la guglia Unicredit, che si staglia contro il cielo plumbeo quasi fosse un disegno.

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Per finire, una capatina a Brera, al bar Jamaica,

20161123_150539un tempo (anni ’50) frequentato da artisti e scrittori: di esso resta l’arredo originale dell’epoca ed il nome: l’atmosfera, purtroppo, non c’è più.jamaica1111051438

http://www.jamaicabar.it/storia/

 

(le foto in bianconero sono tratte da internet)

 


Povera Italia

Abbiamo un patrimonio artistico inestimabile e per incuria lo stiamo mandando in malora. Solo in questi giorni alcuni casi eclatanti.

Roma

Il concerto dei Rolling Stones al Circo Massimo sarà senza dubbio un evento importante, però scegliere un’altra sede, per prevenire danni e vandalismi, sarebbe stato più opportuno. Inutile stipulare un accordo con gli organizzatori del concerto: dovessero verificarsi danni, non c’è risarcimento che possa ripagarli.

Venezia

La città è fragile, le sue case patrizie poggiano su antiche palafitte ed il moto ondoso le danneggia. Con quale criterio il T AR ha deciso di rimandare la decisione di far passare quelle enormi navi nei canali della laguna? Quali interessi ci sono sotto?

Pompei

Il sito archeologico resiste da circa duemila anni. I suoi tesori piano piano vengono erosi dalle intemperie. Molti contributi necessari alla sua salvaguardia giacciono bloccati dalla burocrazia, inclusi i fondi europei che, se non utilizzati entro un certo periodo, dovranno essere restituiti. Ed a questa stortura si aggiunge lo scempio di chi è riuscito a trafugare, nonostante i custodi, un affresco dalla Domus di Nettuno.

Milano 

Altra colpevole incuria, dove una statua in terracotta a Brera ( il “Fauno Barberini”) è stata danneggiata, non si sa ancora se volontariamente o meno, tranciandole una gamba. Pare che sia opera di uno studente, saluto sulla gamba della scultura per farsi scattare una foto.

Brera, statua danneggiata dal selfie di uno studente

In compenso il comune di Agrigento ha diffidato un privato cittadino che aveva “osato” ripulire un parco che l’amministrazione municipale aveva negligentemente trascurato, tanto da ridurlo in condizioni pietose.

http://www.agrigentonotizie.it/cronaca/diffidato-marcello-la-scala-pulizia-villa-lizzi-agrigento.html 

Non parliamo poi degli innumerevoli “graffiti” che deturpano le facciate dei nostri più bei palazzi, delle scritte lasciate anche dagli innamorati che si giurano amore eterno ma che invece deturpano eternamente i monumenti, dell’inciviltà e della ineducazione che

purtroppo imnperano in questo paese dove l’arte viene continuamente trascurata. E tutto ciò mi fa una grandissima rabbia.