La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Take a knee

BLM 208023212_10221056151134104_1878805320557438455_nContro il Galles metà e metà, contro l’Austria no – nonostante l’invito (?) di Letta –, contro il Belgio sì; l’inginocchiamento dei giocatori non è un gesto simbolico contro il razzismo, ma l’adesione al movimento BLM, ossia la protesta dei neri americani contro la violenza della polizia, quindi l’Europa tutta con questo movimento c’entra come i proverbiali cavoli a merenda. Ricordiamo che nessuno della squadra francese, che è quasi totalmente nera, si è inginocchiato.

Molti fanno derivare il gesto di inginocchiarsi da Martin Luther King, che nel 1965 in Alabama si inginocchiò PER PREGARE per i 250 dimostranti arrestati dalla polizia, non certo per spregio alla bandiera o all’inno nazionale.

Quindi inginocchiarsi durante l’esecuzione degli inni nazionali non ha alcun senso, ma inginocchiarsi o meno a seconda del comportamento della squadra avversaria è semplicemente da vigliacchi, pressappochisti e, purtroppo, da “italiani” che, come banderuole, girano come tira il vento. La cosa più eclatante è che quando disputeranno la partita contro il Belgio, i nostri azzurri si inginocchieranno “pur non condividendo la campagna BLM”, quindi la vigliaccheria è pure doppia.

La vera ipocrisia invece la dimostrano i soliti “sinistri” che tanto si riempiono la bocca di accoglienza e solidarietà facendo entrare tutti indiscriminatamente, e poi si girano dall’altra parte se questi sbandati delinquono (e purtroppo ogni giorno accadono episodi simili) oppure muoiono lavorando ore intere sotto il sole cocente per 6 euro all’ora, e dopo tante parole sul caporalato che sfrutta questi poveracci non fanno nulla per arginare il fenomeno. Tanto alle ONG che li traghettano qui in Italia questi poveri cristi non interessano, in quanto il loro bel compenso lo hanno già riscosso, e lo stesso dicasi delle “caritatevoli” organizzazioni che li ospitano qui da noi.

Altra battaglia è quella per i diritti degli omosessuali, battaglia sacrosanta, non c’è che dire, ma portata all’esasperazione. Ora nei vari stadi agli europei di calcio fanno tutti gli “arcobalenati”, ma io mi aspetto che facciano altrettanto il prossimo anno quando ci sarà il campionato mondiale in Qatar, dove gli omosessuali vengono impiccati o gettati giù dalle torri. Chissà come si comporteranno le varie aziende e squadre che hanno mutato i loro loghi arricchendoli con le strisce multicolori del movimento gay.