La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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al Pub

Mio marito ed io non siamo tipi da bar, però a Milano ci siamo scoperti tipi da pub.

Ogni tanto in compagnia di parenti o amici passiamo la sera in qualche pub dell’hinterland milanese bevendo naturalmente birra ed accompagnandola con piatti, almeno per quanto ci riguarda, vegetariani.

Però anche a mezzogiorno non disdegnamo un pub molto carino a Milano, nei pressi di piazza XXIV maggio, come abbiamo fatto oggi. Solo che forse sono andata un pochino oltre il limite: birra grande (Leffe…) poi, dopo pranzo, un whisky. (cercavamo l’Oban, ma era finito, quindi abbiamo ripiegato su un Cao Ila 12 anni, buono però un po’ troppo affumicato per i nostri gusti. Solo che al momento di pagare il conto, ci hanno voluto offrire l’amaro della casa, un “lime” davvero buono…

Così mi sono sentita un pochino “allegra”… mancava solo che cantassi “ E se son ciucc portemm a ca’…” ed il quadro sarebbe stato completo…


Monaco di Baviera

Erano anni che non tornavamo a Monaco. Tra le città tedesche è quella che più assomiglia alle nostre, perché qui in molti parlano italiano a causa di una massiccia immigrazione di nostri connazionali ed anche per il carattere gioviale dei bavaresi.

Il periodo non era dei migliori, in quanto il periodo di Pentecoste, domenica e lunedì, è festivo, come in molte aree di lingua tedesca, ma era l’unico possibile, tra impegni delle settimane precedenti e quelli delle settimane successive. Questa volta, consigliati da un’amica, non abbiamo scelto un hotel, ma un B&B, con un notevole risparmio di denaro che, visti i tempi, non è affatto male.

Siamo partiti con una temperatura, alle otto, di appena 12 gradi, al Brennero ce n’erano solo 7. Non pioveva, ma l’umidità si condensava in minuscole goccioline sul parabrezza mentre la nebbia si alzava dai boschi e dalle campagne, andando a raggiungere le nuvole, davvero molto basse. Un bel contrasto, il grigio del cielo e il verde della vegetazione, molto rigogliosa date le piogge di questi tempi.

Ringraziamo il navigatore che ci ha permesso di attraversare la città senza intoppi.

La pensione è graziosa, in una zona tranquilla, il quartiere periferico di Pasing in una zona residenziale. La stanza confortevole e ampia. A Copenhagen, ad esempio, in albergo sito in zona centrale, avevamo a mala pena lo spazio per muoverci e niente TV. Qui lo spazio non manca e, cosa assai rara nei paesi nordici, la finestra ha le tapparelle, così potrò dormire tranquillamente.

La prima cosa che abbiamo fatto è stata quella di acquistare la Personal Kard valida 3 giorni, che consente di girare su tutti i mezzi pubblici della cerchia urbana. Per due persone magari può sembrare cara, ma sarebbe valida per gruppi fino a 5 persone. E sui mezzi pubblici, a differenza di quelli italiani, nessun controllo, nessun tornello: il tutto è affidato al senso di responsabilità dei cittadini.

Per arrivare nella centrale Marienplatz, con la S-Bahn, ci vogliono 5 minuti a piedi e nemmeno 10 di metropolitana di superficie… Meglio di così!

L’unica cosa contraria è la solita sfortuna che ci perseguita. Appena usciti, pioggia e vento a tutto spiano, un freddo che sembrava di essere a novembre inoltrato invece che nella seconda quindicina di maggio. Comunque siamo attrezzati: giacca impermeabile e scarpe in Goretex, ombrelli e pure berrettino. 

La zona migliore è racchiusa in un Ring che ha per centro la Marienplatz, dove è sito il Neues Rathaus, (municipio nuovo anche se la sua costruzione data a cavallo tra il 1800 ed il 1900), celebre per il suo carrilon che suona puntualmente ogno mezzogiorno. Da là si dipartono le strade principali. 

La Kaufingerstrasse offre molte attrazioni. Per strada prima abbiamo ascoltato un trio che interpretava Mozart. Più avanti quattro giovanotti cantavano a cappella. Nei pressi della Marienplatz, dei cantanti interpretavano il Rigoletto, “Bella figlia dell’amore”.

In piazza invece si esibiva un quartetto russo, con un baritono dalla voce davvero notevole. 

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Di mangiare alla rinomata birreria Hofbraeuhaus (la più antica di Monaco) nemmeno a parlarne,

perché c’era una fila lunghissima di persone che si accalcavano per accedervi e poi ci sarebbe sembrato di mangiare in un’immensa mensa; inoltre detestiamo la confusione,  ma nella Weinstrasse abbiamo trovato un localino davvero delizioso dove, naturalmente, abbiamo mangiato Wuerstel.

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Si fa presto a dire Wuerstel… Le varietà di salsicciotti in Germania sono davvero tante, come i modi di cucinarli. Solitamente vengono bolliti, altre volte cotti al vapore, ma i migliori sono quelli arrostiti (Bratwuerstel). E le qualità variano anche a seconda dell’ora in cui vengono mangiate. Ad esempio i Wuerstel bianchi che vanno rigorosamente accompagnati dai Bretzel e dalla senape dolce unitamente ad un bel boccale di Weizen, si dovrebbero gustare solamente entro mezzogiorno.

Dalla Weinstrasse si diparte la Theatinerstrasse che prende il nome dall’omonima chiesa baroccca fatta costruire in onore di San Gaetano da Erichetta Adelaide di Savoia per ringraziarlo di aver potuto dare un erede al consorte. Tutta la costruzione è opera di maestranze fatte giungere appositamente dall’Italia, in quanto la principessa non riteneva all’altezza gli artigiani locali. Sempre nei pressi della Theatinerstrasse ci sono i cinque cortili (Fuenf Hoefe) ossia la moderna ristrutturazione e copertura di edifici antichi collegati tra di loro, ed ospitanti negozi eleganti e boutiques.

Se si percorre la Maximilianstrasse, sembra di essere in via Montenapoleone, ma molto più in grande: è tutto un susseguirsi di marche italiane, Valentino, Gucci, Armani, Versace, Ferragamo, Ermenegildo Zegna, Loro Piana, Dolce e Gabbana, Tod’s…e via dicendo. Fa un certo effetto veder entrare in questi negozi delle donne arabe, accompagnate dal marito, rigorosamente vestite di nero dalla testa ai piedi, con anche un panno che ricopre il viso: solo gli occhi restano scoperti, un passo solo indietro al burqa.

In molte vetrine si notano manichini vestiti con le maglie rosse del Bayern,

dato che la città si sta preparando per la finale della Coppa dei Campioni che verrà disputata sabato contro il Borussia Dortmund.

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eroi?

L’Alto Adige è primo…purtroppo.

Un triste primato, perché in provincia si registra il triplo dei ricoveri ospedalieri per le patologie correlate all’abuso dell’alcool rispetto alla media nazionale. Mentre nel 2011 la media in Italia è stata di 36,74 ricoveri ogni 100mila abitanti, in provincia di Bolzano si è raggiunto il livello massimo, ossia il 114,80, unico posto con l’indicatore a 3 cifre. Abbiamo battuto perfino il Veneto dove, secondo le vecchie barzellette, tutti bevevano.

Però la preoccupazione maggiore viene dalla fascia di persone tra i 30 ed i 40 anni, tra le quali si registrano ricoveri ripetuti e quindi maggiori ricadute. Quindi mi chiedo cosa serva fare tanta prevenzione, illustrare i pericoli che derivano dall’alcolismo – pericoli diretti, quali le patologie mentali ed a carico del fegato, o indiretti, come la causa di incidenti stradali – quando poi in televisione passano messaggi quali la pubblicità di una nota marca di birra che recita testuamente “la città ha bisogno di eroi”, e fa vedere quattro “debosciati”, tra i quali uno in particolare, grassoccio, bassotto e vestito di verde, che mi sta particolarmente sulle scatole, oppure la pubblicità dell’Aperol Spritz in cui, alla bevanda già di per se stessa alcolica, viene aggiunto del Prosecco. Sembra davvero che vogliano spingere le persone, specialmente i giovani, allo sballo.

Allora, siate coerenti: o poibite, o quanto meno limitate, questo tipo di  pubblicità oppure ripristinate anche la pubblicità sulle sigarette, a suo tempo vietata perché le bionde facevano male alla salute.


anche questa volta… (chi ha paura dell’uomo nero?)

Ieri sera…

Troppi i fattori contrari per essere ottimista per la dura partita che ci aspettava.

La stanchezza, un giorno in meno di riposo, 30 minuti massacranti di supplementari contro l’Inghilterra, lo stress da rigori, l’età media notevolmente più alta (28 anni dei nostri contro i 24 tedeschi), i tanti acciaccati eppure in campo (Chiellini, Cassano, De Rossi), Balotelli che fino a questo momento non aveva convinto, la serie positiva dei tedeschi che non perdevano da ben 15 partite consecutive…e pure i bookmaker ci erano contrari.

Per non parlate poi della stampa tedesca che ha espresso giudizi poco lusinghieri sui nostri giocatori: Cassano un “mandrillo”, Pirlo con quel nome da donna, De Rossi un fascista implicato con la mafia, gli altri, chi più chi meno, degli effeminati. E la pizza che era arrivata alla fine!

Eppure ce l’abbiamo fatta, per l’ennesima volta, a battere i panzer.

Certo, per quanto buoni possano essere i wuerstel, non possono certo competere contro la pizza: sopra ci metti ogni tipo di ingredienti ed è sempre buona; è sempre diversa eppure è sempre la stessa…

Certo la birra è fresca e spumeggiante, ma una varietà di vini come abbiamo ni in Italia, loro se la sognano…

Il trionfo della fantasia sulla pragmaticità!

Non definisco i nostri degli eroi, come ha fatto, esagerando, una certa stampa, ma ho visto in campo gente determinata, tosta, (altro che effeminata) ma soprattutto intelligente, nei passaggi e nel giostrare il pallone, soprattutto negli ultimi arrembanti minuti in cui anche il portiere avversario si è spinto fino alla nostra rete alla ricerca di un pareggio che li avrebbe portato ai supplementari.

Posso dirlo? TIE’…

anche se la mia amica Birgit (germanica) ed il suo compagno (austriaco) ci hanno fatto i complimenti…e si sono mangiati una buona pizza con noi, nonostante il sogno interrotto!