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Astensione

In pratica i vincitori delle elezioni sono stati gli astensionisti, che raccolgono oltre il 40%.

Ho molti contatti tra quanti si sono astenuti dal voto: non capisco le loro motivazioni, specie in questo periodo di grande incertezza politica, ma soprattutto non comprendo il loro lamentarsi per come vadano le cose.

I motivi sono i più disparati: c’è chi si disinteressa totalmente, chi, essendo anarchico, rifiuta qualsiasi imposizione, chi invece è “rivoluzionario” e ammette solo i cambiamenti attuati con la rivolta popolare, chi non si riconosce in nessun candidato che i partiti propongono…

Quelli che io conosco sono tutti “libertari” talmente contrari all’idea di “Stato” da sconfinare nell’anarchia, tutto il contrario dell’idea liberale pura, nella quale mi riconosco,  che ritiene necessaria una seppur minima ingerenza dello stato anche nei rapporti tra le persone, determinandone i confini con le leggi.

Ed il loro rifiuto, che in parte comprendo, è motivato appunto dall’enorme massa di leggi, norme, regolamenti che costellano la nostra vita ed i nostri rapporti e ci affossano con la burocrazia, ma da qui a volerle abolire tutte, chiamando perfino parassiti TUTTI i dipendenti pubblici, ce ne corre.

Quindi…

Non andate alle urne?

Non cercate minimamente di cambiare quanto sta succedendo?

Non vi soddisfano gli attuali schieramenti politici?

Visto che siete un gruppo abbastanza nutrito, con idee simili, datevi da fare e fondatene uno.

Se i vostri concetti sono chiari e condivisibili, adoperatevi per convincere la gente della loro validità e della loro efficacia, invece di stare a piangervi addosso e lamentarvi dell’esosità del fisco, dell’invasione in essere, per le mancate liberalizzazioni, per il cattivo funzionamento di scuola e sanità e quant’altro. Certo è che per differenziarsi bisogna proporre cose nuove, se davvero si vuole cambiare qualcosa.

Grazie alla vostra ignavia, chi ora è stato eletto potrà manovrare una consistente massa di denaro pubblico e, disponendo del potere se è onesto avvantaggerà la comunità, se non lo è favorirà i soliti “amici” e “amici degli amici” che lo hanno collocato in quella sede.

L’astensionista, qualunque sia la motivazione per la quale non si reca al voto, è un rinunciatario in partenza che preferisce attendere piuttosto di rischiare di schierarsi con la fazione perdente.

Certo, al giorno d’oggi si è spesso costretti a scegliere il meno peggio, e ricordo Indro

Montanelli ed il suo “Turatevi il naso”.

Bisogna stabilire quali siano le nostre priorità e scegliere chi maggiormente ci si avvicini.

Personalmente le prime cose che metterei in lista delle urgenze sarebbero l’immigrazione, il lavoro e la sicurezza… Per il resto si può procedere con maggior calma.

Sembra invece che tutto ruoti attorno alla legge elettorale, importante certamente, ma sarà difficile trovare un accordo in quanto ciascuno schieramento cerca di promuovere degli emendamenti a lui più favorevoli.

Magari a suo tempo aveva ragione Mark Twain, per il quale il voto non conta nulla, ma le sue erano frasi satiriche, degli aforismi taglienti atti a sbeffeggiare, non certamente delle regole da seguire.


Democrazia

 

Bertolt Brecht, come è noto, era comunista, e fu spiacevolmente sorpreso quando nella DDR i moti operai vennero repressi con la forza, ma, pur comunista, era pur sempre uno che ragionava con la propria testa, e dileggiò le autorità comuniste con la seguente frase. 

Il comitato Centrale ha deciso: poiché il popolo non è d’accordo, bisogna nominare un nuovo popolo!” (*).

Questo per rispondere ai tanti che ancora adesso continuano a criticare la maggioranza che ha votato nel Regno Unito, sfottendo i vecchi ed anziani che si sono espressi massicciamente per il Brexit.

Tra i molti, anche un utente di Facebook che così si esprime:

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Quindi, per questo signore, per poter votare sarebbe necessario essere in possesso di una laurea, magari conseguita a pieni voti, come lui si vanta poco prima, enunciando pure i suoi molti pregi ed incarichi… Che ne direbbe di tornare indietro, quando potevano essere eletti solamente coloro che potevano vantare un certo reddito in quanto NON VENIVANO ASSOLUTAMENTE PAGATI DALLO STATO? Magari togliamo pure il voto alle donne, notoriamente esseri inferiori.

Già, il popolino puzza e fa schifo, la democrazia è tale solo se non va in contrasto contro chi è già al potere, eletto da quei bifolchi con solo la terza media, quei bifolchi che hanno lavorato tutta una vita, mentre chi ha una laurea conseguita con 110 e lode e da sempre fa politica non ha mai lavorato un giorno in tutta la sua vita.

Ah, pure altri “illustri” personaggi si sono espressi contro un voto democratico, e tra questi anche personaggi già molto in avanti con l’età. Ricordiamo poi il tweet di Giovanna Melandri, in cui chiede di vietare il voto negli ultimi 18 anni di vita 😀 😀 😀 . Corro a comperarmi una sfera di cristallo per conoscere esattamente il giorno della mia morte, così saprò quando dovrò smettere di recarmi alle urne!

Dico ILLUSTRI, ma il significato è esattamente l’opposto.

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(*) Ricordavo questa citazione, ma non esattamente. Ringrazio qui un amico che mi è stato d’aiuto nel ritrovarla. 🙂

 


Noi e loro

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Generale, il tuo carro armato
è una macchina potente

Spiana un bosco e sfracella cento uomini.
Ma ha un difetto:
ha bisogno di un carrista.

Generale, il tuo bombardiere è potente.
Vola più rapido d’una tempesta e porta più di un elefante.
Ma ha un difetto:
ha bisogno di un meccanico.

Generale, l’uomo fa di tutto.
Può volare e può uccidere.
Ma ha un difetto:
può pensare.

Bertolt Brecht

 

 

Noi e loro

E dopo tutto siamo solo uomini comuni

Io e tu

Dio solo sa che non è ciò che avremmo scelto di fare

Avanti, gridò, da là dietro

E la prima fila morì 

E il generale sedeva, e le linee sulla mappa

Si muovevano da una parte all’altra

Nero e blu

E chi sa quale è quale e chi è chi

Su e giù

E alla fine è solo girare e girare e girare

Non hai sentito che è solo una battaglia di parole

Urlò l’uomo con il manifesto

Ascolta figliolo, disse l’uomo con la pistola

c’è posto per te qui dentro

Sotto e fuori

Non ci si può fare niente, ma ce n’é molto in giro

Con , senza

E chi negherà che è qui che sta il senso della battaglia

Fuori dai piedi, ho un sacco di cose da fare

Ho tante cose in testa

Per voglia di un the e di una fetta di torta

Il vecchio morì