La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Sempre più confusa

 

Solito giro su internet alla ricerca di qualche conferma che dirima i miei dubbi, però è difficile, molto difficile.

Donald Trump ha sferrato questa notte un attacco aereo contro la Siria, con lo scopo di annientare le armi chimiche di Assad.

Premesso che ancora nel 2014 il segretario di Stato americano John Kerry twittò che le ultime scorte di armi chimiche siriane erano state definitivamente distrutte (ricordate le navi che le trasportarono e che fecero sosta a Gioia Tauro? Proprio quelle), quali altre armi avrebbe avuto ancora Assad? Non è più coerente supporre che i depositi chimici siano invece quelli iracheni finiti in mano ai ribelli?

La prima affermazione sul ruolo di Assad nell’utilizzo delle armi chimiche proviene da Israele: orbene, da sempre sono amica di quella nazione, però in questo caso quali prove concrete hanno in mano? Capisco che Israele si voglia cautelare in tema di sicurezza: Assad padre considerava Israele un nemico giurato, ma il figlio non sembra intenzionato a seguire la sua stessa strada. Ci sono però altre cose che ovviamente non vengono divulgate alla gente comune.

Trump si è detto sconvolto per la vista dei bambini siriani vittime delle suddette armi chimiche, e che la Siria è andata ben oltre la linea rossa.

Però nell’attacco sferrato ieri (59 missili, dei quali solo 23 sono arrivati sul bersaglio, gli altri 36 chissà dove sono arrivati, alla faccia della precisione chirurgica!) sono morte una quindicina di persone, sei militari e nove civili, tra i quali quattro bambini. Questi ultimi forse contano meno di quelli morti l’altro giorno? E dei quattro uccisi questa notte non vengono diramate fotografie, così, tanto per intenerire la gente?…

Molte cose sono ancora oscure: SEMBRA che i russi siano stati preventivamente allertati (prima lo hanno ammesso, per negarlo in seguito) e che abbiano potuto allontanarsi, avvertendo così anche i siriani e questo spiegherebbe anche il limitato numero di vittime in una base che contava migliaia di persone; SEMBRA che siano andati distrutti pochi aerei, per giunta già in riparazione; SEMBRA che le piste di decollo non siano state toccate.

SEMBRA, SEMBRA, SEMBRA.

DI CERTO NON C’È NULLA.

Sembra che sia una messinscena per salvare la poltrona a Trump, che ha portato a compimento quello che Obama, pur guerrafondaio come pochi, non aveva avuto il coraggio di fare, e che l’attuale Presidente abbia dato così prova di forza, dimostrando di non essere “amico di Putin”.

Sembra anche che sia un avvertimento al coreano Kim, che stia ben attento a quello che fa, altrimenti sono cavoli amari.

L’unica cosa che dà fastidio è che gli USA si siano ancora appropriati del compito di

gendarmi del mondo”: del resto è noto che agli americani piace sempre figurarsi come i buoni che distruggono i cattivi.

Bisogna però assicurarsi PRIMA chi siano i veri cattivi, altrimenti finisce come in Irak, Libia, Yemen, Tunisia, Egitto, Algeria… così rischiamo davvero di trovarci l’ISIS alle porte, se non addirittura in casa, con le sue decapitazioni, lapidazioni, omosessuali gettati dalle torri,

Però stiamo tranquilli: noi abbiamo la Mogherini, che prepara mozioni.


Idlib

Sto cercando di capirci qualcosa, ma le fonti di informazione sono le più disparate e spesso in contraddizione. Le uniche notizie che non prendo per certe sono quelle fornite dall’Osservatorio siriano per i diritti umani, sconfessato più volte per aver fornito informazioni false, “Osservatorio” tra l’altro composto da una sola persona che risiede a Londra.

Un’idea però me la sono fatta.

L’ultima strage in Siria non credo sia opera di Assad.

Ricordo che nel 1988 Saddam sterminò ad Halabja migliaia di civili curdi usando iprite, acido cianidrico e gas neurotossici: il numero è imprecisato, però si parla di un MINIMO di cinquemila morti. Nonostante oggi quest’episodio venga da tutti riconosciuto come un crimine contro l’umanità, all’epoca la comunità internazionale non mosse un dito contro l’Iraq – allora alleato degli Stati Uniti -, dimenticandosi di applicare le sanzioni previste dal capitolo 7 della Carta Onu. Dopo l’invasione irachena del Kuwait del 1991 – che causò l’intervento americano in quella che si ricorda come la Prima guerra del Golfo – la maggior parte dell’arsenale chimico di Saddam Hussein fu distrutto. Parte di quello che rimase fu trovato dai soldati americani e iracheni dopo il 2003.

Da ciò si evince che i gas e le armi chimiche in generale vengono usate per attuare stragi su vasta scala, non certamente per provocare nemmeno un centinaio di morti (da 58 le vittime allo stato attuale sono salite a 74).

Assad dovrebbe aver consegnato il suo arsenale chimico ancora nel 2014 (ricordo la famosa nave che doveva transitare per il porto di Gioia Tauro e le proteste dei nostri ambientalisti). Si potrebbe anche supporre che abbia ancora delle riserve, ma i controlli del’OPAC sembra siano stati molto accurati, è invece probabile che i ribelli affiliati all’ISIS abbiano potuto mettere le mani su quel che restava dei depositi iracheni.

Poi (mio marito ha un a certa esperienza in questo campo), ci sono vari tipi di armi chimiche. Le notizie di questi giorni, che provengono esclusivamente da siti jihadisti o dei “caschi bianchi” loro contigui, parlano di SARIN, uno fra i più tossici tra gli agenti chimici e con un tempo d’azione rapidissimo, venendo assunto sia per via respiratoria che per contatto cutaneo. Vedere i “soccorritori” che intervengono quasi subito con semplici mascherine da medico sul viso e senza maschere antigas ed a mani nude, mi dà da pensare.

Non ci sono notizie di bombardamenti e nemmeno avvistamenti di aerei; l’area nella quale ha agito il gas è piuttosto limitata, caso assai strano data la volatilità dello stesso. Come ho scritto sopra, i gas vengono utilizzati per “stragi di massa” proprio per questa loro peculiarità. In ospedale poi, che si suppone in piena emergenza data la situazione, c’è chi invece di curare i feriti ha il tempo di twittare ed addirittura di postare video…

Assad poi non sarebbe così stupido da promuovere un simile, vigliacco attacco proprio mentre si registra l’inizio di segnali di distensione con la comunità internazionale.

E in questo scenario, ci inserisco pure l’attentato a San Pietroburgo, che mira ad indebolire la leadership di Putin. In sostanza si sta creando un “cattivo Assad” per colpire il suo principale alleato.

L’unica cosa certa è che questa sporca guerra si fa sulla pelle degli innocenti.


Fissazioni

obama12310551_1196393463721785_3378992461726936226_nPerbacco…Obama è fissato con la cacciata di Assad…

Perché non se la prende con la tirannia dell’Arabia Saudita, che è ancora peggiore di quella siriana?

L’Arabia è uno dei pochi paesi al mondo retto da una monarchia assoluta, SENZA PARLAMENTO, senza partiti politici, senza nemmeno una costituzione in quanto tutto è regolato dal Corano. Non esiste quindi libertà  né politica né tanto meno religiosa,  tanto da condannare a morte il poeta arabo di origine palestinese Fayadh per blasfemia. L’unica norma vigente è quella per cui la monarchia è appannaggio dei diretti discendenti del  sultanoʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd primo re dell’Arabia Saudita. Tutto è regolato dalla Sharia e dalla Sunna di Maometto.  L’assurdità poi di aver nominato i rappresentati di questo stato quali tutori dei diritti umani… 

http://www.today.it/rassegna/poeta-ashraf-fayadh-condannato-arabia-saudita.html

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/paradosso-arabia-ultima-i-diritti-umani-presiede-consiglio-o-1173485.html

http://it.ibtimes.com/larabia-saudita-si-prepara-decapitare-decine-di-attivisti-i-diritti-umani-1428340

Assad invece regna su un paese che lotta contro un terrorismo che vuole ripristinare modi di vita medievali, mentre sotto il “despota” Assad alle donne è consentito uscire senza essere velate, di poter studiare liberamente, di partecipare alla vita politica, e lo stesso anche ai cristiani, e dove sciiti e sunniti convivono nella reciproca tolleranza.

Ora Obama vuole distruggere questa società, come sono stati distrutti l’Iraq e la Libia (ma anche l’Afghanistan laico ad opera della coppia CIA-Bin Laden). Ma ora si spera che l’Europa cominci ad aprire gli occhi su ciò che è bene e ciò che è male, su ciò che è meglio e ciò che è peggio. E nella speranza è compresa anche quella che la Turchia non entri a fare parte della Comunità Europea.


Scenari di guerra

raid

Non contenti del dissesto che hanno provocato in Libia con la destituzione di Gheddafi, Francia ed USA ci riprovano con Assad che, in loco, è l’unico in grado di fermare l’ISIS. Non per altro Putin è intervenuto in breve tempo in Siria, ma senza l’intenzione di deporre il dittatore siriano, contrariamente ad USA e Francia.

Mentre l’ISIS rappresenta un pericolo per tutto il mondo civile, sia nel campo della cultura, con le sue distruzioni indiscriminate, sia per quanto riguarda la religione (non colpiscono infatti solo i cristiani, gli yazidi e le altre minoranze religiose, ma si scannano pure tra loro islamici a seconda che siano sciiti o sunniti), e sia per quanto riguarda i diritti umani, con le orrende decapitazioni degli ostaggi e la condizione di sottomissione delle donne, l’utilizzo di bambine (naturalmente esseri inferiori) come kamikaze per effettuare attentati, la questione della deposizione di Assad è solamente un fatto interno che deve essere regolata dai siriani.

La logica vorrebbe che contro un nemico comune si faccia fronte unico, ma gli intrecci sono troppo complessi da sciogliere: a fianco di Assad ci sono ad esempio sia Iran che Iraq, oltre ai libanesi di Hezbollah, tutti sciiti e filorussi. I paesi arabi del Golfo invece, sunniti, sono per la defenestrazione di Assad, sono alleati (a puro scopo economico) degli USA e ostili all’Iran che sta sviluppando un programma nucleare che rappresenta un pericolo per loro. C’è poi la Turchia, che ha un atteggiamento piuttosto ambiguo: dopo un recente attentato ha deciso di concedere agli USA l’utilizzo delle proprie basi aeree e di aderire alla coalizione anti ISIS, però il suo principale obiettivo è quello di disfarsi dei curdi che, pur combattendo contro lo Stato Islamico, aspirano ad avere un proprio territorio e costituirsi in Nazione. Pure Israele partecipa alla coalizione anti ISIS, ma sostanzialmente nei riguardi del dittatore ha assunto una posizione di neutralità.

 

Infine ci siamo noi italiani, né carne, né pesce: non effettueremo raid, ma cerchiamo il dialogo con queste “persone”, come se con dei terroristi sia possibile dialogare….

 

Comunque si preannuncia un nuovo braccio di ferro tra gli USA e la Russia come già successe in Afghanistan, dove ambedue le superpotenze rifornivano di armi le opposte fazioni, con il solo risultato, dopo anni ed anni di guerra, di lasciare un paese completamente distrutto ed in mano ai fondamentalisti talebani.

Ma quello che non riesco a capire è perché i raid fatti dalla Russia siano dannosi mentre quelli fatti dalla Francia invece non lo sono. E non solo per quanto concerne la Siria. Infatti il raid dell’ONU (ma le bombe erano americane) a Kabul ad esempio, che ha colpito degli ospedali uccidendo una ventina di persone tra medici e pazienti ha provocato “danni collaterali ad una struttura medica”, come ha espresso il colonnello Brian Tribus, ma le sue parole sono smentite dal personale di Medici senza Frontiere.

 

Obama dice di contrastare Assad perché è un dittatore. Bene, ma allora perché tra i suoi alleati ci sono i paesi del Golfo e l’Arabia Saudita (che l’ONU ha recentemente messa a capo della commissione dei Diritti Umani!) quando è noto che dette nazioni non possono essere definite liberali, tanto meno democratiche?

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Medio Oriente

Il Medio Oriente ormai sta per esplodere.

Dopo la Tunisia e la Libia, ora è la volta dell’Egitto, con tutte le sue contraddizioni: da una parte l’esercito che sostiene le forze laiche e progressiste contro la maggioranza “democraticamente” eletta e fanaticamente religiosa dei Fratelli Mussulmani, legati ad Al Qaida, che vogliono imporre la sharia trasformando lo stato in un altro Iran.

Poi c’è la Siria.

Ormai la rivolta siriana va avanti da troppo tempo, dalla primavera del 2011, ed ha già causato decine di migliaia di morti ed un continuo esodo di sfollati che si riversano nei paesi limitrofi.

Difficile dover scegliere tra una dittatura e tra il fanatismo religioso, perché ambedue sono pericolosi. Verrebbe voglia di dire che sono affari interni loro e che devono sbrogliarsela da soli, ma si può rimanere indifferenti al cospetto di tanta violenza?

Intanto non si hanno le prove certe su chi abbia usato i gas nervini. Ognuna delle due parti accusa quella avversa, e sembra che Putin sia in possesso delle prove che incriminerebbero i ribelli. L’unica cosa sicura è che i ribelli, chiamati chiaramente terroristi dal governo, hanno attaccato gli ispettori dell’ONU che indagano sull’uso di armi chimiche.

Davanti a tanti morti, davanti a tanti orrori Obama, premio Nobel per la pace (?) sembrerebbe intenzionato ad attaccare, spalleggiato da Cameron e probabilmente anche da Hollande. Sia gli USA che la Gran Bretagna hanno già numerose unità navali in zona: cacciatorpediniere armati di missili Tomahawk a lunga gittata gli USA, e navi da guerra e probabilmente anche un sottomarino nucleare la Gran Bretagna, ed inoltre portaerei e portaelicotteri, che godrebbero dell’appoggio logistico delle basi in Turchia, Cipro e Giordania.

Certo che se le cose dovessero andare come in Kossovo, in Libia o in altre parti dove c’è stato un intervento armato, la soluzione sarebbe ancora più deleteria di un non intervento.

L’unica cosa che appare davvero incomprensibile è come mai i paesi occidentali sostengano i ribelli che vogliono imporre un regime strettamente islamico, con tutte le conseguenze che questo comporterebbe, terrorismo innanzitutto e la dichiarata intenzione di cancellare lo stato di Israele dalla faccia della terra (ma quest’ultima posizione è sostenuta pure da Assad, alleato fedele dell’Iran, che non è divenuto per nulla moderato dopo le ultime elezioni) e la distruzione di chiese cristiane con il conseguente massacro di fedeli.

Per tre anni l’Occidente ha lasciato agire indisturbato Assad, che ha così potuto imprigionare, torturare, sterminare migliaia di persone. Qui in Occidente si è creduto troppo ingenuamente che in quei paesi si potesse instaurare una democrazia almeno apparentemente simile alle nostre, ma così non è stato, e non è certo inviando i missili “intelligenti” o, peggio, fornendo armi ai ribelli che si potrà sanare la situazione.