La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Acqua a catinelle

Quando uno possiede una cosa e ci tiene, cerca di conservarla al meglio.

Se qualcuno ha una casa, acquistata a prezzo di sacrifici, ovvio che ogni sua cura sia rivolta al suo mantenimento per non farla farla degradare.

Non è così per questa nostra disgraziatissima nazione dove tutto sembra, anzi va tutto a catafascio. Eccezion fatta per i terremoti che, nonostante i pareri di non so quali esperti, non possono essere previsti, molte altre disgrazie potrebbero essere evitate, quali gli allagamenti che periodicamente si ripresentano non appena le piogge sono più abbondanti del solito.

Premesso che anche la nostra rete idrica è praticamente un colabrodo e fa acqua da tutte le parti, molte zone andrebbero messe in sicurezza per evitare le esondazioni di fiumi e torrenti. Gli alvei andrebbero periodicamente ripuliti, gli argini rinforzati ed in qualche caso anche rialzati (senza incolpare le povere nutrie di eventi disastrosi). Pure determinati terreni andrebbero rimboscati favorendo il consolidamento del terreno tramite l’opera delle radici. Nel corso degli anni passati invece molti corsi d’acqua sono stati incanalati in letti artificiali di cemento favorendo l’incremento della velocità dell’acqua e l’opera di erosione, gli alvei si sono riempiti di detriti sia naturali che no, e sono stati concessi permessi di costruzione in luoghi molto pericolosi a rischio sia di allagamenti che di frane. Per non parlare delle città, dove i tombini dovrebbero essere stasati molto spesso, ma sovente questa operazione non viene eseguita.

Ed adesso vediamo alcune zone di Roma allagate, mentre nel letto del Tevere galleggia ogni sorta di immondizia, incluso un divano trasportato dalla corrente.

Tutti ad intervistare il sindaco Marino ed il suo predecessore Alemanno, che si rimpallano l’un l’altro le responsabilità, mentre sui telegiornali si susseguono i servizi sulla capitale. Nel frattempo i poveri alluvionati emiliani e toscani son negletti da tutti o quasi…

Le immagini dall'elicottero dei carabinieri

— Inviato dal Veloce promemoria


quanto sei bella Roma….ma disorganizzata

I capitalini (scritto volutamente cosi’…abitanti della Capitale), sono a volte come bambini viziati.

Pienamente d’accordo col fatto che non siano abituati alla neve, ma se paragono i 20/30 cm di Roma Capitale  al metro ed oltre di alcune altre zone, mi viene da sogghignare. Già, perché avere in magazzino delle lame da adattare alle ruspe, trasformandole in spazzaneve e non usarle in quanto non si è a conoscenza della loro esistenza, è sintomo di faciloneria ed incompetenza.

Chiudere le scuole va bene, ma gli uffici pubblici? Che si sappia, le attività private hanno funzionato regolarmente: un dipendente privato è meno privilegiato del pubblico?

Poi la cosa paradossale: chiedere degli spalatori al nord-est. Ora, per spalare la neve non ci vuole chissà quale specializzazione: per spalare, bastano buone braccia e buona volontà, è possibile che in una capitale di 2.800.000 abitanti non si trovi qualche centinaio di disoccupati disposti a tale compito? Oppure, nonostante l’altisonante dicitura “Capitale” non è capace di cavarsela da sola? Del resto, se Alemanno puo’ spalare (*), possono farlo pure gli altri, senza dover invocare la protezione civile (alla quale, finalmente sono state riconsegnate molte competenze) per qualche centimetro di neve! Del resto la capitale era andata precedentemente in tilt anche per qualche acquazzone estivo. In Veneto, Liguria, Piemonte, Sicilia ed altre parti d’Italia interessate da alluvioni e frane, i primi a tirarsi su le maniche sono stati i cittadini stessi.

E pure le televisioni…dopo “l’emergenza” dell’altro giorno, basta con le notizie attimo per attimo, quartiere per quartiere, sulla neve a Roma! Nessuno ad esempio ha parlato della neve caduta in Sardegna, della quale mi ha parlato un amico e documentata dalle fotografie di Serena…

http://serena-ilsuospazio.blogspot.com/2012/02/mostra-non-permanente-scultura.html

(*)vedere Alemanno e Casini che spalano mi sa tanto di operazione mediatica, come quella del guru Dario Fo che si era recato a Milano in via Lecco con scope e spazzoloni al seguito, ma poi avevano pulito gli altri…