La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Quore con la q

Così la maestra che scriveva sQuola con la Q e sbagliava le doppie è stata licenziata.

Licenziamento dopo ben due ricorsi, persi per fortuna, perché qui in Italia ci si potrebbe aspettare di tutto, anche che costei vincesse il ricorso e venisse magari inviata ad insegnare italiano agli extracomunitari, molti dei quali parlano e scrivono più correttamente di lei.

C’è però da chiedersi come abbia fatto una persona con delle così gravi lacune linguistiche a passare non solo la maturità, ma anche il concorso per l’insegnamento. E non dimentico neppure la maestra che scrisse ZEBBRA, correggendo lo scolaro che aveva scritto correttamente.
In una nazione dove il ministro per l’istruzione si esprime come si esprime, ed un Di Maio inanella strafalcioni, non c’è da meravigliarsi.
Un paese dove si perculava (passatemi il termine) il novantenne De Mita per il forte accento campano, ma che si esprimeva in un italiano forbito e corretto.
E la colpa di chi è? Della buona scuola che privilegia l’inglese alla nostra lingua anche negli atti ufficiali, tanto che i nostri politici ne infarciscono anche i loro discorsi, ma quando si tratta di parlare inglese all’estero fanno quasi sempre una magra figura.
Oppure colpa dei moderni strumenti tecnologici, con tanti correttori automatici che però non distinguono tra “anno” ed “hanno” , “c’è” e “ce ” l’uso incongruo delle “k” al posto dell’italianissimo “ch”, ed in questo modo contribuiscono all’assassinio del nostro idioma.

Ed alla maestra dedico questa vecchia canzone di Celentano 😀

 


Emozioni – 2

emozioni

 

Diffido di chi non prova emozioni.

Non parlo di chi per pudore o riservatezza  non le esterna, ma si tradisce con un gesto,  un accenno di sorriso,  uno sguardo, una mezza parola.
Parlo di chi è  arido nell’intimo, secco come un ramo morto che non dà foglie e men che meno frutti; di quelle persone chiuse nel proprio egoismo, paghe del proprio egocentrismo, pregne solo della loro presuntuosa arroganza.


Emozioni…

Un modo di comunicare con le persone: che siano espressioni di gioia o di indignazione, di rabbia o di commozione, è un modo di far partecipi gli altri del nostro animo.
Ma quando non si riesce a comunicare ad altri la bellezza e l’unicità di un momento, della luminosità algida di certe  albe, della placidità di alcuni  tramonti, della frizzantezza di una pungente brezza notturna, della visione di quei quadri che “parlano” al cuore ed alla mente, della dolcezza di una musica, della malinconia di una giornata di pioggia o velata dalla nebbia… ecco, se non si riesce ad esternare quelle sensazioni, se quelle impressioni restano racchiuse in noi perché le parole non sono sufficienti a descriverle allora, e solo allora, quelle emozioni sono davvero nostre, ci appartengono interamente.

 

 


Canzoni per Milano – Il ragazzo della via Gluck

Non poteva mancare, nella carrellata delle canzoni per Milano, quella relativa alla via Gluck cantata da Adriano Celentano, che vi ha abitato al civico 14. Non ho mai visto la strada come era una volta: adesso è una piccola via anonima, piena di automobili parcheggiate su ambedue i lati del marciapiede. E non riesco proprio ad immaginarla fiancheggiata dal verde dei campi… E qui di seguito invece il link della risposta che gli diede Giorgio Gaber.

https://ombradiunsorriso.wordpress.com/2012/10/10/rock-economy-che-cavolo-vuol-dire/


era ora, anche se a caro prezzo….

Permettetemi di dire…FINALMENTE!

Se davvero Michele Santoro se ne andrà dalla Rai, gratificato (è il caso di dirlo) da una molto cospicua liquidazione (si parla di oltre due milioni di euro!), non sarò certo io a rimpiangerlo.

Premesso che, come ho spesso scritto, la televisione odierna ormai non la guardo più, ciò nonostante ogni anno seguivo, probabilmente con latenti istinti masochistici, la sua prima trasmissione stagionale e regolarmente me ne allontanavo letteralmente schifata dalla sua palese partigianeria e faziosità, cosa che in un servizio PUBBLICO non dovrebbe mai accadere. Leggevo comunque le recensioni delle sue “inchieste” (?) sui giornali e su vari siti Internet… Una persona che non cercava di convincere della bontà delle sue opinioni con prove conclamate, ma coartava la gente con arroganza e prepotenza, in quanto spesso toglieva la parola a chi lo contraddiceva.

Con “ospiti” a dir poco discutibili, quali la D’Addario, Grillo, che strilla a più non posso ma non propone nulla di concreto ed altri che non sto a menzionare.

Ma come si fa a dare credibilità a Michele Ciancimino, quasi fosse un novello profeta, e solo perché aveva indicato, con documenti malamente contraffatti col copia-incolla, che Berlusconi ed il generale Mori fossere implicati in questioni di mafia senza prima verificare i fatti, come dovrebbe fare un bravo giornalista. Ed è stato fermato solamente quado è stato tirato in ballo De Gennaro.

Come si fa a dare retta a Marco Travaglio, un saltafosso conclamato, che ha varie condanne per diffamazione nei conronti di Previti, Del Noce, Conalonieri ., Schifani, della giornalista Susanna Patruni, del giudice Filippo Verde e dell’assessore David Costa.

Come si fa ad ospitare Vauro, che ha disegnato vignette di dubbio gusto, anzi, di una volgarità che sfociava nell’indecenza morale. (Ricordo quelle davvero ignobili sui morti del terremoto dell’Aquila)

Come si fa a dare voce (?) ai silenzi di Adriano Celentano, che tutto può essere meno che un pensatore o un filosofo e che in quanto ad ecologia…meglio lasciar perdere.

Per non parlare dei litigi istigati ad arte, delle provocazioni, degli insulti.

E questa sarebbe televisione?

Ecco, il grande passo sta per essere fatto. Il guru, anzi, il tribuno si trasferisce a LA 7, in procinto, dicono, di essere acquistata dal solito De Benedetti con i soldi che, dicono, riuscirà a spillare a Berlusconi con il processo Mondadori.

Il bravo professionista, che del maneggiare soldi (tra contratti e penali) ha fatto una missione, potrà dire finalmente tutto ciò che desidera senza censure (come se alla Rai avessero potuto imporgliele, dato che ha parlato e straparlato).

La 7 sarebbe il terzo piatto in cui mangiare abbondantemente: prima quello della Rai (per due volte) e poi dell’odiato Berlusconi, i cui soldi non gli hanno fatto ribrezzo, ma si sa, pecunia non olet.

Buon appetito ed…Amen!