La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

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Milano 26 settembre

Non ho fatto a tempo a vedere le Varesine. Non parlo delle ferrovie che portano appunto a Varese, quelle non le ricorda nemmeno mio marito, ma parlo del Luna Park, che si vede anche in ” Ecco noi per esempio”, un vecchio film con Adriano Celentano: ne avevo già parlato tempo addietro. Quando sono stata in quei paraggi per la prima volta, ricordo solo un alto terrapieno invaso dalle erbacce che si arrampicavano fin sulla vecchia entrata con la scritta Luna Park Permanente, che ancora si leggeva. Poco dopo era iniziato lo sbancamento e quindi, in epoca più recente, gli ultimi due/tre anni, lo scavo delle fondamenta per i nuovi grattacieli. Ora la struttura del “diamantone” è completa, 27 piani in tutto, hanno già iniziato a ricoprirlo di lastre di cristallo. In lontananza, il grattacielo di Corso Como, con una curiosa appendice che sembra una pergamena arrotolata, è già finito, devono solo sistemare le entrate. Per curiosità, ho voluto contare le gru dei cantieri, ma ni smesso…comunque sono almeno una ventina.

Piano piano (?) Milano sta cambiando aspetto, è bella, certo, ma non ha il fascino delle casette sul Naviglio grande o di Niguarda, quello delle ringhiere di Corso San Gottardo o di Porta Ticinese.

Quando passo vicino alla Scala, ho un attacco di rabbia: quell’architettura così nitida e pulita, in vero stile neoclassico, letteralmente rovinata da quelle orrende strutture moderne, una cilindrica e l’altra a forma di parallelepipedo, che la sovrastano. Semplicemente uno scempio.

Dietro alla Scala, il teatro dell’Accademia del Filodrammatici, piccolo al confronto, frontale in cotto decorato, che sarebbe veramente da ripulire. Sul frontone, la data del rifacimento in stile Liberty, 1904, anche se la costruzione data dal finire del 1700, all’epoca napoleonica.

L’aria è cambiata a Milano… In corso Buenos Aires ricominciano ad apparire le lenzuola sulla strada, piccoli bazar all’aperto; i giardini antistanti la Stazione si sono ritrasformati in bivacchi; ai semafori sono ricomparsi i lavavetri ed in metropolitana i questuanti con bambini e/o stampelle; in Galleria i cinesi che vendono giocattoli sono un’infinità, con disagio di turisti ed autoctoni che hanno perfino scritto all’Assessore competente che ha promesso di intervenire “su richiesta”…ma quando li richiedi, è ormai troppo tardi…la prevenzione no eh?

Alla fermata dei tram salgono frotte di zingare, naturalmente senza biglietto: che importa, pagano I milanesi, dato che hanno trovato la recente sorpresa di un aumento del 50% (cinquanta…letto bene).

Prima in piazza Duomo ed in altre parti della città (come nella nostra via) c’erano i presidi mobili delle forze dell’ordine…spariti. In questa zona è nuovamente aumentato il numero degli scippi…Il dirimpettaio è sttao borseggiato, il portinaio, che abita ad un centinaio di metri di distanza, ha trovato segni di effrazione sulla porta, il giornalaio alla fermata della metro paventa che al Trotter vogliano installare i Rom

Se questa è l’aria nuova, l’è brutta assai.

(e mò chi lo sente chi dico io!)

Ed oggi il termometro è arrivato a 34 gradi!