La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Articoli con tag “150^ anniversario

Tripoli bel suol d’amore….

Sempre un anniversario è, ma del centenario quello che ricorrera’ tra qualche mese dalla guerra di Libia.

Sarà un caso, ma ci ritroviamo a combattere contro il medesimo “nemico” di allora? Lo chiamo nemico, ma a fatica. Allora fu Giolitti a voler invadere quel territorio, in parte per il prestigio internazionale, in parte per impadronirsi delle risorse agricole e minerarie di quel territorio, anche se non si conosceva ancora l’esistenza degli immensi giacimenti petroliferi, e spinto anche dalle mire espansionistiche e colonialistiche dell’epoca, che portarono gran parte delle nazioni europee a costituire delle colonie in Africa.

Il Regno d’Italia era nato solo da 50 anni, e già nell’ottobre 1911 si partì per la conquista del territorio, allora sotto la sovranità ottomana (per quello si parla anche di guerra italo-turca). La guerra fu dichiarata senza l’approvazione del Parlamento, con la scusante di violenze perpetrate dai libici ai danni di cittadini italiani. Anche se formalmente la pace fu siglata l’anno seguente, ci furono guerriglie sanguinose che si protrassero per anni, 15 nella Tripolitania e ben 20 nella Cirenaica. Per domare le rivolte purtroppo gli Italiani si resero responsabili di atrocità anche nei confronti delle popolazioni civili, tra le quali anche l’uso di gas, sebbene l’uso dello stesso fosse stato espressamente proibito nel 1925. Solo nel 1931 si giunse alla pacificazione.

Per saperne di più

http://www.storiain.net/arret/num153/artic3.asp

Oggi siamo di nuovo alle prese con un conflitto. Dpbbiamo avere il coraggio di chiamarlo GUERRA, e non azione concordata con l’ONU per riportare la pace o altri giri di parole. Se si concedono basi militari, se si approntano aerei da combattimento e navi da guerra, se si concedono basi logistiche agli alleati…è guerra e non può essere chiamata in nessun altro modo.


Ancora sui 150 anni dell’Italia….

Per comodità, chiamerò Altoatesini gli abitanti dell’Alto Adige di lingua italiana, e Sudtirolesi quelli di lingua tedesca.


Ne ho già accennato e ne discutevo con una persona… Il 150^ per quanto concerne l’Unità d’Italia per mio conto è un falso storico, una ricorrenza voluta da Prodi e dai quei compagnetti che alla bandiera italiana (quando addirittura non la bruciavano in piazza), sovrapponevano quella rossa dato che il comunismo era “internazionale”. Il 1861 segna solamente la proclamazione del Regno d’Italia, composto allora dal Regno di Serdegna e dall’ex Regno delle due Sicilie, conquistato da Garibaldi e dai Mille con il supporto degli Inglesi.

Che mi risulti, l’annessione del Veneto fu attuata solo nel 1866 e quella di Roma, con quel che restava dello Stato Pontificio, praticamente il solo Lazio,nel 1870, dopo la presa di Porta Pia, tanto che la capitale venne spostata là solo nel 1871.

 

 

Qui in Alto Adige sta succedendo il finimondo perché la Giunta provinciale ha deciso di non aderire ai festeggiamenti, pur non proibendo, ovviamente, agli altoatesini di parteciparvi, e la questione sta assumendo anche rilevanza nazionale. Se per quanto concerne i monumenti la mia posizione era diametralmente opposta a quella dell’Obmann, Luis Durnwaldner, (sia da un punto di vista artistico che di natura storica, non certamente “nazionalista”), qui devo dargli pienamente ragione. Il Suedtirol, contrariamente al Trentino, con il quale molti lo confondono, è sempre stato austriaco, dal valico del Brennero fino al confine di Salorno. Grazie al trattato di Versailles fu inglobato di prepotenza nello stato Italiano che vedeva nelle Alpi il confine naturale della nazione. I sudtirolesi pertanto nulla hanno da celebrare, costringerli a ciò è una imposizione, come qualcuno che pretende che il suo amore venga forzatamente corrisposto. Gli altoatesini nemmeno non hanno nulla da festeggiare, visto che diventarono italiani solamente nel 1919, in seguito al succitato trattato. Inoltre il territorio fu italianizzato da Mussolini solo con massicci trasferimenti da altre parti d’Italia, prevalentemente dal Veneto e dal Meridione, allora tristemente sottosviluppati.

Il Meridione recrimina ancora oggi per lo spoglio attuato dai Savoia, (piccolo inciso…Vittorio Emanuele II era un gran pu***re, altro che Berlusconi!), tanto da ritenere questa invasione la causa del brigantaggio che infestò queste terre.

Consideriamo gli eventi da un’altra angolazione: perché riteniamo legittime le aspirazioni dei lombardo-veneti, dei toscani, dei marchigiani ecc. ad aderire al regno d’Italia, e vituperiamo tanto se lo stesso fanno i sudtirolesi?

E’ poi da verificare la legittimità dei plebisciti, visto l’esiguo numero di persone che in quel periodo avevano il diritto di voto e non esprimevano certamente il sentimento popolare e nazionale. Il popolo in quei tempi aveva un solo motto “Franza o Spagna, purché se magna”, dato che l’Italia era sempre stata territorio di conquista da parte di altre Nazioni, e le aspirazioni insurrezionali la plebe le lasciava ai “signori”.

Su un quotidiano locale ho letto tantissimi commenti di gente “forestiera” che nulla conosce della storia di questa Provincia se non per averci passato qualche periodo in ferie, (confondendola appunto con il Trentino ed altre amenità del genere) e che farebbe quindi bene a tenere il becco chiuso…

Infine, non del tutto irrilevante, le spese per questa ricorrenza…enormi, considerando la crisi … E qui sto con la Marcegaglia. Le imprese, già oberate di costi dovrebbero sobbarcarsi anche quelli aggiuntivi della giornata festiva retribuita…