La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

web e dintorni

Ridiamoci su

Un momento di allegria (Presa dal web)   quindi pure l’immagine è appropriata  🙂 

– Achille!

– Re Agamennone in persona, a cosa devo l’onore?

– Stiamo per attaccare e volevo sapere se il più forte fra i nostri guerrieri è pronto a gettarsi nella mischia.

– Sono sempre pronto.

– È ciò che volevo sentire. Bene, ecco come procederemo: i carri da guerra e gli arcieri si muoveranno lungo una linea… che cos’è?

– Questa?

– Sì.

– È la mia armatura. Forgiata da Efesto in persona. Ti piace?

– No, bella è bella, ma scusa…

– Cosa?

– I copritalloni?

– Non li metto.

– Per favore, non cominciamo di nuovo con sto discorso.

– T’ho detto che non li metto e non li metto.

– Achille, per cortesia, una cosa t’ho chiesto! Una! Di mettere quei minchia di copritalloni!

– Coi copritalloni mi sento soffocare.

– È biologicamente impossibile sta cosa che ti senti soffocare dai talloni!

– Invece sì, io respiro molto coi piedi.

– Ascoltami, ragiona un secondo, te sei invincibile.

– Invincibilissimo.

– Issimo, sì, bravo. Tranne che in un punto.

– Un punto.

– E quel punto è…?

– È?

– No, dico, quel punto è?

– Il tallone?

– Il tallone! Mortacci tua! Puoi andarci fuori nudo a combatterli sti disgraziati! Ho visto con questi occhi uno tirarti una spadata sul cazzo e la spada s’è rotta in due, però i copritalloni, figlio mio, li devi mettere.

– Altrimenti?

– Metti che uno con una freccia ti piglia il tallone.

– Tu mi vuoi dire che io adesso esco e uno di questi arcieri incompetenti scopacugine dei troiani mi becca proprio a me e proprio sul tallone. Francamente, mi sembra statisticamente inverosimile.

– Oh, vedi tu, ne tirano un migliaio di frecce al giorno, perché correre il rischio?

– Secondo me il rischio non c’è. Poi sta cosa del tallone non si sa neanche se è vera.

– Ma sì che è vera! Me l’ha detto pure tua madre che t’ha inzuppato tutto tenendoti per il tallone che poi bastava perdere quei due secondi per girarti un attimo… Comunque l’altro giorno lo hai sbattuto contro uno spigolo di un mobile e t’è venuto un mezzo ictus. Non credo sia stata una coincidenza.

– Esagerazioni. Vogliono farmi sembrare debole. Io sono abituato a combattere senza, non puoi pretendere che io cambi le mie abitudini così, da un giorno all’altro.

– Ma è della tua vita che stiamo parlando.

– Nessuno è mai morto per una freccia sul tallone. Non ci sono organi vitali sul tallone.

– Ma tu sì! Tu puoi! Funziona così sta cosa! È tutto il concetto del personaggio Achille! Ti ricordi che siamo andati dall’Oracolo di Delfi?

– Sì.

– Che ha detto l’Oracolo di Delfi?

– …

– Che ha detto?

– Ha detto di mettere i copritalloni.

– E metti sti cazzo di copritalloni!

– Non mi fido dell’Oracolo di Delfi. Chissà chi lo finanzia.

– E infatti siamo andati pure dall’Oracolo di Olimpia e che t’ha detto l’Oracolo di Olimpia?

– Di mettere i copritalloni. Però dai, si sa che l’Oracolo di Olimpia è politicamente schierato.

– Pure Esculapio te l’ha detto!

– Non mi convince Esculapio. Non mi sembra professionale.

– È il dio della medicina!

– Appunto e figurati se uno così non fa i suoi interessi. C’è un business dietro, cosa credi? Mezzo Peloponneso è gente che confeziona copritalloni.

– Sii buono, ne abbiamo girati venti tra oracoli, veggenti e semidivinità, mannaggia a te, tutti t’hanno detto di mettere i copritalloni. Non “mettili altrimenti perdi la battaglia”, non “mettili altrimenti tua moglie diventa infeconda”, “tuo figlio si scopa un mostro marino”, “tua zia va fuori strada col carro”, no! Mettili altrimenti muori!

– Ti scordi dell’Oracolo di San Raffaele.

– Che è l’Oracolo di San Raffaele?

– Dai, quello della cristalloterapia.

– Ah già, quello.

– Quello ha detto che posso non metterlo.

– Uno! Uno su venti! Che è pure un Oracolo per modo di dire, ti ricordi che aveva gli acchiappasogni appesi dappertutto? C’aveva il tempio sul retro di un’erboristeria, dai…

– Non mi interessa. Io con i copritalloni mi sento umiliato, mi sento in gabbia. L’ha detto pure Tiresia.

– Tiresia l’indovino cieco?

– Sì. Ha detto che sti copritalloni sono una forzatura, una violazione dei miei diritti.

– Ma lascialo stare Tiresia, è vecchio, canta bene per carità, ma ste cose non son roba sua. E poi io li prenderei con le pinze i consigli sanitari di uno che sta nell’Ade!

– È inutile che insisti, io non ci vado in giro coi copritalloni a farmi ridere dietro.

– Ma che problemi ti creano? Dai su, un piccolo sforzo, ti si chiede solo quello. E vinciamo sta guerra. E poi si torna tutti alla vita di prima. Noi vuoi tornare alla vita di prima?

– … sì.

– Allora li metti?

– Assolutamente no.

– Achille è morto, e sono onorato che abbia scelto me per ricordarlo al suo rito funebre. Achille era il più forte e valoroso di noi, ma era anche superbo e avventato. Se avesse prestato un po’ più di attenzione, se fosse stato meno egoista, meno testardo, sarebbe ancora vivo e con lui tanti altri che lo hanno seguito nell’Averno durante questa guerra spaventosa. Forse però la sua fine può insegnare qualcosa a noi che rimaniamo. Magari ci può insegnare a non trarre giudizi affrettati, oppure a fidarci con umiltà di chi ne sa più di noi, di chi ha dedicato la sua vita al sapere, alla conoscenza per aiutarci a vivere meglio. O, ancora, può insegnarci che nessuno di noi è davvero immortale, anche se certe volte può essere facile pensare il contrario. E che, in guerra, ognuno è responsabile non solo della propria vita, ma anche di quella degli altri. Perciò oggi ricordando questo grande condottiero, cerchiamo di ricordare anche di non essere arroganti o superficiali con il destino, con gli dèi e, soprattutto, con la morte.

– Bellissimo discorso Ulisse.

– Grazie.

– Adesso dove andrai?

– La guerra è finita. Torno a casa.

– Ti serve il navigatore?

– Ma ti pare?! È sempre dritto!


Perché?

Da quando ho aggiornato WP, non riesco più ad aggiungere commenti sui post che leggo, e talvolta nemmeno a mettere il Like.

Perché?


speriamo…

Sarà l’aria di casa, o forse perché restando fermo per parecchi giorni si è resettato ben bene, resta il fatto che adesso il pc che a Milano sembrava morto del tutto adesso funziona.

È ancora un po’ lento, ma in seguito vedrò di sistemare anche quello.

Per adesso ho aggiornato delle cose in sospeso che avevo registrato sullo smartphone…

Domani è un altro giorno, speriamo bene.


Lubiana – 2

Beh, la “vecchietta” ha colpito ancora 😀

Piuttosto di pubblicare un sacco di foto (che poi, siamo sinceri, uno prima o poi si annoia anche) ho preferito fare uno slide, postarlo su you tube (e mi ci sono dovuta pure iscrivere !) per poi metterlo qui su WordPress.

Beh, sono agli inizi, ed infatti ho dimenticato di metterci la musica…ma la prossima volta, prometto, rimedierò.

 


Problemi tecnici

Due giorni di mal di stomaco… Ambedue i pc avevano problemi: su Chrome molte pagine non si aprivano (facebook, WordPress, Instagram) meltre altre funzionavano regolarmente. Inoltre il pc che gira su Windows10 aveva problemi anche all’accensione, in quanto dopo la pagina iniziale non si posizionava sul desktop, che spesso era irrimediabilmente nera.

Mi sono decisa a portarlo in assistenza (Andrea, dal quale andavo precedentemente, ha purtroppo chiuso il negozio), così mi sono rivolta ad un altro tecnico dal quale andava mio marito anni addietro, e là, sorpresa, il pc funzionava perfettamente…GRRRRRRR.

Torno a casa ed il problema si ripresenta.

In conclusione, era un’anomalia del WI-FI.

Resettato il modem uno dei pc (windows 7) andava perfettamente, l’altro (il 10) si accendeva ma la barra delle applicazioni, incluso il menu START, era bloccata e non c’era verso di sbloccarla e quindi per spegnere il pc dovevo farlo tramite il tasto dell’accensione, cosa non molto raccomandabile.

Beh, piano piano, sfruculiando con lo smartphone su internet , ho trovato un sito (non il solito sant’Aranzulla, ma un altro, “Generazione 2000”) che mi ha dato tutte le indicazioni per poter risolvere il problema, ed ora finalmente ce l’ho quasi fatta.

Quasi”, perché si apre finalmente il desktop, ma non appaiono le icone che magicamente ricompaiono premendo F4…

Calcolando che sono “vecchietta” e pure autodidatta, posso dire di essere soddisfatta 🙂  .

però, lasciatemelo dire… Maledizione alla tecnologia!


Verkaufte Heimat

Santo subito

Di chi parlo?

Del mitico Salvatore Aranzulla, al quale ricorro ogni volta che ho dei problemi con il PC e con internet. Sul suo sito posso davvero trovare di tutto, ed ho risolto delle rogne per le quali avrei dovuto rivolgermi ad altre persone più competenti, se non addirittura all’assistenza di Andrea, il tecnico al quale mi rivolgevo da sempre e che purtroppo ha appena chiuso il suo esercizio.

Questa volta avevo bisogno di salvare del filmati di You Tube ai quali tenevo particolarmente.

Si tratta della serie di “Verkaufte Heimat” (Patria venduta), 4 episodi che ho potuto vedere a spizzichi e bocconi, vista la lunghezza di oltre 7 ore, serie che sarebbe rimasta visibile su You Tube, grazie alla convenzione della Provincia di Bolzano, ma solo fino al 31 dicembre di quest’anno.

Ci tenevo davvero tanto, perché narra, anche se in forma romanzata, le vicende del Südtirol, dall’epoca fascista, durante la quale agli abitanti venne negato perfino l’uso della lingua tedesca e delle vessazioni cui furono sottoposti, attraverso le vicende di tre famiglie, i Rabensteiner (poi italianizzati in Pietracorvo), i Tschurtschenthaler e gli Oberhollenzer.

La vicenda si snoda attraverso gli anni, toccando temi come quelli degli optanti per la Germania, contrapposti ai Dableiber,(letteralmente “i rimasti qui”) che invece preferirono rimanere nella terra natia, dell’occupazione dei masi rimasti liberi da parte di famiglie meridionali con lo scopo di italianizzare la zona, fino ad arrivare agli anni dell’irredentismo sudtirolese, iniziato con la “notte dei fuochi” del 1961 con i primi attentati terroristici, in quanto l’autonomia promessa era rimasta solo sulla carta, senza trovare attuazione. L’ultima puntata è la più tragica, quando agli attentatori nostrani, – che si erano limitati a minare tralicci anche se era stata causata accidentalmente la morte di un innocente stradino dell’ANAS – si affiancarono terroristi neonazisti provenienti dalla Germania, che volevano strumentalizzare le ambizioni separatiste del Südtirol e causarono moltissimi attentati con vittime, specialmente tra le forze dell’ordine: questo causò la rappresaglia italiana, con arresti ed anche torture di quanti vennero imprigionati.

Filo conduttore, più o meno accentuato, la storia di Anna Tschurtschenthaler che, contro il volere della famiglia, sposa un carabiniere di origini meridionali. La morte di quest’ultimo, in un attentato cui avevano partecipato i due fratelli di Anna, la mette in contrasto con il figlio che a tutti i costi vuole vendicare la morte del padre.

Bellissimi i paesaggi, nella fattispecie quelli della Val Venosta, dove è ambientata la vicenda, con i campi ripidi dove le coltivazioni sono problematiche; belli gli interni delle case, con le classiche Stube riscaldate dalle Kachenhofen. Un certo momento si vedono anche le cave di marmo di Lasa.

Grandi sono le figure femminili, (Paula, Gerda) spesso in disaccordo con le decisioni dei mariti, quando ad esempio vogliono emigrare in Germania o progettare attentati, ma che poi restano comunque a fianco dei loro uomini, e importante anche il personaggio del parroco che, pur ritenendo giuste le rivendicazioni, disapprova ogni forma di violenza.

Le prime due puntate sono state dirette dalla regista Karin Brandauer, le due successive da Gernot Friedel. Tutti gli episodi, girati sia in italiano che in tedesco, sono fortunatamente sottotitolati nella lingua non usata nel parlato, perché anche se riesco a seguire quando viene usato l’Hochdeutch, il dialetto invece è parecchio ostico e sono riuscita a capire ben poco.

Così fortunatamente sono riuscita a scaricare e salvare (usando due programmi…non si sa mai) tutte le quattro puntate in modo da poterle poi rivedere di seguito con calma in tempi successivi .


tipi da web

C’è il cretino che ti banna perché non la pensi come lui e non considera che, avendo lui il diario aperto, basta avere un altro account e lo si può leggere comunque, mentre lui non può leggere te.
C’è il tizio amico del cretino di cui sopra che, dopo mesi di commenti e, a volte, lodi sperticate, ti cancella per solidarietà con l’amico cretino. 
Ci sono i troll, ma quello sono il classico “danno collaterale” della rete.
Ci sono i volgari ed i provoloni, ma quelli basta ignorarli e al massimo cancellarli.
Ci sono i “cretini-cretini”, niente spirito e tutta presunzione che sanno tutto loro e non accettano contraddittorio. 
Ci sono gli inoltratori seriali di catene e gli spacciatori compulsivi di bufale non verificate e quelli che postano commenti a casaccio. 

 

Non so chi scassa maggiormente le scatole.

Difficile stilare una classifica. 

 


Offese

Ci sono quelle persone che, incapaci di sostenere “civilmente” una discussione, trascendono ed iniziano ad offendere. Si credono degli dei in terra, mentre invece non sono altro che poveri ometti o povere donnette. E purtroppo sui social è facile incontrare questo tipo di persone.

Parlare e offendere, per certuni, è precisamente la stessa cosa. Sono pungenti e amari; il loro stile è misto a fiele e assenzio: lo scherno, l’ingiuria, l’insulto sbavano dalle loro labbra come saliva. Sarebbe utile per loro essere nati muti o imbecilli: quel tanto di vivacità e arguzia che hanno nuoce loro più di quanto non riesca a nuocere a qualcun altro la stupidità. Non sempre si accontentano di replicare con asprezza, spesso attaccano con insolenza; colpiscono tutto ciò che si trova sotto la loro lingua, sia sui presenti sia sugli assenti; si scagliano contro come montoni, di fronte e di fianco: si richiede forse ai montoni di non aver corna? Allo stesso modo non si spera di riformare, con questa illustrazione, temperamenti così duri, così feroci, così indocili. Il meglio che si possa fare, appena li si scorge da lontano, è fuggirli con tutte le proprie forze e senza voltarsi indietro.
(Jean de La Bruyère)


Stufa

Comincio ad essere stufa di facebook.

Stufa della sua censura. Mi si obietterà che, essendo un sito gestito da un privato, può controllare ciò che si può o no  pubblicare. 

Giusto, però a volte la censura è a senso unico. Mi è capitato di segnalare delle richieste di amicizia chiaramente a sfondo pornografico (bastava cliccare sui link che allegavano) o dei siti antisemiti, e mi è stato risposto che non violavano le regole di comportamento del network.

Pure il sito antisemita! E dire che Zuckerberg è ebreo!

Stufa di non poter usare la parola “clandestino” per indicare  chi arriva  in casa nostra senza documenti  e senza averne titolo, e dover  invece usare l’orrendo termine “migrante”.

Stufa di dover utilizzare le parole “rom,  Sinti,  camminante”  al posto di  zingaro, che fino a poco tempo fa faceva parte del nostro  lessico usuale. 

Perfino stufa di non poter usare l’italianissimo termine negro, che si reperisce in ogni vocabolario e deriva dal latino. 

Gli americani lo considerano offensivo?  Lo sostituiscano pure con Black, che poi molti Black ormai non sono più  nemmeno tanto neri ma di un color cioccolata o caffelatte appena macchiato, tipo l’Obama. Usare il termine “di colore” è stupido…pure il bianco è un colore…o no?

Stufa di leggere e ascoltare mass media asserviti che offendono la nostra lingua utilizzando improbabili termini vòlti al femminile pur di compiacere “qualcuna” che occupa un alto scranno.

Non ci arrivano che non è la parola ad essere offensiva, ma il contesto nel quale la si usa.

Posso dire con ammirazione :”Mio figlio ha un ottimo professore negro di matematica”, come posso anche dire “levati dai coglioni nero di merda”.  Qual è il contesto maggiormente offensivo?  Quello “politicamente corretto” con la parola nero, oppure l’altro? 

Duro farlo capire a certe zucche vuote.

(Zucca si può dire o devo scrivere cucurbitacea?)


Notizia distorta

Stando ad un certo Saverio Tommasi, (notizia presa dal suo sito facebook) 15 anni fa Carlo Giuliani era un ragazzo che voleva andare al mare.

Lo si deduce infatti dalla cuffia da bagno che indossava, che copriva anche tutto il viso secondo la moda-mare di quegli anni, e portava inoltre un salvagente a forma di estintore, mentre uno dei suoi compagni si aggrappava ad una trave di legno per paura di affogare…


Network

Ieri mi sono imposta una pausa sul mio diario facebook. Ho letto, commentato, messo like su altri siti, ma niente altro. Ero semplicemente stufa, ogni mattina, di leggere la solita frase “Loredana, hai condiviso per tot giorni di seguito”. I tuoi amici hanno commentato tot volte, hanno apposto tot like, etc etc …

E allora? Arrivata a mille giornate di condivisione avrei vinto qualcosa?
Sono stufa dell’ingerenza di alcuni network: ecco gli amici che potresti conoscere, fai questo, fai quello, fai sapere ai tuoi amici cosa stai facendo.

Grazie, posso farlo da sola, senza i vostri

suggerimenti.

Google non è da meno: mi avvisa della temperatura o del traffico nella zona in cui mi trovo, mi segnala bar, ristoranti e fermate dei mezzi pubblici: indicazioni senza dubbio utili, ma preferirei che mi venissero date solamente dietro mia richiesta…

 

PER FAVORE, FINITELA DI ROMPERE!


la ” fascista” immaginaria

Ho trovato molto divertente sentirmi apostrofare come “fascista”, visto che non lo sono, quindi ho bloccato una persona non tanto per quello che pensava di me, quanto per l’espressione “striscia via” che mi ha detto e probabilmente l’ho preceduta di poco nel blocco.

La signora (?) in questione, volgaruccia e saccente anzichenò, se l’è presa solo per il fatto che l’ho definita “ideologizzata”, anzi “impregnata di ideologia”, mentre lei, bontà sua, è solamente ”comunista”, e qui mi scappa semplicemente da ridere.
Del resto meglio evitare chi posta scritte ACAB e per giustificare la violenza delle forze dell’ordine pubblica foto di un corpo di polizia estero (!)

e mette pure immagini di una maglietta con Mussolini appeso in piazzale Loreto e la scritta “Guarda come dondolo” e cose simili. Per me esiste ancora il reato di vilipendio di cadavere ed un certo senso di pietà.

Tutto è derivato dalla manifestazione a Milano dove un gruppetto di esaltati che al tempo del fascismo non erano ancora nati che si son messi a salutare a braccio teso.
Esaltati e poco intelligenti, come li ho definiti, ma quello che non riesco a capire è  perché dopo oltre 70 anni il saluto romano faccia ancora paura quando ci sono fatti ben più gravi che affliggono la nostra società.  Facevo l’esempio di risse con accoltellamenti nella mia ex – tranquilla città, con questa gentaglia rimessa in circolazione dopo neppure 24 ore: questo sì che mi fa paura, sono cose concrete. Aver paura di gesti e slogan è semplicemente idiota: lo so che c’è il reato di apologia del fascismo, però ho sempre sostenuto che dovrebbe esserci anche quello di apologia del comunismo: tanti danni hanno commesso i primi, quanti, se non di più i secondi, con l’aggravante che continuano a farli.

L’unico vantaggio di questa “discussione” è che sono stata definita una “signorina probabilmente fresca di laurea o che deve ancora completare i suoi studi”.

Che dire? Mi sento ringiovanita 😀 😀 😀

Devo solo stare attenta: la tipa in questione, per sua stessa ammissione, è una “mangiabambini” 😀 e sai che delusione proverà quando si troverà davanti a me che sono già abbastanza stagionata?


Maschere

E da stamane, smessi i travestimenti del carnevale, riprendiamo con le maschere di tutti i giorni

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forze-ordine

PREMESSA


Su facebook non utilizzo quasi mai il ban: l’ho usato poche volte e solo nei confronti di persone che mi facevano proposte non propriamente lecite. Altre volte ho semplicemente cancellato alcuni contatti che commentavano in maniera piuttosto sciocca i post, senza averne capito il senso.Detto questo, mi ritengo una persona libera che dice quello che pensa (pensa prima, parla poi) ed ammiro altri che agiscono altrettanto liberamente, anche se in modo difforme dal mio, non esercitando il ban se qualcosa non è loro gradito. Ritengo che ciascuno sia libero di esporre le proprie opinioni senza censura alcuna. Lo stesso metro utilizzo anche qui sul blog: solo un paio di volte ho cancellato alcuni commenti dichiaratamente antisemiti.


Premesso ciò , leggo tanti che giudicano “parassiti ” quanti lavorano alle dipendenze di un organismo pubblico.
Il guaio è che queste cazzate sono pure scritte da persone che ritengo (anzi, ritenevo) intelligenti.
D’accordo, molti impiegati pubblici rubano letteralmente lo stipendio, e le recenti retate delle forze dell’ordine che hanno individuato e documentato comportamenti scorretti lo stanno a dimostrare.
Ritenere inutile il lavoro svolto dai restanti impiegati onesti è una loro personale opinione, condivisibile o meno, ed in effetti molte attività potrebbero essere svolte da privati, magari con più efficienza e minor costo, ma questo deriva dall’esasperata burocratizzazione.
Però ritenere “parassiti” quanti indossano una divisa e per questo rischiano la pelle per uno stipendio che, per quanto fisso, non consente che la pura sopravvivenza, lo ritengo non solo stupido, ma anche offensivo.
Quando leggo che il poliziotto morto in servizio
“avrebbe potuto aprirsi una partita IVA e fare l’idraulico o il maiolicatore “, mi cascano le braccia.
A queste persone auguro ogni bene e che non debba capitare loro nulla di grave. Però in caso contrario (furto, rapina, scippi, violenza e quant’altro ) SI RIVOLGANO ALL’IDRAULICO O AL MAIOLICATORE e si scordino il numero d’emergenza 112.
Paragonare poi il rischio del suddetto idraulico o maiolicatore o negoziante che sia a quello che affronta un appartenente alle forze dell’ordine è francamente assurdo.
Che pensino al culo che questa gente (polizia, carabinieri, finanza, vigili del fuoco, esercito) si è fatta solo ultimamente nei casi di terremoto e slavine, per non parlare poi dei servizi per il pericolo di attentati e terrorismo.
Del resto, chi glielo faceva fare rischiare la ghirba magari per gente che non apprezza la sua professione?
È che queste persone posseggono qualcosa che si chiama “senso del dovere”, cosa sconosciuta ai più.
Si sottopongono a turni a volte massacranti (sono sotto organico), spesso senza percepire straordinari “perché i fondi sono finiti”.
Chi parla senza conoscenza di causa ( “si lamentano su tutto: benzina, vestiario, mezzi etc…Quanti di loro sarebbero capaci di staccarsi dalla mammella statale e i sindacati prenderebbero mai una simile iniziativa?) farebbe meglio ad informarsi prima, perché al momento è la sola Polizia ad avere un sindacato in quanto smilitarizzata. Finanza e Carabinieri in quanto militari semplicemente non possono.
Certo che si lamentano. Questo grazie a chi, in alto, ruba veramente mantenendo tutti i suoi privilegi a scapito non solo dei “parassiti” che non possono dotarsi di attrezzature idonee allo scopo , ma anche delle altre persone, partite IVA comprese.
Poi, per dirla tutta, magari di un maiolicatore potrei anche farne a meno, ma certamente non della sicurezza che questi ragazzi mi danno.
Ritenete, a causa del mio intervento, di cancellarmi o bannarmi?


NON ME NE PUÒ FREGAR DI MENO!

(ed infatti una l’ha fatto 😀 ed è quella che, ritenendosi “libertaria” non ammette altre opinioni che non le sue).


Uomini e donne.

Discussione molto accesa su facebook in merito ad un articolo scritto dalla dottoressa Silvana de Mari (la stessa che in altra sede ha evidenziato i danni anche fisici conseguenti le relazioni omosessuali, e che per questo rischia la radiazione dall’albo).
In questo articolo lei condannava giustamente le donne che avevano manifestato contro Trump, mentre non avevano dimostrato la medesima determinazione per lapidazioni, infibulazioni, stupri ed altri crimini commessi sui corpi femminili. E fin qui, mi sta bene.
Però dice anche  che il comportamento di Trump (e non solo suo, beninteso) sia giustificabile in quanto è BIOLOGICAMENTE ed ETOLOGICAMENTE naturale che una notevole percentuale di donne trovi “appetibile” un uomo solo perché ricco e consente a lei ed alla eventuale prole di campare meglio. Il denaro sarebbe, secondo lei, il corrispettivo del territorio sul quale il maschio dominante esercita il suo predominio. Nel branco solo il maschio dominante può quindi accoppiarsi con una o più femmine e gli “sfigati” restano quindi al palo.

Quindi un uomo disoccupato “viene ferito nella sua virilità“, ma una donna giovane e bella, pur se povera, trova sempre qualcuno che la mantenga.

Beh, rifiuto in toto questo ragionamento.
Primo: l’essere umano non vive in branco e si discosta molto dagli animali (almeno nella maggioranza dei casi e purtroppo ci sono delle eccezioni 😯).
Poi noi donne abbiamo impiegato anni per acquisire la parità.

PARITÀ
, il che significa non essere sottomesse ma neppure superiori agli uomini.
Infine c’è quella cosa che si chiama EVOLUZIONE, altrimenti saremmo ancora alla pari delle scimmie, e l’evoluzione ha portato ad un cambiamento dei comportamenti.
Una donna al giorno d’oggi cerca anche l’indipendenza economica, il che potrebbe anche configurarsi come un comportamento maschile. In realtà questo la mette ALLA PARI di un uomo, la affranca dal dover ricercare qualcuno magari non gradito al solo scopo di farsi mantenere (una sorta di prostituzione) e per assicurare una sistemazione duratura per sé e per l’eventuale prole.
Se così non fosse, in questo periodo di licenziamenti, di assenza di lavoro etc, le donne dovrebbero abbandonare gli attuali compagni per ricercare altri più adatti alla bisogna, invece di restare al loro fianco per combattere ASSIEME la battaglia per assicurare un futuro alla propria famiglia.
L’uomo ricco e forte possiede ancora il proprio carisma per assicurarsi i favori di un CERTO TIPO di donne. Ma una donna vera per mio conto resta sempre accanto al compagno col quale ha deciso di condividere l’esistenza, nella buona o nella cattiva sorte.

Però quello che mi ha lasciato maggiormente perplessa è stato leggere

” Molte donne detestano essere mantenute ed è giusto che non lo siano, ma non si può stigmatizzare il comportamento biologicamente vincente: un uomo mi mantiene mentre metto al mondo e tiro su i figli di entrambi. O se dei bambini non ne vogliamo sapere, se un uomo accede al corpo di una donna deve gratificarla. (*)L’uomo che dopo essere venuto a letto con te, ti porta in pizzeria e ti propone di pagare alla romana, non è un campione della liberazione femminile, ma un violatore di regola etologiche, scaricalo.”

Considero questa frase (*) un invito alla prostituzione, legale beninteso.

Se poi si riduce il tutto al pagamento del conto al ristorante o in pizzeria, no, non ci siamo proprio. Qualcuna ha commentato che siamo passate dai diritti negati ai diritti che ci neghiamo e stravolgere la natura non è una conquista ma una rinuncia. Farsi offrire la cena sarebbe un diritto? E quando mai?
Credo che scegliersi un partner, che sia per un’avventura, per una convivenza o per tuta la vita, esuli da questi concetti ormai superati. Solo una minima parte delle donne ormai cerca la “sistemazione “. Subentrano altri fattori, la comunanza di idee, la simpatia, l’attrazione fisica, gusti abitudini e comportamenti comuni.
Poi, che esistano uomini con ottime posizioni che cercano donne da sfoggiare come si fa con l’ultimo modello di una fuoriserie e che trovino compagne succubi (o che si dimostrino tali per ottenerne i favori), questo è un altro discorso, ma qui subentra più una certa vanità maschile più che l’etologia .


Inviato dal Veloce promemoria


Social

 loghi-social

Sono iscritta a qualche social: twitter, instagram, google+ e naturalmente facebook, ma nessuno di questi mi entusiasma.

Instagram lo tengo perché ogni tanto vi posto le foto della mia città, di Milano, dei luoghi e dei locali che ho frequentato.

Twitter più che altro per seguire qualche sito che mi interessa (non molti, per la verità), non mi garba più di tanto e sto pensando di disiscrivermi.

Google + è un’imitazione malriuscita di Facebook, almeno secondo la mia opinione.

Frequento maggiormente facebook…e là scatta il divertimento.

Già, perché è un vero covo di vipere, specialmente tra le donne.

Amiche che fino a poco tempo fa si frequentavano anche di persona e che ora si detestano cordialmente tanto da chiamarsi reciprocamente “befana” e “ciabatta” e che si sono bannate vicendevolmente, salvo poi essere perfettamente a conoscenza di quanto una scrive dell’altra, il che significa pure che hanno dei doppi (o tripli) profili.

Tutto perché in quel grande pollaio che è diventato quel social non c’è posto per due galline faraone che vogliono prevalere l’una sull’altra, a colpi di “like” e del numero di follower.

Essendo “amica” di ambedue, mi diverto a leggere le vicende che le vedono protagoniste su fronti contrapposti. Fa specie, perché sono ambedue donne intelligenti e pure belle, che postano anche cose interessanti ma che, pur definendosi liberali (una addirittura libertaria), non accettano eventuali idee discordanti e tanto meno il contraddittorio.

Tra gli uomini, non è che sia diverso, e quando si discute di politica o di calcio le offese sono all’ordine del giorno…

Quanto è meglio il blog…

Più rilassante 🙂

Scrivo quello che voglio, ciascuno è libero di commentare quanto vuole, non si è costretti ad essere reciprocamente “amici”, non c’è neppure quella censura bigotta di Facebook, che tempo addietro aveva addirittura cancellato l’immagine di Kim Phuc (la bimba che correva nuda in quanto aveva la pelle bruciata dal napalm) ritenendola pedopornografica.

Poi da quando anche sullo smartphone ho scaricato wordpress e posso postare direttamente da là, senza essere vincolata al PC, tutto è più agevole (connessione permettendo).

Qui è veramente “casa mia”.

Scrivo quello che mi passa per la mente, metto poesie, immagini, musiche e frasi che mi hanno particolarmente colpito, a volte anche fatti di cronaca che mi hanno fatto incazzare, senza che per questo voglia convincere qualcuno a condividere le mie convinzioni.

ombradiunsorriso

Su facebook c’è gente che si scanna per un like in più e si adonta se non glielo metti…qui ciascuno è libero di agire come crede.

Ti piace e me lo segnali? Sono contenta, grazie.

Non ti piace? Beh, non si può essere d’accordo con tutti :-).

Ti è piaciuto il post e ti sei dimenticato di mettere il “mi piace”? Lo metterai la prossima volta.

Non è certo il caso di farsi venire il mal d fegato per questo. Ci sono cose assai più importanti.

Tutto sta nel prendere i social con la dovuta leggerezza, cautela e moderazione, ignorare le voci cattive e, se un sito proprio non piace, basta passare oltre.

voci


Discorso di fine anno

Dal web

Egregio Presidente Sergio Mattarella,


la gravità dei fatti di Berlino è pari alla gravità delle parole della Merkel: “non modificheremo la nostra politica di accoglienza: sosterremo comunque chi si vuole integrare”, ovvero anche quel ciarpame che ci odia e non intende integrarsi, esigendo di integrare noi!
La gravità delle circostanze che hanno preceduto e seguito la vicenda di Amri Anis è pari all’ assordante silenzio del Ministro della Difesa e del Ministro dell’Interno: il terrorista ha a lungo soggiornato ad Aprilia, prima di essere provvidenzialmente “neutralizzato” a Sesto San Giovanni, ma i riflettori sono stati puntati sulla tempestività del Poliziotto ”eroe per caso” e non sulle risposta ad una serie di ambiguità:

– come ha potuto il Tunisino transitare indisturbato in mezza Europa;

– chi doveva incontrare in questa improbabile località lombarda;

– perché Alfano ha ignorato la richiesta avanzata sette mesi orsono all’Intelligence tedesca che, avendolo localizzato in Italia, ne ha invano sollecitato l’arresto;

– che destino è stato riservato ai suoi sodali e quanti di essi sono ancora in libera circolazione;

– in quale anagrafe sono collocati: immigrati, clandestini, profughi?


La gravità delle affermazioni del Ministro Pinotti: “I terroristi non arrivano con i barconi… per sconfiggere l’ISIS dobbiamo essere più tolleranti” è pari alla gravità delle dichiarazioni idiote ed offensive del Ministro Poletti; dei silenzi dell’ex Ministro degli Esteri, oggi Premier, già responsabile di una dissennata Politica internazionale anche a proposito anche delle discriminazioni nei confronti di Israele; dell’inattività di una Magistratura che non imputa ad una macchietta con una frittata in testa il reato di vilipendio delle Istituzioni e del Popolo italiano, le cui Donne sono confinate nel giudizio puttanesco avallato da certi sedicenti Uomini e da certi servili Media divertiti dalle lerce performances di uno scimmione dal quale incassano la patente di cornuti.
Tira ovunque quell’aria che ci è stato raccontato tirare nel ’39. La Gente manifesta aperto sprezzo e insofferenza verso le Élites a capo dei vari Governi:

– l’Elettorato inglese ha voluto uscire dall’UE;

– la stragrande maggioranza di Americani ha votato Donald Trump;

– la Francia ha posto Hollande al bando e non voterà per un Socialista;

– l’Italia ha espulso Renzi con un tondo NO, sintomatico del risveglio delle coscienze.

Si attende solo il crollo della Cancelliera tedesca per archiviare la pretestuosa accusa di populismo a chi denuncia i sordidi interessi di un manipolo di delinquenti istituzionali.
Non so se avremo un’Europa nuova: è certo, invece, che quella a venire non potrà essere altrettanto sudicia, se davvero Trump le presenterà il conto per la aperta violazione del Trattato NATO attraverso l’uso strumentale del denaro non per spese di difesa, ma per sostentamento di gentaglia immigrata.
Non so che Italia avremo. E’ sotto gli occhi di tutti quella che abbiamo: una enorme pattumiera ai cui bordi si alterna l’attività prostitutiva di un Establishment squalificato, squalificante, ignorante, rozzo, irresponsabile e sfrontato che Ella ipocritamente protegge, Presidente, tradendo il mandato di tutela delle nostre garanzie:

– l’Italia che salva MPS, alla faccia dello scippo attuato in danno dei Risparmiatori e dei crimini del dietro le quinte;

– l’Italia dei Giovani espropriati di futuro;

– l’Italia delle Aziende che, strozzate da un fisco vessatorio, scaricano migliaia di dipendenti.

E’ di queste ore il fallimento delle trattative con ALMAVIVA e, nella sola Roma, in 1666 riceveranno la lettera di licenziamento.
Non è più l’Italia di Renzi, Presidente, ma con anche la Sua legittimazione, è l’Italia dei complici di Renzi, indifferenti al corale urlo di rabbia gridato da quel NO quando è stato evidente l’inganno; il tradimento; il disonore avallato anche dai Suoi privilegi e dai Suoi cespiti nel garantire gli interessi dei Pochi, perseguiti contro i diritti dei Molti.
E’ l’Italia delle Riforme/truffa:

– Riforma delle Popolari, bocciata dal Consiglio di Stato;

– Riforma Costituzionale, bocciata dal Popolo;

– Riforma Madìa, bocciata dalla Corte Costituzionale;

– Riforma elettorale, al vaglio della Consulta che la boccerà.

Nel frattempo il buffone toscano ha venduto 100 autoblu per acquistarne 1300 nuove e, per assicurare viaggi comodi alla sua Corte dei Miracoli, si è dotato di un A330 stimato ben oltre 175 milioni di euro;

– ha eliminato Equitalia, cambiandole il nome;

– ha riformato le pensioni obbligandone i titolari a 20 anni di debito per ottenere il proprio denaro; ha introdotto il fallimentare Jobs Act;

– ha reso il debito pubblico una voragine senza fondo;

– ha eliminato gli Studi di Settore e istituito uno Stato di Polizia tributaria;

– ha speso miliardi a favore dell’invasione incontrollata e parassita, confinando in sacche di esasperata disperazioni Cittadini contribuenti, imponendo loro il soffocamento delle tradizioni, delle identità, della Cultura e alimentando le ragioni dell’intolleranza xenofobica.


E’ l’Italia dei vitalizi e dei superfinanziamenti e delle pensioni d’oro e dei Suicidi e di un Giacobinismo sconsiderato, teso a separare l’Islamismo “deviato” dall’Islamismo “reale” e a negare che il corano sia solo un volgare e rozzo manuale di guerra; a negare l’ingratitudine di feccia che, accolta e ospitata e mantenuta e curata, importa disordine e morbi e arroganza; a negare la necessità di un rimpatrio di massa, consolidandone la convinzione di poter impunemente delinquere ed escludendo l’impegno alla costruzione del futuro nelle aree di provenienza.
E’ l’Italia in cui gli Italiani sono i più agguerriti nemici degli Italiani, per effetto di improbabili appartenenze che non consentiranno di estrarre una speranza neppure dal dolore.
E’ l’Italia di Ruffiani, Puttane, Quaquaraqua e Rottamatori: dopo la rottamazione anche della nostra faccia, da parte dell’imbonitore toscano, la Boldrini rottama la Lingua italiana e un’analfabeta Fedeli rottama quel che resta della Cultura, in omaggio a ripugnanti compromessi di corridoio.
E’ l’Italia che i Terroristi usano come base Logistica, ove non è ancora chiaro se essi siano cretini o se anch’Ella, Presidente, pensi che i cretini siamo noi, anche ignari dell’ipoteca del Lodo Moro.
In questa Italia, quali auguri possibili vorrà rivolgere alla gran parte dei nostri Connazionali cui è stato negato anche il diritto a fare la spesa?
Con ogni evidenza, mi sottrarrò all’onere di ascoltare i Suoi luoghi comuni e la Sua demagogia nel discorso di fine d’anno.


Ornella Mariani


Gatti

 

fb_img_1454170007739-1La sera è un gatto che se ne sta vicino alla finestra a guardare i segreti del buio e delle gocce di pioggia sui vetri . (dal web)


Compleanni

Compleanni

Ieri, come tutti i mass media hanno ricordato, era l’ottantesimo compleanno di Silvio Berlusconi. Però era anche quello di Pier Luigi Bersani, e sul web ho letto un piccolo post indicativo.


Forse l’unico a fare gli auguri al povero smacchiatore di leopardi sarà stato proprio Berlusconi.


Inviato dal Veloce promemoria


Anniversario


wp

WordPress mi ricorda che mi sono registrata 6 anni fa… Già passati 6 anni? Ma questo blog è ancora più datato, in quanto era la piattaforma di Windows live, poi passata quassù. Il primo articolo infatti è del 5 novembre 2007, ma molti che avevo scritto ancora prima l’ ho poi cancellati…


Analfabeti funzionali.

…ossia quelli che leggono ma non capiscono, oppure si fermano ad un titolo ad effetto senza nemmeno leggere l’articolo per intero.
Mi accorgo di averne tra i miei contatti fb, una in particolare che, in risposta ad un mio intervento in cui analizzando il fatto della povera Tiziana Cantone e do la responsabilità a chi ha diffuso in rete i suoi filmati, mi contesta addossando tutta la colpa alla ragazza apostrofandola con insulti vari e mi risponde postando questo link

https://nonsiseviziaunpaperino.com/2016/09/14/copromerite/

evidenziando questa parte

senza accorgersi che leggendo per intero l’articolo, in sostanza, mi si dà ragione in toto.

Riporto in parte qualche frase dall’articolo. Anche se volgari, riflettono in pieno il mio pensiero.

“Partiamo dal presupposto che uno che mette online un contenuto infamante senza il consenso della vittima (che sia o meno compreso un reato nell’equazione) è una merda. Senza giri di parole: è una merda, e basta.

Ma anche chi deride e condivide evitando accuratamente di empatizzare con la vittima ma simpatizzando coi carnefici, anche se non è una merda intera, ne è un discreto pezzo.”
(Omissis)
“Hai condiviso sghignazzando una cosa del genere? Sei un pezzo di merda.
Hai commentato con battutine pungenti? Sei un pezzo di merda.
Hai pensato “se l’è cercata”? Sei un pezzo di merda.
Non è tanto la risata che puoi esserti fatto nel privato al primo impatto con un qualsiasi evento, che sticazzi, non sto dicendo di non ridere delle cose ridicole. Certo, poi magari fermati a pensare. E poi magari fermati del tutto, prima di contribuire a rovinare la vita a qualcuno.

Perché in una società sana la vita rovinata ce la dovrebbero avere gli stronzi che umiliano, non gli umiliati, le cui disavventure private dovrebbero restare private, e in caso di diffusione a fare la parte del coglione non dovrebbe essere chi è dentro il video o la foto, ma chi è coglione davvero, ossia quelli che soffrono, a qualsiasi livello, di copromerite.”

MAI FERMARSI AL TITOLO AD EFFETTO.


Inviato dal Veloce promemoria


i “nuovi” anziani :-)

Allora.

PC acceso,collegato al Samsung che fa da modem,copio film da una chiavetta da 64 GB non supportata dal lettore “vecchiotto” ad un’altra da 16 GB; nel frattempo mio marito chatta tramite il suo smartphone con il cugino su whatsapp mentre cerca dei titoli di film con l’altro mio cellulare (ASUS Zenfone, costa poco e vale altrettanto, ma mi serve solo per telefonare e su internet solo in caso di emergenza quando finisco i 10 giga del samsung ed utilizzo quindi gli altri 3 a disposizione con l’altro contratto).

‘sti “vecchi” tecnologici che trappolano con questi sistemi quando anni addietro iloro pari età scrivevano a mano con carta e penna! (che sono “over” si deduce dal fatto che collego PC allo smartphone con il cavetto USB anziché con il WI-FI 🙂 ).

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Vecchio computer

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Dopo non so quanto tempo, ho ripreso in mano il vecchio “scassone” che ho portato per anni con me a Milano. E’ un vecchio HP Pavillion dv1000, il primo notebook che ho acquistato ancora nel 2003 (preistoria ormai… 🙂 ) che gira ancora su XP, e che ho aperto più che altro per vedere se ci sono vecchie fotografie che non avevo spostato sul cloud e nemmeno salvate  su uno dei dischi esterni che possiedo. Già che c’ero, l’ho collegato a internet con il nuovo modem e, tanto per cambiare, pur risultando connesso, non apriva le pagine internet. Arrabbiatura con conseguente travaso di bile, poi mi sono accorta di una cosa semplicissima: la data era sbagliata, ritornata  praticamente a quella dell’acquisto e, corretta quella, tutto è tornato a funzionare regolarmente.

Con questo, mi sono accorta che il vecchio scassone è assai meglio dell’ultimo Toshiba che ho comperato: una tastiera fluida (l’altra ultimamente si blocca sempre quando devo digitare la lettera T).

Lo preferisco davvero? oppure è semplicemente nostalgia di altri tempi?

Mah, chi lo sa…

 

(per la cronaca: quello in foto non è il mio, che ormai mostra tutte le ingiurie del tempo, iniziando dalle lettere sulla tasiera ormai semiscomparse)

 


ufff….

microsd-verbatim

In attesa che il mio buon Andrea riesca (però non è detto) a leggere e salvare i dati sulla SD del mio smartphone, sto impiegando il tempo cercando di recuperare alcune foto da vari siti (Facebook, WordPress, Instagram o Foto di Google).

Qualcuna di famiglia però salterà, in quanto non le ho mai postate su internet; ne recupererò alcune, passate a mio marito. Lo stesso per altre foto tratte da siti di arte o altre particolarmente interessanti 😦 .

Comunque, d’ora in avanti solo SD di SanDisk, Verbatim o Kingston. La Samsung, per quanto concerne le memorie, con me ha chiuso.