Nei sogni entriamo in un mondo che è interamente nostro.

Viaggi

Ritorno a casa.


Mi sembra di essere Pasquale Ametrano, il personaggio interpretato da Carlo Verdone: al confine italo-sloveno avrei voluto scendere dall’auto e baciare il sacro suolo: non il nostro, ma il loro.
Davvero credo che noi italiani dovremmo abbassare un po’ la cresta e prendere ad esempio chi è meglio di noi. Ci riempiamo la bocca delle glorie passate – immense, non c’è che dire – e minimizziamo le magagne attuali, immense pure loro, e non facciamo nulla per eliminarle.
Lubiana ha fatto del turismo un business mentre noi non valorizziamo abbastanza le nostre bellezze naturali ed artistiche, e solo da poco puniamo chi le deturpa.
A Lubiana mi è sembrato di tornare indietro di una quindicina d’anni: una città pulita, ordinata, dove, girando, si avverte il senso della sicurezza. Come avevo già scritto, in giro non si vede nessun mendicante, nessun extracomunitario che rompe le scatole mentre si passeggia, piagnucolando di avere fame (?).
E paradossalmente il senso di sicurezza lo si avverte proprio per la mancanza di forze dell’ordine. Da noi è pieno sia di pattuglie che di elementi indesiderati: ovvio che senza questi ultimi non siano necessari nemmeno i primi.
Quello che mi ha colpito poi è il gran numero di bambini e di mamme che passeggiavano con loro, spettacolo sempre meno usuale da noi.
Una città salottiera, molti locali all’aperto, tantissimo verde, una vastissima zona pedonale, si avverte dappertutto un senso di gioia di vivere, sia tra i turisti che tra i residenti.
Grande educazione, grande civiltà.
E noi, che SECOLI addietro della civiltà siamo stati il faro, ora arranchiamo penosamente e fatichiamo a tenere il passo.


Lubiana, ultimo giorno

Avremmo dovuto salire al castello, ma c’era troppa coda da fare… una marea di giapponesi sembra essersi trasferita tutta in questa città. 😂
La festa di ieri si è trasferita dai Tre ponti alla piazza Congressi, dove affluiscono tantissime scolaresche. Ci sono pure gli stand di Polizia ed Esercito con alcuni loro mezzi, che i piccoli visitano con piacere e, per ricordo, ricevono in dono dei palloncini colorati.

Non ci rimaneva altro che passeggiare per la città.
Anche sul Ponte dei Macellai, con parte del fondo in vetro, è arrivata l’orrenda moda dei lucchetti, e qualcuno ci attacca pure i ciucci dei bambini. Sia sulle spalliere che sul ponte stesso o nelle sue vicinanze si trovano sculture un po’ inquietanti.

Poi un’altra piccola carrellata di edifici tra i quali l’ingresso del teatro dell’opera, e dei dettagli che mi sono piaciuti.

 

Infine le persone: ho fotografato i giapponesi che fotografavano 😅, poi il classico personaggio delle bolle di sapone che fa tanto felici i bambini, un suonatore sui Tre ponti col costume e lo strumento caratteristici ed infine (preso al volo perché mi è sbucato davanti all’improvviso) un tale che sembrava Leonardo da Vinci in bicicletta… il mio tipo 😂.


Ciao Lubiana, tornerò a visitati ancora. Mi è piaciuto il tuo aspetto “salottiero”, la cortesia della tua gente, mi ha colpito l’alto numero di bambini, il verde (non per altro è stata la capitale Green nel 2016), il tuo centro pedonale molto vasto, dove ho visto circolare tantissimi adulti con i monopattini, oltre alle biciclette e minuscoli bus elettrici da 6 posti… (quest’ultima foto è  presa dal web)


Inviato dal Veloce promemoria


Lubiana, terzo giorno

Dubbio: castello o battello?
Vista la bella giornata optiamo per il battello. Un piccolo tour di 45 minuti, per la maggior parte fuori dal centro città.
Il fiume ad un certo momento non è più canalizzato e le sponde sono ricche di vegetazione. Anche qui ogni tanto, tra il verde, si scorgono localini deliziosi. Ci sono anche varie scuole di canottaggio ed alcuni ragazzini che ne frequentano una si divertono a seguirci.
I ponti, visti dal basso, hanno tutto un altro aspetto.

In centro città c’è una festa, non so per quale motivo. Lungo le vie principali sono stati allestiti vari banchetti che vendono le mercanzie più disparate, per lo più gastronomia e bigiotteria. Inoltre ci sono vari artisti di strada, come i suonatori di xilofono ed un gruppo di donne, tutte di una certa età, che si esibiscono con tamburi, bacchette e bandierine, muovendosi ritmicamente: spettacolo molto apprezzato da una compagnia di giapponesi che ridevano ed applaudivano con molta energia, divertendosi come bambini.

Questa città mi affascina sempre di più.



Inviato dal Veloce promemoria


Lubiana, secondo giorno.

Lo scorso anno, sempre di maggio, eravamo a Zagabria, ed ho scritto che mi era piaciuta tantissimo. Lubiana però ha un fascino particolare. Sarà perché lungo il fiume si susseguono moltissimi locali – ristoranti, brasseries, bar, pasticcerie, birrerie, lounge bar – uno dietro l’altro, frequentatissimi ad ogni ora;
sarà perché anche qui non si vede l’ombra di un mendicante o un venditore di merce taroccata; sarà per l’estrema pulizia che regna ovunque; sarà per la cortesia della gente che, pur con la difficoltà della lingua, cerca di aiutare il turista in ogni modo.
La riprova di grande civiltà sta nel fatto che in giro non si vede nessun poliziotto, contrariamente a quel che succede qui da noi, dove gli extracomunitari girano impunemente pur con grande presenza di pattuglie delle forze dell’ordine.
Poi, statue e fontane in abbondanza…incluso il drago, in quanto san Giorgio è anche il patrono della città. E il castello, con la sua torre bianca, domina tutta la città.
Naturalmente, ecco altre foto.


Inviato dal Veloce promemoria


Lubiana , primo giorno

All’hotel la camera era disponibile dalle ore15, perciò ce la siamo presa comoda: siamo partiti verso le10 viaggiando a velocità moderata, tutta autostrada da Bolzano a Lubiana, senza percorrere il tragitto alternativo che, passando dall’Austria, è ben più corto, ma è anche meno veloce perché si snoda su strade statali che spesso non consentono sorpassi.
L’hotel è in periferia, ma in pochi minuti con il taxi, davvero a buon mercato, si raggiunge il centro. Dopo esserci sistemati in camera,  abbiamo avuto un paio d’ore per visitare la città: la prima impressione è stata ottima.
In centro, lungo il fiume, ci sono moltissimi locali dove cenare o anche soltanto bere una birra, c’è una grande quantità di persone, forse anche perché è domenica. Si ha perciò l’impressione di una città piena di vita, oltre che bella anche dal punto di vista architettonico. Abbiamo trovato un bel localino dove cenare, poi abbiamo richiamato il “nostro” tassista e siamo rientrati.

A Lubiana… un pensierino per Libera, chenon vedo più da tempo 😢😢.

Ecco qualche foto


Dilemma

 

Domenica si parte per qualche giorno a Lubiana. L’incognita è il tempo: sarà soleggiato? Ci sarà pioggia? Le temperature come saranno?

Così, per pochi giorni, mi toccherà portare una valigia sia con abiti leggeri che qualcosa di pesante.

Certo è che un maggio simile proprio non me lo aspettavo.

Il bello è che proprio in questo periodo i confini saranno maggiormente sorvegliati per la temporanea sospensione del trattato di Schengen.

Frontiere aperte per quanto riguarda l’accoglienza dei “profughi” senza documenti, chiuse invece per la salvaguardia dei politici partecipanti al G7 a Taormina e del summit che si terrà successivamente a Bari, già normalmente superprotetti da scorte armate,.

La gente comune invece, in quanto a protezione, si arrangi.


Una breve gita

Vivo in una città di provincia, Bolzano, e come tutte le città di provincia non molto grandi la trovo piuttosto “riduttiva”: piacevole viverci (anche se ultimamente, grazie alle “risorse” molto meno che in periodi precedenti), ma con minori attrattive di una grande città. Del resto, se qualcuno ha letto altri miei precedenti interventi, sa che molto spesso mi reco a Milano per periodi piuttosto lunghi e che la amo tantissimo.

Però c’è una cittadina che mi affascina molto. Più piccola della mia (80mila abitanti contro i 105mila di Bolzano), ma molto “salottiera” anche se è il prototipo del comune di provincia, tanto che qui Pietro Germi ha girato il film che meglio denota i pregi ed i molti difetti di questo tipo di città, ossia “Signore e signori”.

Senza dubbio avrete riconosciuto Treviso.

In tempi passati mio marito ed io ci andavamo molto spesso, ed erano anni che non ci recavamo là, così ci è venuta voglia di rivederla, anche se solo per una giornata.

L’ho trovava affascinante come al solito: con i suoi palazzi, il Sile ed il Siletto, le mura e, naturalmente, la piazza dei Signori.

Un giro così, senza meta, solo per passeggiare, anche se la giornata era grigia, trovando scorci di vecchie case che si specchiavano nel canale, o vedendo un gabbiano al mercato del pesce, scoprendo targhe, insegne, affreschi sotto i porticati dai quali ogni tanto vedevamo balconcini fioriti o ammirando le sue fontane, tra le quali la famosa Fontana delle tette che, nei periodi festivi, erogava vino bianco e rosso dai seni. Nella piazzetta c’è una copia, mentre l’originale si trova in una teca nella piazza dei Signori.

Qui una piccola carrellata di fotografie (naturalmente con le limitazioni datemi dal cellulare, ma il fotografo in famiglia era mio marito, anche se adesso ha appeso le macchine al chiodo).

 

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Zagabria 12 maggio

La permanenza a Zagabria ormai volge al termine.

Oltre ai palazzi purtroppo rovinati che ho postato l’ultima volta, ci sono anche palazzi nuovissimi, tra i quali l’hotel Dubrovnic.

20160510_150024 (1) Ma anche altri, uno ad esempio nella trg Mažuranića è molto interessante,

20160509_122842come la scultura che gli sta davanti.

20160509_122850 Sempre là vicino, il teatro dell’Opera (che in cartellone ha pure Puccini)

20160509_173905e nel giardino antistante una singolarissima fontana

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20160509_173552 e, poco distante, una statua di San Giorgio.

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Poi nei pressi della cattedrale, c’è pure questo originalissimo edificio, ma non so esattamente cosa sia.

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Ah, c’è pure un angolo d’Italia: una serie di bancarelle che vendono prodotti alimentari tipici italiani, sardi, siciliani, emiliani e piemontesi..Noi in questo campo non abbiamo certo rivali :-).

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Altri monumenti si trovano un po’ dovunque: la statua nella trg Jelačiča dedicata al conte Jelačič,

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quella dell’ingegnere  Tesla,

20160508_171254poi una che ritrae un certo monaco Orgo Martic,

20160510_115154 un altra dedicata a non so chi sia, ma aveva l’aspetto di una persona amante della della vita,

IMG_20160510_202204ma ce ne sono altre molto originali, come il mezzobusto all’entrata di un ristorante,20160510_152444 (1)

un tizio simile a Freud appoggiato ad una colonna,

20160510_171314 (1) 20160510_202911 (1) la targa dedicata ad un cane (troppo difficile da tradurre la scritta 🙂 )

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e la mia preferita, un lettore appoggiato al muro mentre consulta un libro.

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Poi ci sono i locali dove abbiamo mangiato o ci siamo fermati per una sosta: il ristorantino romantico, con lampadari a forma di carrozza,

20160509_125606una pasticceria molto elegante

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un bistrò dove ci hanno offerto un liquore buonissimo a base di grappa in cui vengono macerate arance, ananas ed altra frutta il tutto aromatizzato con la vaniglia.

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Seguire la nostra dieta è stato difficile, in quanto là mangiano prevalentemente carne (il pesce più che altro sulla costa dalmata), ma qualcosa abbiamo sempre trovato. L’ultimo saluto dalla finestra del nostro hotel…

20160509_092135e si ritorna, lievemente incavolati per il confronto tra il prezzo della benzina tra noi e la Croazia (NB: un Euro equivale circa a 7,5 Kune).

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Zagabria 11 maggio

C’è una parola che ricorre spesso a Zagabria, come in tutta la Croazia : pekarna, ossia panetteria. Ne trovi tantissime,  in ogni luogo. Appena si arriva nella galleria (che ospita anche un grande centro commerciale ) che collega il terminal degli autobus alla stazione ferroviaria, si viene accolto dal profumo di pane appena sfornato. Ci sono tre grandi panifici: Pan Pek,  Mlinar e Dubravica, con forme di pane di tutti i tipi, da quelli piccoli come pasticcini alle pezze enormi (credo di 2 chili circa). Gente che acquista non solo pane, ma anche tranci di pizza (diffusissima qui) e la mangia, avvolta in sacchetti di carta.

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Quelle menzionate sopra sono le panetterie più commercializzate,  ma esistono anche tantissimi piccoli forni artigianali. (le tre foto seguenti le ho prese da internet)

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Ci siamo spostati con vari tram, spingendoci fino in periferia. Se in centro ci sono begli edifici moderni e ben tenuti, è triste vedere che mano a mano che ci si allontana le case sono molto più degradate. Passi per quelle in stile “sovietico”, grossi prefabbricati in cemento armato, spesso nascosti dagli alberi.20160509_115703

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Là ci sono anche begli edifici fine 1800 inizio 1900 con i muri letteralmente corrosi: intonaci che si sgretolano, pareti imbrattate dai soliti graffiti senza senso, per il solo (cattivo) gusto di danneggiare.20160510_171011

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Ma in centro si trovano anche dipinti davvero deliziosi, come questa signora in costume ottocentesco,

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o il bel graffito che decora la caserma dei vigili del fuoco.

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Poi ci sono i musei: partendo dalla solita Stazione, la prima che si incontra è la Galleria Strossmeyer,

20160508_181554imponente con la sua cupola grigia,che contiene numerose opere del Rinascimento italiano: interamente circondata da giardini e fontane, e prospiciente al parco dove, all’arrivo, avevamo notato una grande festa con bimbi e mamme, nonostante l’inclemenza del tempo. Vicino alla stazione c’è il palazzo davvero imponente del Ministero delle Ferrovie.

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Zagabria 10 maggio

Stoicamente mio marito,  nonostante la pioggerella e la temperatura fresca, è voluto uscire indossando solo una camicia jeans a maniche lunghe ed un gilet di pelle,  col risultato che abbiamo dovuto comperare di corsa una giacca impermeabile. Per fortuna ne abbiamo trovata una davvero bella e ben rifinita, interamente foderata di cotone : prezzo ? Al cambio nemmeno 40 euro!
Qui è la stagione delle fragole,  e dappertutto ci sono banchetti che vendono a buon prezzo cestini di questi profumatissimi frutti.
Non solo, ma ovunque  si trovano fiori e piante, sia davanti alla stazione che in vari punti della città. 20160511_102712

Qui ad esempio siamo nei pressi della cattedrale, dove assieme ai fiori vendono anche vari prodotti ortofrutticoli.

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Il simbolo di questo posto è la statua di una vecchia contadina che si trova in un angolo della piazza.20160509_110744

Da un lato, spunta anche il campanile del palazzo arcivescovile.

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La vitalità di Zagabria la si nota proprio nel tratto che va dalla Glavni Kolovdor (Stazione principale) alla trg Bana Jelačiča ed alla trg Mazuranića, (trg sta per Piazza) e sono le  strade maggiormente interessate dalle linee tramviarie (in città autobus non ce ne sono, servono solamente l’esterno) : numerosi e molto puntuali, i tram  sono pulitissimi, dai più recenti a quelli “vecchiotti”, addirittura con due carrozze separate, e sono molto adoperati dalla gente.

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Come avevo scritto l’altro giorno, noi abbiamo acquistato la Zagreb Card che, per il costo di 90 Kune (circa 12 euro) consente di viaggiare per 72 ore su tutti i mezzi in città, oltre agli sconti nei vari musei.

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Nei pressi dei luoghi che ho nominato prima si trovano i maggiori musei e, nelle vicinanze della trg Bana Jelačiča, la Cattedrale. Quest’ultima è dedicata alla Madonna, della quale c’è anche una statua proprio sul piazzale antistante la chiesa,

20160509_104240.jpg è stata costruita tra il 1093 ed il 1217. Distrutta dai mongoli nel 1242, venne ricostruita su iniziativa del vescovo Timoteo sulle rovine di quella preesistente e dedicata a santo Stefano, re di Ungheria (István Király, o Szent István).

Nel 1880 però un violento terremoto fece crollare sia la torre che la navata centrale:venne quindi ricostruita in stile neogotico con due grandi guglie ai lati della facciata principale, alte 108 metri, una delle quali attualmente in ristrutturazione.

Ho provato a fare delle foto all’interno, ma la grande presenza di giapponesi ha reso l’impresa pressoché impossibile. Le tre immagini che seguono sono quindi prese da internet. (Wikipedia – Diego Delso), mentre gli esterni (facciata) sono opera mia, con il cellularino.

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(Navata principale)

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(sarcofago beato Alojzije Stepinac)

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(vestibolo)

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