La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

poesia

Il valore delle cose

timeIl valore delle cose non sta nel tempo in cui esse durano ma nell’intensità con cui vengono vissute; per questo esistono momenti indimenticabili, cose inspiegabili e persone incomparabili.

 

Fernando Pessoa


Il vento cala e se ne va

Il vento cala e se ne va
lo stesso vento non agita
due volte lo stesso ramo
di ciliegio
gli uccelli cantano nell’albero
ali che voglion volare
la porta è chiusa
bisogna forzarla
bisogna vederti, amor mio,
sia bella come te, la vita
sia amica e amata come te
so che ancora non è finito
il banchetto della miseria ma
finirà…

 

 

Nazim Hikmet

I

 

 

 

 


Attesa

ATTESA DARIA PETRILLI 345a49c1d8e5ab624dbe1d0f1952d42bToglietemi tutto, ma lasciatemi l’attesa;

di qualcuno o di qualcosa che mi tenga in pugno,

che mi metta sul ring col desiderio,

oppure col bisogno,

e che possa infiacchirli,

scemarli o tacitarli definitivamente.

Sylvia Plath

Illustrazione di Daria Petrilli


A mia moglie

VINCENZO IROLLI unnamedUn sonante proemio io non so scrivere
come preludio al mio canto;
da poeta a poema
oserei dire.

Perché di questi petali caduti,

se a te uno solo paia bello,
amore lo spingerà a volo
sui tuoi capelli.

E quando il vento invernale raggeli
la terra disamorata,
esso bisbiglierà del giardino,
e tu capirai.

 

Oscar Wilde

dipinto di Vincenzo Irolli


Mia madre

E ora sono
così uguale a te, madre,
che non mi riconosco dentro il vetro 
di quel ritratto tuo così presente. 
Se sapessi che tutto
quello che ho odiato di te e maledicevo
adesso in me lo scopro
così esatto e recente come il cerchio
d’una pietra nell’acqua, ripetuta. 


Juana Castro

foto di mia madre


La locanda

 

LocandiereL’essere umano è una locanda,
ogni mattina arriva qualcuno di nuovo.

Una gioia, una depressione, una meschinità,
qualche momento di consapevolezza arriva di tanto in tanto,
come un visitatore inatteso.

Dai il benvenuto a tutti, intrattienili tutti!
Anche se è una folla di dispiaceri
che devasta violenta la casa
spogliandola di tutto il mobilio,

lo stesso, tratta ogni ospite con onore:
potrebbe darsi che ti stia liberando
in vista di nuovi piaceri.

Ai pensieri tetri, alla vergogna, alla malizia,
vai incontro sulla porta ridendo,
e invitali a entrare.

Sii grato per tutto quel che arriva,
perché ogni cosa è stata mandata
come guida dell’aldilà.

Gialal ad-Din Rumi


Contemplazione istantanea

Di là dai vetri tre rondini,
di qua dai vetri tre mosche
sfiondano
bistrattando a gara
due triangoli di svenevole azzurro.

 

Antonia Pozzi

 

Milano, 6 maggio 1929

 

Dipinto di Giacomo Balla


Dichiarazione

courbet londa-2Oscura calava la sera,
ruggiva il mar più selvaggio.
Io sedevo alla spiaggia e guardavo
la candida danza dell’onde,
e il mio petto si fe’ tempestoso
come il mare, e bramosa mi colse
la nostalgia profonda
di te, soave imagine,
che dovunque mi aleggi d’intorno,
e dovunque mi chiami,
dovunque, dovunque,
nel sibilar del vento,
nel muggito del mare,
e nel sospiro stesso del mio petto.

Con una canna leggera
io scrissi sull’arena:
‘Agnese, io t’amo!’.
Ma l’onde cattive
si versarono sopra la dolce
confessione e la spensero.

Oh fragile canna, volubile arena,
oh labili onde, di voi
io più non mi fido!
Il cielo diventa più oscuro,
il mio cuor più selvaggio,

e con valida mano dai boschi
della Norvegia io divelgo
l’abete più eccelso, e l’immergo
nella gola rovente dell’Etna.
Con tale penna gigante
nel fuoco intinta io scrivo
sulla volta del ciel tenebrosa:
‘Agnese, io t’amo!’.

Heinrich Heine

Dipinto di Gustave Courbet


Annuncio

Cerco il mio sorriso.
L’ho fatto cadere qui, da qualche parte
in mezzo ai fatti e alle parole.
Se qualcuno lo trova,
lo appenda all’orecchio
come un orecchino!
E dica al boia:
Non più spauracchi di pianto!
Chi genera paura, è preso dal panico.


Blaga Dimitrova

8 aprile 1989

 

dipinto di Gaetano Bellei


da “Pietre del cammino”

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Ha radici il fiore che ti mostro

Piantalo nel tuo cuore   

Alejandro Jodorowsky


Non sto pensando a niente

0c1641af06b50dbf5d85aa8496fdc944Non sto pensando a niente
e questa cosa centrale, che a sua volta non è niente,
mi è gradita come l’aria notturna,
fresca in confronto all’estate calda del giorno.

Che bello, non sto pensando a niente!

Non pensare a niente
è avere l’anima propria e intera.
Non pensare a niente
è vivere intimamente
il flusso e riflusso della vita…
Non sto pensando a niente.
È come se mi fossi appoggiato male.
Un dolore nella schiena o sul fianco,
un sapore amaro nella bocca della mia anima:
perché, in fin dei conti,
non sto pensando a niente,
ma proprio a niente,
a niente…
Fernando Pessoa


So che stai leggendo

vilhelm-hammershoi-interno-svendSo che stai leggendo tardi questa poesia, 
prima di lasciare l’ufficio
con l’abbagliante lampada gialla e la finestra nel buio
nell’apatia di un fabbricato sbiadito nella quiete
dopo l’ora di traffico.

So che stai leggendo questa poesia in piedi 
nella libreria lontano dall’oceano
in un giorno grigio di primavera, fiocchi sparsi di neve
spinti attraverso enormi spazi di pianure intorno a te.

So che stai leggendo questa poesia in una stanza 
dove tanto è accaduto 
che non puoi sopportare
dove i vestiti giacciono sul letto in cumuli stagnanti
e la valigia aperta parla di fughe
ma non puoi ancora partire.

So che stai leggendo questa poesia mentre 
il treno della metropolitana perde velocità 
e prima di salire le scale 
verso un nuovo tipo d’amore
che la vita non ti ha mai concesso.

So che stai leggendo questa poesia alla luce
del televisore dove immagini mute saltano e scivolano
mentre tu attendi le telenotizie sull’intifada.

So che stai leggendo questa poesia in una sala d’attesa
di occhi che s’incontrano sì e no, d’identità con estranei.

So che stai leggendo questa poesia sotto la luce al neon
nel tedio e nella stanchezza dei giovani fuori gioco,
che si mettono fuori gioco 
quando sono ancora troppo giovani.

So che stai leggendo questa poesia con una vista non più buona, 
le spesse lenti ingigantiscono 
queste lettere oltre ogni significato 
però continui a leggere 
perché anche l’alfabeto è prezioso.

So che stai leggendo questa poesia mentre vai e vieni accanto alla stufa scaldando il latte, 
sulla spalla un bambino che piange, un libro nella mano
poiché la vita è breve e anche tu hai sete.

So che stai leggendo questa poesia non scritta nella tua lingua
indovinando alcune parole mentre altre continui a leggerle
e voglio sapere quali siano queste parole.

So che stai leggendo questa poesia mentre ascolti qualcosa,
diviso fra rabbia e speranza
ricominciando a fare di nuovo il lavoro che non puoi rifiutare.

So che stai leggendo questa poesia perché non rimane
nient’altro da leggere
là dove sei atterrato, completamente nudo.

Adrienne Rich,

Immagine di Vilhelm Hammershoi


Io aspetto

fiori di melo c482fd799baef6a682c72ce09c8ab579Io aspetto
come il melo
aspetta i fiori –
suoi –
e non li sa
puntuali
ma li fa,
simili
non identici
all’anno passato.
Li fa precisi
e baciati nel legno
da luce e acqua
da desiderio
senza chi.
Sorrido sotto il noce
ai suoi occhi tanti
che mi studino bene
la tessitura dei capelli
e ne facciano versi
di merlo e di vespa
di acuti
aghi di pino
e betulla appena sveglia.
Non so chi sono
ho perso senso
e bussola privata
ma obbedisco
a una legge
di fioritura
a un comando precipitoso
verso luce
spalancata.

Chandra Livia Candiani,


Gli artisti

Gli artisti dimenticano che l’aria

scorre fra le dita,

le ore ad ascoltare la radio

brillano ottuse e stravaganti,

la loro vicenda oscilla al limite di ogni ora;

in nessun luogo gli oggetti si posano,

eppure esistono in ogni fessura:

la loro superba crudeltà si compone

di minuti solenni.

Gregorio Scalise


Inno alla bellezza

stregaVieni tu dal cielo profondo o sorgi dall’abisso,

o Bellezza? Il tuo sguardo, infernale e divino,

diffonde confusamente beneficio e crimine,

e per questo ti si può paragonare al vino.

Contieni nel tuo occhio il tramonto e l’aurora;

diffondi profumi come una sera di tempesta;

i tuoi baci sono un filtro, la tua bocca un’anfora,

che rendono vile l’eroe e coraggioso il fanciullo.

Sorgi dal nero abisso o discendi dagli astri?

il Destino incantato segue le tue sottane come un cane;

tu semini a caso la gioia e i disastri,

governi su tutto e non rispondi di nulla.

[…] Che tu venga dal cielo o dall’inferno che importa,

o Bellezza! Mostro enorme, pauroso, ingenuo! –

se il tuo occhio, il tuo sorriso, il tuo piede mi aprono la porta

di un Infinito che amo e non ho mai conosciuto?

Da Satana o da Dio, che importa? Angelo o Sirena,

che importa se tu – fata dagli occhi di velluto,

ritmo, profumo, luce, o mia unica regina! –

rendi l’universo meno orribile e gli istanti meno grevi?

Charles Baudelaire


Il pozzo

pozzo b6a0a036a5d9dd3ea1760281b7a073cc

Cigola la carrucola del pozzo
l’acqua sale alla luce e vi si fonde.
Trema un ricordo nel ricolmo secchio,
nel puro cerchio un’immagine ride.
Accosto il volto a evanescenti labbri:
si deforma il passato, si fa vecchio,
appartiene ad un altro.

Ah che già stride
la ruota, ti ridona all’atro fondo,
visione, una distanza ci divide.

Eugenio Montale



 

 


Quotidianità

Gli uccisi di domani
guardano oggi al teleschermo
gli uccisi di ieri.
E ognuno a se stesso ripete:
No, non può capitare a me
tale assurdità !
Blaga Dimitrova
11 ottobre 1995


Visione della notte

Con diamanti sulla testa
con una rete di diamanti che brilla come l’acqua,
rapidamente passi per l’etere trasparente
con bagliori e con fiamme
il vento e l’armonia ti hanno cinta di nuvole,
la tua bellezza è eterna e si ripete tra le stelle.
Ma i miei occhi non vedono, soltanto ascolto
vaste ali che muovono lo spazio.
Vivere, morire, tutto è un fumo grigio
quaggiù, e il mio nome giace in fondo a un lago;
debbo piangere davanti a un fiore, sapere che mai,
mai più ti vedrò. Oh baciarti, oh le mie forze
che strappano i rami per piangerci sopra!
Guarda l’autunno già, è da molto che aspetto,
forse le foglie nuove vorranno vedermi ai tuoi piedi,
sui prati del cielo, molto lontano.
Traversa la notte, l’autunno, illuminami
come l’acqua che versa il suo chiarore sulle pietre;
ho tanto sofferto, tanto, tutti sono stati
così crudeli con me. Oh l’aurora, l’aurora
che già prende il volo sul mare!

 

Juan Rodolfo Wilkock


Lettere

Strano mettere la data
alle lettere come fossero
valide solo per oggi come
rassicurandosi di non poterle
rileggere domani. strano sapere
che tutto varia indefinitamente
strano mettere il luogo da
cui vengono scritte e non
quello da cui partono
non: dal cuore per un attimo
dall’anima prevedibilmente
per sempre, dal corpo
per una notte che lo riduca
in cenere.

Chandra Livia Candiani


Per essere albero

Albero-di-gelso-van-gogh-analisiPer essere albero
devi imparare, almeno una volta,
a essere ombra.
Per essere albero
devi avere la vita che ti scorre dentro,
confonderti tra i colori di mondi che vivono altrove,
Per essere albero
devi saper essere foglia e radice
sfidare il vento, nasconderti dentro la terra.
Saper crescere attorno ai cerchi concentrici della memoria,
come il segno di tempi che si rincorrono lungo la vita.
Per essere albero,
per essere davvero albero,
devi saperti protendere al cielo,
saper parlare da solo alla luna,
saperti guardare nel riflesso di un fiordo,
seguire lo scorrere della vita a fianco del fiume.
Come una sequenza ininterrotta di storie da raccontare
(altro…)


Cose brutte ma vere

Di te, mia città, gli uomini diranno
cose brutte ma vere.
Diranno che ai bimbi hai tolto il sole,
la fresca rugiada,
la luce che scherzava sull’erba
sotto l’aperto cielo
e li hai chiusi tra fredde mura,
li hai costretti a inghiottire la polvere.
Cose brutte ma vere
diranno gli uomini di te
mia città.

Carl Sandburg


Sii prudente

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Andrew Wyeth
Wind from the Sea, 1947
tempera on hardboard
overall: 47 x 70 cm (18 1/2 x 27 9/16 in.)
framed: 66.4 x 89.5 x 7 cm (26 1/8 x 35 1/4 x 2 3/4 in.)
National Gallery of Art, Washington, Gift of Charles H. Morgan
© Andrew Wyeth

Sii prudente.
La tua vita apri
solo a venti che portano carezza
di lontananza.
Sii prudente, ma non vigliacco:
non far finta di vivere.
Apri la tua vita,
apri le finestre al presagio di primavera.
Lascia entrare i venti
che ti parlano di lontananza,
di ignoto, di svolte e bivi e sentieri;
che ti spingono verso nuovi orizzonti.
È tempo di andare,
tempo di mettersi in cammino.
Tempo di ricominciare a respirare.


Nathan Zach


Sotto il ponte Mirabeau

Ponte Mirabeau 18780bd2f179a6ab11d1ed600d06ae50Sotto il ponte Mirabeau scorre la Senna
E i nostri amori
Me lo devo ricordare
La gioia veniva sempre dopo il dolore
Venga la notte suoni l’ora
I giorni se ne vanno io rimango
Le mani nelle mani faccia a faccia restiamo
Mentre sotto
Il ponte delle nostre braccia passa
L’onda stanca degli eterni sguardi
Venga la notte suoni l’ora
I giorni se ne vanno io rimango
L’amore se ne va come
L’amore se ne va
Com’è lenta la vita
E come la Speranza è violenta
quest’acqua corrente
Venga la notte suoni l’ora
I giorni se ne vanno io rimango
Passano i giorni e passano le settimane
Né il tempo passato
Né gli amori ritornano
Sotto il ponte Mirabeau scorre la Senna
Venga la notte suoni l’ora
I giorni se ne vanno io rimango.

 

 

Guillaume Apollinaire


Sopravita

notte 117e8f486026b86a142a6311a628de41Dammi notte
le accordate speranze,
non già la tua pace,
dammi prodigio,
dammi alfine un pezzetto,
spicchio di paradiso,
il tuo chiuso giardino,
le tue ali senza canto.
Dammi, appena chiudo
gli occhi del mio volto,
le tue mani di sogno
che guidano e che gelano,
ciò che dovrò trovare,
dammi, come una spada,
quel cammino che passa
sul filo del timore,
una luna senz’ombra,
una musica appena udita
e già imparata,
dammi, notte, verità
per me sola,
e tempo per me sola,
sopravita.

Ida Vitale