La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Musica

Ricordando Paolo Limiti

Ha scritto i bellissimi testi di molte canzoni…questa è una delle mie preferite, nell’interpretazione di Mina

 


Metropolitana su Marte

Il nostro mezzo di locomozione preferito a Milano è il tram, però a volte, per la fretta o perché dobbiamo recarci in posti diversi ed assai distanti tra loro, usiamo la metropolitana.

Stazione di piazzale Loreto.

Posto di transito, dove molti salgono o scendono perché è un punto di interscambio tra la linea 1 (la “Rossa”) e la due (la “Verde”).

La ragazza che è appena salita è minuta, con lunghi capelli castani raccolti in una treccia fermata da un nastro colorato.

A tracolla porta un registratore ed in mano ha un microfono.

Si sistema proprio di fronte ad una delle porte del vagone ed inizia a cantare.

Intona una canzone che mi piace tantissimo “Life on Mars”, di David Bowie,anche se il testo è piuttosto ostico, se non addirittura astruso.

C’è chi lo interpreta come la storia di una ragazza cacciata di casa dal padre e che si sente rifiutata dalla società e si chiede se sia possibile lasciarsi dietro tutte le brutture del mondo e se su Marte ci sia vita per trovare un’esistenza migliore di quella che stia vivendo; c’è chi invece lo interpreta in chiave politica.

Lei canta bene, con una voce intonata.

Peccato che sia la musica che il canto vengano sovrastati da altri rumori: lo sferragliare dei vagoni sulle rotaie, il trillo dei cellulari, la voce chioccia di due signore anziane che parlano di non so quale programma televisivo, un gruppo di studenti che ha appena terminato la prova scritta della maturità iniziata proprio stamane e commenta la traccia che ha scelto.

Mi piacerebbe restare ad ascoltarla, ma la stazione di Rovereto è proprio a poca distanza: scendendo, le allungo qualche moneta e lei ringrazia con un sorriso, continuando la sua esibizione.


Haiku – La roccia dell’aquila

Dietro il vetro dell’urna
i rettili
stranamente fermi.

Una donna stende il bucato
nel silenzio.
La morte è immobile.

Nelle profondità della terra
scivola la mia anima
silenziosa come una cometa.

Tomas Tranströmer


Portami il girasole


Portami il girasole ch’io lo trapianti
nel mio terreno bruciato dal salino,
e mostri tutto il giorno agli azzurri specchianti
del cielo l’ansietà del suo volto giallino.

Tendono alla chiarità le cose oscure,
si esauriscono i corpi in un fluire
di tinte: queste in musiche. Svanire
è dunque la ventura delle venture.

Portami tu la pianta che conduce
dove sorgono bionde trasparenze
e vapora la vita quale essenza;
portami il girasole impazzito di luce.

Eugenio Montale


Vaccini sì, vaccini no…

Beh, io sono favorevole: molte malattie esantematiche lasciano a volte strascichi pesanti; altre, come poliomielite e difterite, sono pericolosissime., per non parlare della meningite.

Molti criticano la coattività di questo provvedimento che rende obbligatorie le vaccinazioni e citano paesi in cui queste non vengono imposte per legge: questo perché i genitori di quei paesi sono consapevoli dei rischi che i loro figli corrono e non hanno bisogno di norme per provvedere ad immunizzarli.

Francis Turner


Io non potevo correre né giocare
quand’ero ragazzo.
Quando fui uomo, potei solo sorseggiare alla coppa, non bere –
perché la scarlattina mi aveva lasciato il cuore malato.
Eppure giaccio qui
blandito da un segreto che solo Mary conosce:
c’è un giardino di acacie,
di catalpe e di pergole addolcite da viti –
là in quel pomeriggio di giugno
al fianco di Mary –
mentre la baciavo con l’anima sulle labbra,
l’anima d’improvviso mi sfuggì.

EDGAR LEE MASTER
Antologia di Spoon River

 


…’me piöv

Giuseppe Faraone Pittore Macchiaiolo Impressionista

…’me piöv! ‘me fresca la citâ nel piöv!
quèl verd del camion, l’umbrèla che camina,
la lüs sghemba di tram ch’j slisa al vent,
e mì che sogni el nient – va e vègn la mina
süj strâd chì, de Milan, tra ‘l curr di gent
e j urelogg ch’în ferma stamatina –
e la mia vûs la cerca el firmament…
‘me piöv süj mè penser, e sü quj ciar
che mett paüra dai macchin ‘me indurment…
…ah bèl guttà che stagna e desfa i sò mister,
nüm chì càntum amô sensa savèl
de quèl che al quiss del vìv slengua i penser.

Franco Loi


Notte di maggio

Era una notte del mese
di maggio, azzurra e serena.
Sull’azzurro cipresso
il plenilunio brillava,
illuminando la fonte
dove l’acqua zampillava
or si’ or no singhiozzando.
Solo la fonte udiva.
Poi d’occulto usignolo
si senti’ il motivo.
Ruppe raffica di vento
la curva dello zampillo.
E una dolce melodia
vagò’ per tutto il giardino:
un musicante tra i mirti
il suo violino suonava.


Due donne

Lui ha due donne:
una che dorme nel suo letto
e una che dorme nel letto dei suoi sogni.

Lui ha due donne che lo amano:
una che invecchia al suo fianco
e una che gli offrì la giovinezza
per poi occultarsi.

Lui ha due donne:
una nel cuore della sua casa
e una nella casa del suo cuore.

Maram al-Masri

 


La freccia


Ho scoccato una freccia in aria,
è caduta a terra, non sapevo dove;
poiché così rapida volava, che la vista
non riusciva a seguirne il volo.
Ho sussurrato una canzone nell’aria,
è caduta a terra, non sapevo dove;
poiché chi ha una vista
così acuta e forte
da seguire il volo
di una canzone?
Molto, molto tempo dopo,
in una quercia,
ho trovato la freccia ancora intatta; e la canzone, dall’inizio alla fine,
l’ho ritrovata nel cuore di un amico.

(Henry Wadsworth Longfellow)


Poesia dal silenzio

Spengono la lampada e il suo globo risplende un istante prima di sciogliersi


come una pastiglia in un bicchiere di tenebre. Poi si sollevano.

Le pareti dell’albergo si gettano nel buio del cielo.


I gesti dell’amore si sono acquietati e loro dormono

ma i pensieri più segreti s’incontrano

come quando s’incontrano due colori e l’uno nell’altro fluiscono

sulla carta bagnata di un dipinto infantile.

È buio e silenzio. Ma la città stanotte

si è avvicinata in fretta. A finestre spente. Le case sono qui.

Vicinissime stanno serrate in attesa,

una folla di volti inespressivi.

Tomas Tranströmer


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