La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Archivio per 13 aprile 2021

So che stai leggendo

vilhelm-hammershoi-interno-svendSo che stai leggendo tardi questa poesia, 
prima di lasciare l’ufficio
con l’abbagliante lampada gialla e la finestra nel buio
nell’apatia di un fabbricato sbiadito nella quiete
dopo l’ora di traffico.

So che stai leggendo questa poesia in piedi 
nella libreria lontano dall’oceano
in un giorno grigio di primavera, fiocchi sparsi di neve
spinti attraverso enormi spazi di pianure intorno a te.

So che stai leggendo questa poesia in una stanza 
dove tanto è accaduto 
che non puoi sopportare
dove i vestiti giacciono sul letto in cumuli stagnanti
e la valigia aperta parla di fughe
ma non puoi ancora partire.

So che stai leggendo questa poesia mentre 
il treno della metropolitana perde velocità 
e prima di salire le scale 
verso un nuovo tipo d’amore
che la vita non ti ha mai concesso.

So che stai leggendo questa poesia alla luce
del televisore dove immagini mute saltano e scivolano
mentre tu attendi le telenotizie sull’intifada.

So che stai leggendo questa poesia in una sala d’attesa
di occhi che s’incontrano sì e no, d’identità con estranei.

So che stai leggendo questa poesia sotto la luce al neon
nel tedio e nella stanchezza dei giovani fuori gioco,
che si mettono fuori gioco 
quando sono ancora troppo giovani.

So che stai leggendo questa poesia con una vista non più buona, 
le spesse lenti ingigantiscono 
queste lettere oltre ogni significato 
però continui a leggere 
perché anche l’alfabeto è prezioso.

So che stai leggendo questa poesia mentre vai e vieni accanto alla stufa scaldando il latte, 
sulla spalla un bambino che piange, un libro nella mano
poiché la vita è breve e anche tu hai sete.

So che stai leggendo questa poesia non scritta nella tua lingua
indovinando alcune parole mentre altre continui a leggerle
e voglio sapere quali siano queste parole.

So che stai leggendo questa poesia mentre ascolti qualcosa,
diviso fra rabbia e speranza
ricominciando a fare di nuovo il lavoro che non puoi rifiutare.

So che stai leggendo questa poesia perché non rimane
nient’altro da leggere
là dove sei atterrato, completamente nudo.

Adrienne Rich,

Immagine di Vilhelm Hammershoi