La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Non cambierà nulla

Retorica, retorica, retorica.

Tante parole per dire poco, molto poco. Lasciamo stare l’incipit, diciamo che sono ormai convenevoli accettati per prassi, come i ringraziamenti a Mattarella e al beneamato Conte.

Ha citato, nell’ordine, la pandemia ed i vaccini con un breve flash per il papa, la scuola con particolare riferimento agli studi tecnici, il cambiamento climatico (?), la parità di genere, il (solito) Mezzogiorno (non poteva certo mancare,è come il prezzemolo, lo citano tutti), gli investimenti pubblici e, infine, il Next Generation EU.

Mi aspettavo parole sulla sburocratizzazione della pubblica amministrazione, ma non ne è stato fatto cenno.

Per chi ha perso l’attività e il lavoro, nessuna parola su sostanziosi indennizzi che consentano alle PMI di ripartire.

Ripristino delle libertà individuali, tarpate dai continui DPCM del precedente governo, causa della grave crisi economica? Non ne ha parlato.

Di flat tax, nemmeno l’ombra, ma ci sarà un ridisegnamento dell’IRPEF.

Di sostegno alle imprese private, di liberalizzazioni serie, nemmeno una parola.

Invece tra le cose prioritarie ci sono il sostegno alle attività da proteggere, accompagnando le altre verso il cambiamento (chissà se tra queste annovera pure la decotta Alitalia), e la cessione di sovranità nazionale in favore di una sovranità condivisa, quindi continuerà l’asservimento alla UE (leggi Germania) che ci spolperà ben benino, mentre viene affermata l’irreversibilità dell’Euro.

Dulcis in fundo, ci terremo ancora Arcuri, almeno per qualche tempo, come purtroppo ci è stato imposto Speranza.

Termino con una frase di Lorenzo Cappellini Mion

“Se non altro si è impegnato ad avvertirci per tempo prima di spedirci, di tanto in tanto, ai domiciliari.(omissis) un inno al dirigismo, al transizionismo, all’ambientalismo ideologico e al globalismo caro alle élite sociopatiche che sanno e decidono cosa sia meglio per il popolo, senza consultarlo. “Obbligheremo il popolo ad essere felice” diceva Lenin.

Ecco su queste basi per me non solo non si riaccenderà la luce ma caleranno le tenebre.”

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