La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Archivio per gennaio, 2021

Dammi l’acqua

Dammi l’acqua
dammi la mano
dammi la tua parola
che siamo,
nello stesso mondo.

Chandra Livia Candiani,


Aspettare

Aspettare, aspettarti.
Ma un solo presente
presuppone l’attesa: tu.
Se non ci sarai
all’altro capo,
è al nulla che il mio animo
si rivolge.
E allora tutto è vano,
io stessa non ho ragione
e i miei pensieri
mancano di significato e il mondo non esiste,
crollano le persone,
si dissolvono le città
come nuvole e vapore,
muore il sole, vive l’ombra,
tutto è spento, dormono
le ali, cessano di vibrare,
perché soltanto attenderti
tiene sveglia la mia vita
Allora, aspetto.

 

Kalindi Achala

Dipinto di Vincenzo Irolli


Cronache da Bolzano.

Nell’ultima ordinanza del governatore altoatesino Kompatscher è CONSIGLIATO (non obbligatorio) l’uso delle mascherine Ffp2 qualora ricorrano le circostanze implicanti una maggiore probabilità di contrarre il Covid (ospedali, cliniche, mezzi pubblici affollati e simili).
Già da questa mattina la maggior parte delle persone, simili ad un gregge di pecore, dismesse le mascherine chirurgiche, sfoggiava le nuovissime Ffp2, anzi ho visto addirittura cose allucinanti, tipo gente che portava le Ffp2 sopra le chirurgiche.


Questo perché camminando per le strade bisogna scavalcare le migliaia di cadaveri schiattati durante una passeggiata mentre centinaia di ambulanze sfrecciano a sirene spiegate verso l’ospedale dove i reparti covid sono ormai al collasso. (ovviamente sono sarcastica).


Nel frattempo, sono stati nuovamente chiusi (tranne che per l’asporto) ristoranti e bar, fatta eccezione per le mense (!?) ma non gli altri esercizi commerciali, perché è noto che il Covid si diffonde solamente in quei posti, mentre schiva attentamente ferramenta, estetisti, lavasecco, fiorai, parrucchieri, negozi di giocattoli, cartolibrerie, le scuole ecc. ecc. Ricordo inoltre che l’ordinanza URGENTE, è stata firmata martedì, però entrerà in vigore solamente domenica, perché in questo lasso di tempo il virus si riposa in attesa di sferrare l’attacco definitivo da domenica mattina…alla faccia dell’impellenza.


Senza titolo

Nessuno ora mi riconoscerebbe:

una montagna di nervi

geme,

si contorce.

Che può volere questa massa informe?

Di tante, tante cose avrebbe voglia!

Vladimir Majakovskij,

Illustrazione di Robert Liberace 


Il silenzio

Il silenzio

Il silenzio. Il silenzio di Birkenau.
Il silenzio di Birkenau non assomiglia a nessun altro silenzio: ha in sé le grida di disperazione, le preghiere strangolate di migliaia e migliaia di comunità che il nemico condannò ad essere ingoiate dall’oscurità di una notte infinita, una notte senza nome.
Il tacere degli uomini congelato nel cuore della disumanità.
Silenzio eterno sotto un cielo azzurro.
Silenzio di morte nel cuore della morte…
Nel regno delle ombre che è Auschwitz nessuno cammina lentamente; la morte si getta contro la sua preda.
Non ha tempo, la morte: dev’essere contemporaneamente dappertutto.
La vita, la morte: tutto si unisce in una folle velocità.
Il futuro si limita qui all’attimo che precede la selezione; qui bisogna correre dietro al presente, perché non scompaia del tutto.
Si corre a lavarsi.
Si corre mentre ci si veste.
Si corre alla distribuzione del pane, della margarina, della zuppa.
Si corre all’appello, si corre al lavoro, si corre da un blocco all’altro, alla ricerca di uno sguardo famigliare.
Alla ricerca di una parola di consolazione.
L’abbaiare dei cani… le grida dei carnefici, il rumore dei randelli di gomma che si abbattono sulla nuca dei prigionieri.
Il dolore rende muti gli uomini affamati e deboli; la loro umiliazione pesante come una maledizione.

Elie Wiesel, Per non dimenticare Auschwitz

 

 

 


C’è un paio di scarpette rosse

C’è un paio di scarpette rosse
numero ventiquattro
quasi nuove:
sulla suola interna si vede
ancora la marca di fabbrica
“Schulze Monaco”.

C’è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio
di scarpette infantili
a Buchenwald.

Più in là c’è un mucchio di riccioli biondi
di ciocche nere e castane
a Buchenwald.
Servivano a far coperte per i soldati.
Non si sprecava nulla
e i bimbi li spogliavano e li radevano
prima di spingerli nelle camere a gas.

C’è un paio di scarpette rosse
di scarpette rosse per la domenica
a Buchenwald.
Erano di un bimbo di tre anni,
forse di tre anni e mezzo.
Chi sa di che colore erano gli occhi
bruciati nei forni,
ma il suo pianto
lo possiamo immaginare,
si sa come piangono i bambini.

Anche i suoi piedini
li possiamo immaginare.
Scarpa numero ventiquattro
per l’eternità
perché i piedini dei bambini morti
non crescono.

Joyce Lussu


Il mio avvenire

Un attimo capriccioso mi ha derubato dell’avvenire,
costruito come capitava.
Io lo fabbricherò molto più bello,
come lo pensavo all’inizio.
Io lo fabbricherò sulla terra ferma
che ha nome la mia volontà.
Io lo innalzerò sulle alte colonne
che hanno nome i miei ideali.
Io lo fabbricherò con un passaggio segreto
che ha nome la mia anima.
Io lo fabbricherò con un’alta torre
che ha nome solitudine.

 

Edith Södergran

Studio di Minoru Nomata


Verità e bellezza

La bellezza è verità, la verità è bellezza:

questo è tutto ciò che voi sapete in terra

e tutto ciò che vi occorre sapere.

 

 

John Keats

 

 

Dipinto di Sandro Botticelli


Alba

Il mio cuore angustiato
avverte alle prime luci
la pena del suo amore
e il sogno di lontananza.
La luce d’aurora reca
una vena di rimpianti
e la tristezza senz’occhi
del midollo dell’anima.
Il sepolcro della notte
innalza il suo nero velo
a occultare nella luce
l’immensa cima stellata.
Che farò su questi campi
raccogliendo nidi e rami,
circondato dall’aurora
e piena di notte l’anima!
Che farò se gli occhi tuoi
hai morti alle chiare luci
e mai sentirà la mia carne
il calore dei tuoi sguardi!
Perché ti perdi per sempre
in quella limpida sera?
Oggi il mio petto è arido
come una stella spenta.

Federico Garcìa Lorca


Gaffes (?)

Un opinionista economico come Alan Friedman può tranquillamente definire in diretta TV Melania Trump “escort” e, peggiorando le cose (pèzo el tacòn del buso), si trincera dietro il significato americano di “accompagnatrice”. Beh, pure io che di inglese non mastico una parola so che moglie si traduce con wife, ed è ben triste constatare che l’illustre maître à penser, residente in Italia da oltre 20 anni, non sappia parlare correttamente l’italiano e l’uso di certi termini, tento da essere soprannominato Ollio, vuoi per la stazza, vuoi per la pronuncia.

 

Poi c’è Sala, che si permette di paragonare la Greta Thumberg ambientalista alla martire Anna Frank. Quali privazioni ha dovuto subire Greta? In comune le due avevano forse il colore giallo: l’impermeabilino cerato della svedesina e, purtroppo, la stella cucita obbligatoriamente sui vestiti di Anna. La prima ha girato il mondo con i suoi cartelloni scritti con il pennarello a punta grossa; la seconda è stata costretta ad una vita da reclusa non certo per sua volontà per due anni circa, morendo poi di tifo nel lager di Bergen-Belsen.

 

Certo è che il livello dell’informazione sta scemando sempre di più.


Ridiamoci su

Un momento di allegria (Presa dal web)   quindi pure l’immagine è appropriata  🙂 

– Achille!

– Re Agamennone in persona, a cosa devo l’onore?

– Stiamo per attaccare e volevo sapere se il più forte fra i nostri guerrieri è pronto a gettarsi nella mischia.

– Sono sempre pronto.

– È ciò che volevo sentire. Bene, ecco come procederemo: i carri da guerra e gli arcieri si muoveranno lungo una linea… che cos’è?

– Questa?

– Sì.

– È la mia armatura. Forgiata da Efesto in persona. Ti piace?

– No, bella è bella, ma scusa…

– Cosa?

– I copritalloni?

– Non li metto.

– Per favore, non cominciamo di nuovo con sto discorso.

– T’ho detto che non li metto e non li metto.

– Achille, per cortesia, una cosa t’ho chiesto! Una! Di mettere quei minchia di copritalloni!

– Coi copritalloni mi sento soffocare.

– È biologicamente impossibile sta cosa che ti senti soffocare dai talloni!

– Invece sì, io respiro molto coi piedi.

– Ascoltami, ragiona un secondo, te sei invincibile.

– Invincibilissimo.

– Issimo, sì, bravo. Tranne che in un punto.

– Un punto.

– E quel punto è…?

– È?

– No, dico, quel punto è?

– Il tallone?

– Il tallone! Mortacci tua! Puoi andarci fuori nudo a combatterli sti disgraziati! Ho visto con questi occhi uno tirarti una spadata sul cazzo e la spada s’è rotta in due, però i copritalloni, figlio mio, li devi mettere.

– Altrimenti?

– Metti che uno con una freccia ti piglia il tallone.

– Tu mi vuoi dire che io adesso esco e uno di questi arcieri incompetenti scopacugine dei troiani mi becca proprio a me e proprio sul tallone. Francamente, mi sembra statisticamente inverosimile.

– Oh, vedi tu, ne tirano un migliaio di frecce al giorno, perché correre il rischio?

– Secondo me il rischio non c’è. Poi sta cosa del tallone non si sa neanche se è vera.

– Ma sì che è vera! Me l’ha detto pure tua madre che t’ha inzuppato tutto tenendoti per il tallone che poi bastava perdere quei due secondi per girarti un attimo… Comunque l’altro giorno lo hai sbattuto contro uno spigolo di un mobile e t’è venuto un mezzo ictus. Non credo sia stata una coincidenza.

– Esagerazioni. Vogliono farmi sembrare debole. Io sono abituato a combattere senza, non puoi pretendere che io cambi le mie abitudini così, da un giorno all’altro.

– Ma è della tua vita che stiamo parlando.

– Nessuno è mai morto per una freccia sul tallone. Non ci sono organi vitali sul tallone.

– Ma tu sì! Tu puoi! Funziona così sta cosa! È tutto il concetto del personaggio Achille! Ti ricordi che siamo andati dall’Oracolo di Delfi?

– Sì.

– Che ha detto l’Oracolo di Delfi?

– …

– Che ha detto?

– Ha detto di mettere i copritalloni.

– E metti sti cazzo di copritalloni!

– Non mi fido dell’Oracolo di Delfi. Chissà chi lo finanzia.

– E infatti siamo andati pure dall’Oracolo di Olimpia e che t’ha detto l’Oracolo di Olimpia?

– Di mettere i copritalloni. Però dai, si sa che l’Oracolo di Olimpia è politicamente schierato.

– Pure Esculapio te l’ha detto!

– Non mi convince Esculapio. Non mi sembra professionale.

– È il dio della medicina!

– Appunto e figurati se uno così non fa i suoi interessi. C’è un business dietro, cosa credi? Mezzo Peloponneso è gente che confeziona copritalloni.

– Sii buono, ne abbiamo girati venti tra oracoli, veggenti e semidivinità, mannaggia a te, tutti t’hanno detto di mettere i copritalloni. Non “mettili altrimenti perdi la battaglia”, non “mettili altrimenti tua moglie diventa infeconda”, “tuo figlio si scopa un mostro marino”, “tua zia va fuori strada col carro”, no! Mettili altrimenti muori!

– Ti scordi dell’Oracolo di San Raffaele.

– Che è l’Oracolo di San Raffaele?

– Dai, quello della cristalloterapia.

– Ah già, quello.

– Quello ha detto che posso non metterlo.

– Uno! Uno su venti! Che è pure un Oracolo per modo di dire, ti ricordi che aveva gli acchiappasogni appesi dappertutto? C’aveva il tempio sul retro di un’erboristeria, dai…

– Non mi interessa. Io con i copritalloni mi sento umiliato, mi sento in gabbia. L’ha detto pure Tiresia.

– Tiresia l’indovino cieco?

– Sì. Ha detto che sti copritalloni sono una forzatura, una violazione dei miei diritti.

– Ma lascialo stare Tiresia, è vecchio, canta bene per carità, ma ste cose non son roba sua. E poi io li prenderei con le pinze i consigli sanitari di uno che sta nell’Ade!

– È inutile che insisti, io non ci vado in giro coi copritalloni a farmi ridere dietro.

– Ma che problemi ti creano? Dai su, un piccolo sforzo, ti si chiede solo quello. E vinciamo sta guerra. E poi si torna tutti alla vita di prima. Noi vuoi tornare alla vita di prima?

– … sì.

– Allora li metti?

– Assolutamente no.

– Achille è morto, e sono onorato che abbia scelto me per ricordarlo al suo rito funebre. Achille era il più forte e valoroso di noi, ma era anche superbo e avventato. Se avesse prestato un po’ più di attenzione, se fosse stato meno egoista, meno testardo, sarebbe ancora vivo e con lui tanti altri che lo hanno seguito nell’Averno durante questa guerra spaventosa. Forse però la sua fine può insegnare qualcosa a noi che rimaniamo. Magari ci può insegnare a non trarre giudizi affrettati, oppure a fidarci con umiltà di chi ne sa più di noi, di chi ha dedicato la sua vita al sapere, alla conoscenza per aiutarci a vivere meglio. O, ancora, può insegnarci che nessuno di noi è davvero immortale, anche se certe volte può essere facile pensare il contrario. E che, in guerra, ognuno è responsabile non solo della propria vita, ma anche di quella degli altri. Perciò oggi ricordando questo grande condottiero, cerchiamo di ricordare anche di non essere arroganti o superficiali con il destino, con gli dèi e, soprattutto, con la morte.

– Bellissimo discorso Ulisse.

– Grazie.

– Adesso dove andrai?

– La guerra è finita. Torno a casa.

– Ti serve il navigatore?

– Ma ti pare?! È sempre dritto!


Sono tanto brava

Sono tanto brava lungo il giorno.
Comprendo, accetto, non piango.
Quasi imparo ad avere orgoglio quasi fossi un uomo.
Ma al primo brivido di viola in cielo
ogni diurno sostegno dispare.
Tu mi sospiri lontano: “Sera, sera dolce e mia!”
Sembrami d’aver tra le dita la stanchezza di tutta la terra.
Non son più che sguardo, sguardo sperduto, e vene.

 

 

Sibilla Aleramo


Inciuci vari

Il gioco di Renzi era abbastanza chiaro: astenersi e non votare contro in modo da far cadere Conte ma non il governo, perché se lui e i parlamentari di Italia Viva avessero votato contro il governo sarebbe caduto di sicuro, costringendo Mattarella ad indire nuove elezioni. Così invece, anche se Conte si presenterà stasera al Quirinale, si assisterà al solito giochetto: nuovo governo con i soliti partiti che, sulla carta, hanno ancora la maggioranza o, al massimo, un bel rimpasto, immettendo uno o più ministri di Italia Viva. Siamo quindi in ostaggio del fiorentino che dal conterraneo Machiavelli ha ereditato le cose migliori (o peggiori, fate voi).

Del resto anche l’avvocato ha una faccia di bronzo (eufemismo) non da poco: al Senato esce poco onorevolmente con 156 voti, contando però su 3 senatori a vita (cosa aspettano a trasformare questa carica in una puramente onorifica?), 2 voltagabbana di Forza Italia, 5 ex pentastellati scappati di casa affluiti nel misto che pensano solo ad incassare altri 2 anni e mezzo di stipendio e la signora Lonardo, alias lady Mastella.

Alle votazioni si è poi visto un episodio “calcistico”, ossia il VAR 🙂 applicato a Ciampolillo,(quello che negava l’esistenza della xilella e che viole curare il Covid con la cannabis), riammesso sul campo, pur astenuto, alle votazioni…

Povera Italia.


Inno all’amore

Io penso già a quel tempo

quando la gioventù sarà un ricordo

e le fiamme e le scintille della passione

saranno sotto la cenere

e i miei occhi, il mio cuore, la mia mente

i miei sensi ormai appannati

reagiranno a tutto teneramente.

Tu ci pensi, amore?

 

 

Amiri Baraka


Mare

Qualsiasi vento è vento di mare, e qualsiasi città, anche la più continentale, nelle ore di vento – è marittima. C’è odor di mare, no, ma: c’è aria di mare, l’odore lo aggiungiamo noi. Anche il vento del deserto è di mare, anche quello della steppa è di mare. Giacché al di là di ogni steppa e di ogni deserto – c’è il mare, l’oltredeserto, l’oltresteppa… Ogni viuzza in cui tira vento è la viuzza di un porto.

 

Marina Cvetaeva

 

Dipinto di Andrea Patrisi


Negazionisti

I veri “negazionisti” (lo so, è un termine improprio, ma se lo usano gli altri, questa volta lo voglio usare io) non sono quelli contrari al vaccino, sono coloro che non vogliono vedere questa Italia che sta collassando giorno per giorno, con botteghe, ristoranti, aziende che chiudono, con gente ormai allo stremo che chiede solo di poter lavorare dopo aver messo in sicurezza i propri locali ed i propri dipendenti.

I negazionisti sono quelli che si rifiutano di riconoscere la realtà dei fatti, che prendono per buona e non contestano la marea di numeri, diagrammi, percentuali che ci vengono ammanniti quotidianamente da giornalisti e presunti virologi (veterinari? “zanzarologi”?) che passano più tempo, profumatamente pagati, sulle televisioni che nelle sale ospedaliere.

I negazionisti sono quelli che solitamente se ne stanno con il “culo al caldo”, sicuri che ogni 27 del mese verrà accreditato loro lo stipendio o la pensione, ed io dovrei essere pure una di questi ultimi, però mi rendo conto che senza di loro anche le nostre entrate non saranno più così certe e potrebbero essere drasticamente ridimensionate.
I negazionisti sono quelli che sono terrorizzati e sperano in un vaccino che non so quante migliorie potrà apportare, quelli che se abbassi la mascherina stando a 50 metri di distanza cambiano marciapiede, quelli che non uscirebbero mai di casa, quelli che temono le elezioni perché ci sarebbero file di persone in attesa davanti alle urne, però si accodano tranquillamente davanti alle porte dei supermercati o degli uffici postali.

I negazionisti sono quelli che rinunciano a vivere, limitandosi a sopravvivere per pura paura.


Allegria di naufragi

E subito riprende
il viaggio
come
dopo il naufragio
un superstite
lupo di mare.

Giuseppe Ungaretti

Illustrazione di Antonio Maria Marini


Fuochi di sant’Antonio

Fiamme nella sera del mio nome
sento ardere in riva
a un mare oscuro –
e lungo i porti divampare roghi
di vecchie cose,
d’alghe e di barche
naufragate.

E in me nulla che possa
esser arso,
ma ogni ora di mia vita
ancora – con il suo peso indistruttibile
presente –
nel cuore spento della notte
mi segue. 

17 gennaio 1935

 

Antonia Pozzi


Camminare insieme

Tenendosi per mano, attraversano la via,
il ragazzo negro e il bianco,
Il dorato splendore del giorno,
L’orgoglio oscuro della notte.
Dalle finestre socchiuse la gente negra guarda

E qui la gente bianca mormora,
Indignata per questi due che osano
Camminare insieme.
Ignari di sguardi e di parole,
Essi camminano e non sanno…

Countee Cullen


Tu sei un’altra cosa

Tu sei un’altra cosa.
Sono andata avanti per anni senza vederti,
quasi senza conoscerti,
e tu eri mio esattamente come adesso.
Io, che sono abituata ad aspettarmi il peggio,
non ho paura di perderti.
Puoi dimenticarmi,
abbandonarmi,
lasciarmi,
sarai sempre mio e solo mio.
Ti ho inventato io, amore mio.
Sei molto più che il mio amante.
Sei una mia creatura.
È per questo che mi appartieni,
quasi tuo malgrado.

 

Irène Némirovsky

 

Opera di Johnson Tsang

 


Essere luce

Essere luce,
non riceverla
né contemplarla
e nemmeno diventarla,
essere
luce
perdere nomi
sfilare fatti
tremare nei contorni
sfuocarsi.
Ci provo a non assomigliare
a me, a sventolare.

Chandra Livia Candiani


Tristezze della luna

Nei suoi sogni la luna è più pigra, stasera:
come una bella donna su guanciali profondi,
che carezzi con mano disattenta e leggera
prima d’addormentarsi i suoi seni rotondi,
lei su un serico dorso di molli aeree nevi
moribonda s’estenua in perduti languori,
con gli occhi seguitando la apparizioni lievi
che sbocciano nel cielo come candidi fiori.
Quando a volte dai torpidi suoi ozi una segreta
lacrima sfugge e cade sulla terra, un poeta
nottambulo raccatta con mistico fervore
nel cavo della mano quella pallida lacrima
iridescente come scheggia d’opale.
e, per sottrarla al sole, se la nasconde in cuore.

 

Charles Baudelaire


Senza titolo

Preferisco venire dal silenzio

per parlare. Preparare la parola

con cura, perché arrivi alla sua sponda

scivolando sommessa come una barca,

mentre la scia del pensiero

ne disegna la curva.

La scrittura è una morte serena:

il mondo diventato luminoso si allarga

e brucia per sempre un suo angolo.

Vittorio Magrelli


Libertà

Libertà.
Non chiedere nulla.
Non aspettarsi nulla.
Non dipendere da niente.

 

Ayn Rand

 

Foto di Broocke Shaden