La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Archivio per 15 Maggio 2020

La lettera che cerco

La lettera che cerco
di non scriverti
scrivendo tante lettere
sulle lettere è una lettera
di infiniti indirizzi
da me a me
da te a te
da te a me
mai da me a te
non posso si trasformerebbe
comunque in un amo
che strappa le labbra

 

Chandra Livia Candiani

 


Tempi duri

L’isola felice, pur messa meglio di altre zone italiane, piange.

Oggi dopo due mesi e mezzo sono ritornata a mangiare in uno dei nostri soliti ristorantini: locale semivuoto, quando in altri tempi era frequentato da studenti della vicina scuola professionale – per la maggior parte provenienti da fuori città – e da lavoratori con i buoni pasto, più molti avventori fidelizzati, tra i quali pure mio marito ed io, attirati dalla buona qualità abbinata a prezzi ragionevoli. I gestori avevano appena sostenuto una spesa non indifferente per poter utilizzare lo spazio esterno anche nella stagione fredda, mediante una copertura fissa, e consentire così anche uno spazio ai fumatori, ed ora è capitata loro anche questa tegola sulla testa, quindi altre spese per dotarsi dei mezzi di sanificazione e dei divisori in plexiglas, ma di contributi statali nemmeno a parlarne. Lei parlandoci aveva le lacrime agli occhi, anche perché ha dovuto lasciare a casa una parte dei dipendenti.

Altra notizia è la chiusura di una pasticceria storica qui a Bolzano, dove mi servivo spesso, specie per portare a Milano lo strudel tipico che confezionavano, uno dei migliori a mio parere. 54 anni di attività praticamente scomparsi, otto dipendenti licenziati, nessuno dei quali ha ancora visto i soldi della cassa interazione…forse uno dei figli riaprirà, ma in forma molto ridotta. E siamo a due.

Ciliegina sulla torta, la riapertura dei mercati settimanali, quello del giovedì vicino a casa e quello del sabato in zona più centrale: gli ambulanti, quelli che si fanno un mazzo tanto alzandosi ad ore antelucane per poter montare i banchetti, sono inviperiti. È stato consentito infatti solo il commercio di prodotti ortofrutticoli ed alimentari, mentre l’abbigliamento è rimasto al palo. Inoltre anche per l’alimentare, essendo i banchi posti su un solo lato della strada per consentire il distanziamento, gli ambulanti potranno vendere solo ogni 15 giorni, a settimane alterne.

Non solo lo stato mette i bastoni fra le ruote, ci si mette pure il comune che non ha trovato il mezzo per garantire a tutti di poter lavorare, magari ampliando le zone a disposizione come invece ha fatto il limitrofo comune di Laives.

Intanto sui social della mia città sto battagliando con i miei concittadini perché critico l’erogazione dell’incentivo per l’acquisto di bici e monopattini, specie se a trazione elettrica: quei soldi li avrei erogati piuttosto ai tanti negozianti in difficoltà.