La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Piccola cronistoria del covid 19 in Italia.

Il 31 gennaio è stato proclamato lo stato di emergenza per la durata di sei mesi, con termine quindi il 31 luglio, probabilmente per il ritrovamento di 2 turisti cinesi infetti ricoverati allo Spallanzani.

Ma già il 22 gennaio c’è stata la richiesta da parte del governo di un’analisi sull’impatto del contagio, che viene consegnata dal Comitato Tecnico Scientifico in data 12 febbraio, aggiornata poi il 4 marzo.

Il 14 febbraio l’Agenzia della UE per il controllo e la prevenzione delle malattie indicava una bassa probabilità della diffusione del contagio in Europa.

Ma lo studio del Comitato Tecnico Scientifico italiano del 14 febbraio indicava invece un tasso di contagiosità molto alto, ipotizzando 600/800mila decessi: dati che non furono resi noti, neppure al PdR, per non scatenare il panico tra la popolazione

Nel frattempo, mentre a palazzo Chigi si fa incetta di presídi sanitari , scoppia il primo caso a Codogno, che viene dichiarata zona rossa, mentre tutti i politici si affannano a rassicurare che tutto va bene ed è sotto controllo, organizzando cene ed aperitivi, facendo disputare partite di calcio presente il pubblico, organizzando feste in Puglia per Padre Pio (40mila persone), non chiudendo i mercati rionali ecc. ecc.

Adesso Andrea Urbani svela quello studio di 55 pagine al Corriere della sera dove, oltre ipotizzare l’alto numero di vittime, si evidenziava la carenza di posti letto nelle terapie intensive. Quindi il Governo era a conoscenza dei rischi del covid 19, ciononostante non si è mosso con sufficiente celerità per avvisare gli enti locali e per provvedere al l’approvvigionamento dei mezzi necessari, anzi ha tacciato di razzismo quanti chiedevano la sospensione del trattato di Schengen e la chiusura dei confini; l’unica misura presa per tempo fu la sospensione dei voli provenienti DIRETTAMENTE dalla Cina, ma non quelli con scali indiretti.

Ora per settimane intere l’Italia delle persone per bene, delle attività produttive, è stata reclusa in quarantena ed il governo non sa fare altro che rimpallare le proprie responsabilità ad altri, che hanno servito pedissequamente le direttive.

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