La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Contrordine, compagni

Non giustifico, però per certi versi comprendo l’atteggiamento della gente comune: alla base c’è sempre il comportamento contraddittorio di chi è preposto a governarci.
Ricordate all’inizio del contagio quali messaggi venivano veicolati?


1 – È poco più di un’influenza e col coronavirus mi farò un ciondolo (Maria Rita Gismondo, e meno male che è virologa)
2 – Mangiamo cinese
3 – Abbracciamo un cinese
4 – Un bacio contro il razzismo (Michele Cordaro, Le iene)
5 – La quarantena è un atto fascioleghista. (Enrico Rossi, governatore della Toscana)
6 – Il vero untore è Salvini che diffonde il morbo della paura (Massimo Giannini, direttore di Radiocapital)
7 – Revocare Schengen è una misura draconiana (Giuseppi Conte)
8 – L’unica mascherina utile è quella della cultura (le Sardine)
9 – Niente panico (un po’ tutti)
10 – Milanononsiferma (Giuseppe Sala, in t-shirt)


E i nostri politici si facevano fotografare sorridenti all’aperivirus (?) mentre brindavano in compagnia dei loro sostenitori, ignorando le voci allarmistiche di illustri clinici quali il dott. Massimo Gallo, primario infettivologo del Sacco di Milano, del dott. Massimo Zangrillo, primario terapia intensiva al San Raffaele, io dott. Roberto Burioni ed altri medici in prima linea in questa lotta.
Ora tutti hanno dovuto fare retromarcia, tutta l’Italia è zona rossa e l’imperativo dominante, diventato pure un hastag, è “restate a casa”. 

E si è raggiunto il massimo della faccia tosta chiedendo il ritorno di Guido Bertolaso, dopo averlo incriminato, sputtanato ed aver smantellato l’ottima organizzazione della Protezione civile che aveva istituito. E Bertolaso sembra abbia declinato l’invito, preferendo restare in Africa a fare il medico. In effetti gli avrebbero dato un incarico marginale – responsabile agli approvvigionamenti – e non pieni poteri come richiederebbe l’emergenza del momento. In breve: sopra di sé avrebbe avuto l’ennesimo politico incapace di gestire la situazione, che però si sarebbe avocato il merito se tutto si fosse risolto per il meglio, ma non avrebbe esitato a scaricare sull’ex commissario straordinario le colpe se le cose fossero andate male.

E lui, già denigrato da questa gente, avrebbe dovuto togliere le castagne dal fuoco a questi imbecilli?

2 Risposte

  1. Vittorio

    bertolaso è stato il classico esempio di linciaggio pubblico per allontanare una persona che aveva fatto bene e si era esposta (leggi imposta) in prima persona

    Piace a 1 persona

    11 marzo 2020 alle 07:40

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